il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

Wikileaks

Wikileaks

(23 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Wikileaks pubblica nuovi file segreti sui massacri in Iraq

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

  • DALLA TORNATA ELETTORALE DEL 20/21 SETTEMBRE UTILI INDICAZIONI PER LA BORGHESIA
    Corsa contro il tempo per l'instaurazione di un "governo forte"
    (23 Settembre 2020)
  • costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

    SITI WEB
    (Iraq occupato)

    Iraq, Obama:via truppe...ma restano i mercenari

    Il presidente Usa ha annunciato ieri che tutti i soldati americani in Iraq torneranno a casa entro il 2011. Ma dopo quasi 9 anni l’occupazione è davvero finita? A Baghdad e del resto del paese rimarranno oltre 5mila contractors statunitensi, ossia mercenari.

    (23 Ottobre 2011)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in nena-news.globalist.it

    Iraq,obama:via truppe...ma restano i mercenari

    foto: nena-news.globalist.it

    MICHELE GIORGIO

    Roma, 9 ottobre 2011, Nena News – Promessa mantenuta, tutti a casa entro Natale. Barack Obama ha confermato ieri che i 40mila militari americani che sono in Iraq torneranno negli Stati Uniti alla fine dell’anno. Il presidente Usa ha fatto una scelta apparentemente netta di fronte all’accordo mancato con il governo iracheno sull’immunità per le migliaia di truppe americane che Washington pensava di lasciare nel paese dopo il 2011, come desideravano qualche generale e politico repubblicano. Ma la guerra (e l’occupazione) costata mille miliardi di dollari (dati del Washington Post) e soprattutto la vita a oltre 112.000 iracheni (secondo una stima del sito “Iraq body Count”, altre fonti danno un bilancio molto più alto) e 4.483 soldati Usa (sono morti anche 33 militari italiani) terminerà davvero il 31 dicembre? La risposta è affermativa solo in parte perchè Washington si lascia dietro non solo una lunga striscia di sangue e un paese gravemente instabile con frequenti e sanguinosi attentati, ma anche tra 5-6mila «contractors» di sicurezza, ossia mercenari.

    Gran parte di queste cosiddette «guardie private», quasi tutte con una formazione ottenuta in passato nelle Forze Armate americane, ufficialmente dovranno proteggere il personale dell’ambasciata Usa a Baghdad, la più grande nel mondo con 1.700 tra diplomatici, funzionari e rappresentanti di varie agenzie. Quattromila «contractors» dovranno in particolare garantire la sicurezza di ogni trasporto e movimento del personale Usa, dal cibo alle ore di svago. Qualcuno, anche su siti e blog americani, sottolinea che in realtà l’occupazione Usa più che finire entrerà semplicemente in una nuova fase, nella quale le autorità governative americane non daranno ordini a militari ma ad un piccolo esercito di «contractors».

    D’altronde le scelte dello State Department’s Bureau of Diplomatic Security (che si occupa della sicurezza del personale diplomatico) sono ancora segnate dalla strage del 2007 in piazza Nisour a Baghdad dove contractors dell’americana “Blackwater” uccisero 17 civili iracheni. Lo scorso luglio il sito di intelligence “Danger Room” ha rivelato che il Dipartimento di stato che ha deciso di impedire alla commissione di controllo nominata dal Congresso per monitorare i contractors in Iraq, di entrare in possesso di informazioni fondamentali per conoscere le attività dei mercenari e le loro regole di ingaggio.

    Media indipendenti americani ricordano inoltre che in Iraq rimarrà sicuramente un nutrito contigente di agenti della Cia e, con ogni probabilità, anche il Comando delle Operazioni Speciali, ufficialmente incaricato di «dare la caccia» ai qaedisti. Nena News

    Nena News

    Fonte

    Condividi questo articolo su Facebook

    Condividi

     

    Ultime notizie del dossier «Iraq occupato»

    Ultime notizie dell'autore «Nena News»

    3730