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Libia: come distinguere un movimento sociale da un’invasione?

(11 Ottobre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in ciptagarelli.jimdo.com

Alcuni mezzi di informazione presentano l’invasione della NATO e degli Stati Uniti contro la Libia come un movimento sociale.

Per coloro che non sanno distinguere tra una cosa e l’altra, suggeriamo qualche traccia:

· Un movimento sociale di massa trionfa da solo e non ha bisogno che una coalizione imperialista di 24 paesi saccheggiatori invada il suo paese per più di sei mesi senza riuscire ad imporsi.

· Un movimento sociale è fatto da persone in carne e ossa, e non da vittime immaginarie di presunti bombardamenti, non confermati né dai giornalisti di Telesur, né dalla vigilanza satellitare russa, né da quella del Pentagono.

· Un movimento sociale sorge spontaneamente dal popolo e non dai piani del Pentagono per l’invasione della Libia, denunciati dal 2001 dal generale Wesley Clark.

· Un movimento sociale non ottiene la protezione di quella mafia delle potenze egemoniche denominata ONU.

· Un movimento sociale non è diretto da monarchici, terroristi fondamentalisti, mercenari stranieri, né da ex ministri del governo al quale si oppone.

· Un movimento sociale non viene presentato da Barak Obama come “modello per le relazioni internazionali”, né appoggiato dall’esercito d’occupazione dell’Europa chiamato NATO.

· Un movimento sociale non si inaugura assassinando il suo stesso capo, come ha fatto il CNT (Consiglio Nazionale di Transizione) con il suo primo presidente, Abdel Younis.

· Un movimento sociale non dispone di portaerei, corazzate, bombardieri, missili teleguidati, elicotteri da combattimento e aerei senza pilota.

· Un movimento sociale non scatena contro i propri compatrioti la strategia del bombardamento terroristico della popolazione civile, inaugurata dalla Luftwaffe nazista contro Guernica.

· Un movimento sociale non ripete questo genocidio in 20.000 missioni aeree contro il proprio paese.

· Un movimento sociale non bombarda sistematicamente ospedali, acquedotti, scuole, case o sedi di mezzi di comunicazione.

· Un movimento sociale non sequestra giornalisti indipendenti né li espelle per impedire che testimonino quello che sta succedendo.

· Un movimento sociale non pratica l’assassinio selettivo dei dirigenti del proprio paese, né fissa ricompense di un milione e mezzo di euro per le loro teste.

· Un movimento sociale non maneggia uffici, lobby o influenze perché la Corte Penale Internazionale emetta ordini di detenzione contro i suoi avversari.

· Un movimento sociale non causa un genocidio di 60.000 vittime tra il proprio popolo.

· Un movimento sociale non ha complici finanziari internazionali capaci di confiscare 270.000 milioni di dollari delle riserve del suo stesso paese.

· Un movimento sociale non mette le risorse della sua patria a disposizione di leaders e consorzi stranieri.

· Un movimento sociale non è mai appoggiato incondizionatamente dai monopoli mediatici e dalle multinazionali dell’informazione.

· Un movimento sociale non dispone di cameramen, scenografi, truccatori, attori, camerini e direttori per mettere in scena e filmare fraudolentemente in Qatar le vittorie che non ha ancora ottenuto.

· Un movimento sociale non distrugge né saccheggia le sedi diplomatiche di paesi amici.

· Un movimento sociale non uccide sistematicamente compatrioti che hanno la pelle scura, come fanno le forze del CNT.

· Un movimento sociale non è diretto da Berlusconi, Sarkozy, Cameron, Merkel e Rassmussen.

· Un movimento sociale non comincia le operazioni fondando una Banca Internazionale e una Compagnia multinazionale per devolvere le risorse della sua patria.

· Un movimento sociale non viene riconosciuto prematuramente come governo dalle potenze imperialiste senza neppure aver ottenuto il controllo del territorio.

Più facile che distinguere un’invasione della NATO da un movimento sociale è distinguere un babbeo da una canaglia. Un babbeo ignora i fatti sopra segnalati. Una canaglia li conosce e insiste che l’invasione della Libia è un movimento sociale.

da: cubadebate.cu, 10/10/2011
(traduzione di Daniela Trollio Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

Luis Britto Gracìa Scrittore, saggista e giornalista venezuelano.

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