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No alla guerra Nato

No alla guerra Nato

(9 Aprile 2011) Enzo Apicella
Pressioni USA sull'Italia per un intervento attivo nella guerra in Libia

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Libia, l'ultimo crimine di guerra

L'attacco al convoglio è stato condannato dalla Russia. Mentre Amnesty International e la stessa Onu sembrano focalizzarsi solo sulla successiva esecuzione - extra Nato.

(23 Ottobre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in nena-news.globalist.it

Libia, l'ultimo crimine di guerra

foto: nena-news.globalist.it

MARINELLA CORREGGIA

Roma, 23 ottobre 2011, Nena News - Se la macelleria finale su Muammar Gheddafi è stata commessa dagli alleati locali della Nato (ma continuano a chiamarli ribelli), il lavoro indispensabile alla sua cattura è stato compiuto dall'Alleanza; se ne sono orgogliosamente autodenunciati due paesi membri: gli Usa con il loro drone e la Francia poiché, parola del ministro Longuet, «sono stati aerei francesi a identificare e bloccare la colonna di veicoli nella quale si trovava Gheddafi».

La Nato è più cauta: sa bene che né la legge internazionale né la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza Onu «a protezione dei civili» permettono di promuovere esecuzioni extragiudiziali e cambiamento di regime. Quindi pudicamente ha detto di non sapere che nel convoglio colpito ci fosse Gheddafi. Il suo comunicato del 20 ottobre recita così: «Alle 8.30 la Nato ha bombardato undici veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un convoglio di 75 e stavano lasciando Sirte a grande velocità».

Come spiega l'avvocato Claudio Giangiacomo, dell'associazione internazionale Ialana, sulla base della risoluzione Onu 1973 «non si può ritenere lecito un bombardamento, anche se su un obiettivo militare che però non rappresenti una diretta minaccia per la popolazione civile». Quale minaccia erano quei veicoli in fuga nel deserto? Oltretutto Gheddafi e gli altri cinquanta uccisi viaggiavano - ha detto sempre Longuet, da Le Figaro - su una colonna di 4×4; nemmeno carrarmati. Il colonnello Lavoie a questa domanda ci ha risposto: «I veicoli trasportavano una certa quantità di armi, dunque erano una minaccia per la popolazione locale». Ma quali e dove erano questi civili? Lavoie (non) ha risposto: «La natura del comportamento di questi veicoli armati continuava a rappresentare una minaccia per i civili».

Lavoie ha poi 'chiarito': «I pro-Gheddafi minacciavano i civili a Sirte. E i combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte». Peccato che là fossero gli armati del Cnt ad assediare e bersagliare mentre la Nato bombardava aree piene di civili, che l'assedio privava di beni essenziali e cure.

Da marzo non si contano le violazioni della risoluzione 1973 (a sua volta illegittima secondo alcuni perché basata su notizie false, e contraria alla carta Onu, come sarebbe venuto fuori nel processo internazionale a un Gheddafi vivo): bombardamenti su zone civili, o su militari lealisti che non stavano attaccando civili. E da luglio la Nato ha dichiarato «legittimi» anche i bombardamenti su siti civili che ospitassero armati (lealisti). Così sono state compiute stragi e distruzioni. L'assedio di Sirte, una Guernica, è poi un crimine di guerra continuativo durato un mese e mezzo. Avvocati di diversi paesi già mesi fa avevano annunciato la preparazione di ricorsi alla Corte penale internazionale (a nome del governo libico), di denunce della Nato e dei paesi membri (firmate dai cittadini) e di ricorsi civili per danni. Nena News

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