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Spagna: canta contro il re, rapper arrestato per terrorismo

(5 Ottobre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Spagna: canta contro il re, rapper arrestato per terrorismo

foto: www.radiocittaperta.it

05-10-2011/20:00 --- Alcuni mesi fa fece scalpore l’arresto, da parte della polizia tunisina, di un giovane rapper che cantava contro il regime di Ben Alì. Ne parlarono in tutto il mondo.

Sui nostri quotidiani e anche in qualche tv fece quasi più scalpore delle torture e degli abusi che la polizia segreta infliggeva agli oppositori tunisina infliggeva da decenni a migliaia di oppositori, giornalisti, sindacalisti. La colpa de ‘il Generale’ - nome d’arte del 22enne Hamado Bin Omar - fu di aver criticato il regime, cantando "Presidente, il tuo popolo sta morendo". Un brano hip hop che gli costò parecchi giorni di prigione prima che la incipiente ribellione di massa contro il regime inducesse Ben Alì ad ordinarne la liberazione...

Chi sa quanto scalpore farà l’arresto del rapper catalano Pablo Hasél - anche lui, coincidenza, 22enne - per ‘apologia di terrorismo su Internet’. Non è che la retata delle ultime ore contro gli attivisti più in vista del movimento degli indignados catalani abbia suscitato dalle nostre parti più di tanto interesse e solidarietà.

Ieri mattina Hasél è stato prelevato da un drappello di agenti della Polizia Nazionale nella città di LLeida, in Catalogna, su ordine della famigerata Audiencia Nacional di Madrid. Il tribunale speciale antiterrorismo, eredità diretta del regime franchista, che di solito si concentra sulla repressione del movimento basco di liberazione nazionale, ha trovato il tempo di appuntare la sua attenzione sul giovane rapper, accusato di incitare al terrorismo in una sua canzone - "Democracia, su puta madre" - che chiede la liberazione di Manuel Pérez Martínez, un membro del gruppo armato di estrema sinistra Grapo, noto come il “compagno Arenas’, recluso nelle patrie galere ormai da decenni.

Sequestrati computer e libri nel suo domicilio di Lleida, Hasèl è stato trasportato dalla cittadina catalana fino a Madrid. Dopo una notte in cella Hasél è stato interrogato da un giudice del tribunale speciale e poi rilasciato. Ma nei suoi confronti il togato Fernando Andreu ha fatto scattare una denuncia per ‘apologia di terrorismo’ e l’obbligo di firma nel commissariato più vicino al proprio domicilio il 1° ed il 15 di ogni mese.

L’arresto non è andato giù ad un mondo artistico, musicale e intellettuale sempre più oggetto delle attenzioni della magistratura, o di ‘associazioni delle vittime del terrorismo’ espressione mascherata di gruppuscoli di estrema destra vendicativi e bacchettoni.

Molti sono i gruppi musicali e teatrali, per lo più baschi ma non solo, che negli ultimi anni hanno dovuto rinunciare a concerti ed esibizioni a causa di ordini giudiziari o di voltafaccia di sindaci o proprietari di locali pressati dalle lobby delle ‘vittime del terrorismo’… A fare le spese di questa crescente e scientifica caccia alle streghe in salsa iberica sono stati gruppi musicali come i Su Ta Gar o i Reincidentes, ma anche i pagliacci Pirritx e Porrotx, descritti da alcuni quotidiani nientemeno che come ‘sostenitori di ETA’. Della serie, una risata vi seppellirà?

Si spiega quindi la mobilitazione immediata di decine di rapper ed altri artisti e intellettuali a difesa di Pablo Hasél, che probabilmente ha contribuito alla sua rapida scarcerazione. Tra i più noti, almeno al sottoscritto: La Cinta, i Pirat's Sound Sistema, i KOP, gli Orxata Sound System, gli Obrint Pas.

Il rapper era cosciente del fatto che prima o poi le sue rime taglienti gli sarebbero costate l’attenzione dell’Audiencia Nacional. “Me ne tutte assumo le conseguenze. Non darei senso alla mia vita senza protestare per quello che usando la logica si dimostra ingiusto. Mi sentirei così vuoto e assurdo che dovrei suicidarmi…Quindi cos’è un processo di fronte a un suicidio…” avevo detto durante una intervista concessa al sito di controinformazione iberico kaosenlared. Nella stessa intervista Hasél riassumeva il senso della sua presa di posizione a favore dei detenuti del GRAPO: “E’incredibile che vengano tacciati come criminali persone che hanno trascorso 30 anni in carcere per dare tutta la loro vita alla lotta contro un sistema genocida. Uno può non essere a favore della lotta armata, però per favore….quelli del GRAPO non hanno bombardato ospedali e scuole come l’Impero yanqui. Invece se tu sei un pepero (del Partido Popular, destra) che appoggia genocidi in Oriente sei addirittura ben visto. Però, se non condanni il GRAPO sei un terrorista della peggiore specie. E’ un mondo alla rovescia, dove il peggio è accettato e la giustizia o la resistenza dinnanzi alla barbarie viene punita. Insomma la festa del capitalismo. Come disse Malcolm X: i mezzi di manipolazione fanno si che le masse amino i loro oppressori e condannino chi si oppone a loro”.

Hasèl era diventato relativamente popolare con canzoni dai titoli schietti: "Políticamente incorrecto" oppure "Muerte a los Borbones", morte ai Borboni.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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