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Dignità operaia

Dignità operaia

(9 Marzo 2012) Enzo Apicella
Oggi sciopero generale dei metalmeccanici convocato dalla Fiom e manifestazione nazionale a Roma

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(Per un sindacato di classe)

Ritorno di Fiom

(5 Ottobre 2011)

Ritorno di Fiom (Manifestolibri, 2011) di Gabriele Polo è un libro interessante per diversi motivi. Anzitutto inquadra la Fiom-Cgil storicamente in quanto più antica organizzazione di massa (ha 110 anni), mettendone in luce la struttura (ha un comitato centrale) ed il numero di iscritti: 365-370.000 circa, su quasi 2 milioni di metalmeccanici (tra i quali sono sindacalizzati in circa 600.000).

Ciò contrasta con l'epoca delle leaderships, dei movimenti, dei partiti leggeri, cioè della "disorganizzazione organizzata". La quale si è affermata grazie ad una campagna in corso da un trentennio e promossa da settori politici trasversali, da ambiti sindacali, giornalistici e di altra natura contro le organizzazioni di massa che hanno caratterizzato gran parte della storia d'Italia nel Novecento.

Il punto è che dette realtà hanno rappresentato una forma di organizzazione e di resistenza, pur essendo inquadrate in una logica di riforme e non fuoriuscendo dal quadro neo-corporativo che si è delineato negli anni successivi alla seconda guerra mondiale.
Oggi, tutto questo viene attaccato da più parti perché d'intralcio alla borghesia nostrana, nei vari gruppi e/o frazioni che la compongono.

In secondo luogo, vi è la documentazione sui dati e sulle date. Ciò è fondamentale alla luce della peculiare vicenda della categoria, l'unica a dare vita ad una federazione unitaria (FLM), che coinvolse gli iscritti Fiom, Fim e Uilm in un'esperienza che, negli anni '70, andò oltre il semplice patto d'azione. Altre categorie, pur approdando a dizioni unitarie, come ad esempio FLC (Fed. Lav. Costruzioni), FULC (Fed, UNitaria Lav,. Chimici), FUlTA (Fed. Un. Lav. Tessili e Abbigliamento), hanno sempre mantenuto le tre organizzazioni separate.

In terzo luogo, abbraccia un periodo che parte dal '94 ad oggi. In questa fase, dopo segreterie piuttosto deprimenti, si avvicendano Sabattini, Rinaldini e Landini. Giustamente, si parla di svolta con l'inizio di Sabattini, passando in rassegna i contrasti tra Fiom e Confederazone, ai tempi della Segreteria generale di Cofferati, per arrivare ai 21 giorni di Melfi, con l'interessante intervista al compagno Gianni Rinaldini (ricordiamo che senza l'organizzazione della Fiom- Cgil la lotta prolungata sarebbe stata un miraggio).

Si giunge poi all'ultimo CCNL e agli accordi di Pomigliano e Mirafiori, tacendo quello alla Bertone. Delle tre interviste, quella a Rinaldini è decisamente la più interessante, anche per alcuni passaggi che richiamano questioni ormai ignorate in ampi settori. Rinaldini sostiene che il sindacato: "deve ripartire dai rapporti con la gente, mentre ormai siamo diventati delle enormi macchine burocratiche che costano molto e godono di finanziamenti che potrebbero venir meno. Così è forte la spinta alla conservazione, negando la realtà e pensando di risolverla con il meno peggio, tirando a campare".

Ogni commento è superfluo. Peccato che nel libro prevalga un punto di vista politico discutibile. Ad esempio, si vagheggia un ritorno alla democrazia perduta, in Italia ed in Europa, con le politiche monetaristiche e di rigore. Di fatto, ci si colloca in quell'area ampia che teorizza un ritorno al keynesismo contro il neoliberismo. Non si parla di fuoriuscita dal capitalismo; non è un caso che questa componente sindacale facciar riferimento a Sel ed ai movimenti.

La stessa dichiarazione di Gianni Rinaldini secondo cui "si è chiuso il compromesso sociale tra capitale e lavoro che si è instaurato in Europa dal dopoguerra con alla base il Welfare", non viene sviluppata in tutte le sue conseguenze, che rimandano ad uno sbocco fuori dal sistema.

Queste, d'altra parte, sono le contraddizioni di settori ampi del movimento sindacale e politico. Con le dovute differenze, le ritroviamo in Sel come nella Federazione della Sinistra, nella sinistra sindacale come nei vari e variopinti sindacati di base.

L.M.

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