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Trasporti: ancora proteste a Roma e Napoli

(9 Novembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Dopo lo sciopero del 7 novembre a Roma e a Napoli continuano le proteste dei lavoratori dei trasporti. Oggi assemblea alla Sepsa di Napoli, a Roma lo sciopero degli straordinari blocca la Termini-Giardinetti.

9/11/2011 - Continua ad essere caldo il fronte dei trasporti, soprattutto nel Lazio ed in Campania dove da giorni i lavoratori del settore sono impegnati in diverse forme di mobilitazione. Quelli di Napoli lunedì non hanno potuto scioperare a causa del maltempo ma avevano già realizzato numerosi blocchi e presidi nei giorni precedenti contro il mancato pagamento degli stipendi da parte dell’Azienda Comunale che gestisce il trasporto pubblico locale. “Provvedimenti di cassa integrazione, licenziamenti, aziende che non pagano gli stipendi, sono solo alcuni dei tentativi messi in campo per smantellare il trasporto pubblico in Campania” denunciano i lavoratori che questa mattina stanno tenendo l’ennesima assemblea insieme agli utenti della Sepsa, società che gestisce alcune delle tratte ferroviarie della provincia di Napoli. Paradossalmente l’EAV, l’azienda regionale del trasporto della Campania, proprio all’indomani delle proteste dei lavoratori ha diffuso alcuni comunicati che non lasciano dubbi sulla strategia dell’ente: snellimento degli organici, ammortizzatori sociali, fusione per incorporazione delle aziende su ferro controllate ed infine, partenza delle gare per il mese di maggio 2012. A fare man bassa dei beni comuni privatizzati saranno i soliti noti, accusa l’Unione Sindacale di Base: nell’articolo apparso sul quotidiano Repubblica, si indicano anche alcuni nomi di possibili acquirenti, Montezemolo con la sua cordata o la francese RATP (di totale proprietà dello stato francese) per quanto riguarda l’esercizio ferroviario e ANSALDO per la manutenzione. Naturalmente ogni eventuale acquirente non farebbe altro che aumentare i costi dei servizi di trasporto e tagliare i livelli occupazionali .
Anche a Roma i lavoratori del TPL sono sul piede di guerra, e dopo la buona riuscita dello sciopero del 7 novembre le mobilitazioni non si sono fermate. Ieri un comunicato di Lega Ambiente Lazio parlava di uno sciopero bianco attuato dai macchinisti della tratta Roma Laziali-Giardinetti, che avrebbe causato di fatto una interruzione parziale del servizio che già di per sé è uno dei più malandati della rete metropolitana della capitale. “Stamattina chi si è recato alla stazione Giardinetti, dopo una lunga attesa, ha potuto raggiungere la stazione di Centocelle e lì il trenino ha terminato la sua corsa – raccontava ieri Legambiente nel suo comunicato -. Unico avviso un biglietto scarabocchiato per comunicare che il servizio della Roma - Giardinetti è limitato sulla tratta Roma Laziali - Stazione di Centocelle. (...) Nessun avviso sul portale Atac né sull'Agenzia della mobilità di Roma, men che meno nelle varie stazioni: a pagarne il prezzo, ancora una volta, i pendolari, che si sono dovuti accalcare sull'affollatissima linea 105".
“La situazione dei trasporti a Roma è sempre più esplosiva, e lo dimostra l’alta adesione dei lavoratori allo sciopero di lunedì – spiega Alessio Bartolami dell’Usb Lavoro Privato – Per protestare contro l’aumento dei carichi di lavoro e le carenze di organico i lavoratori di alcune tratte, come la Termini-Giardinetti, stanno effettuando lo sciopero degli straordinari. In una situazione in cui un terzo del servizio, anche su gomma, viene garantito dagli straordinari invece che da nuove assunzioni è logico che la protesta dei lavoratori stia provocando seri problemi”.
Secondo il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Parlati "questo episodio gravissimo non va ignorato: si sta cercando di mettere i lavoratori contro gli utenti, quando entrambi sono vittime di una gestione pressappochista e scriteriata che sta provocando sul trasporto pubblico proprio quello che va scongiurato. Sosteniamo le ragioni dei lavoratori in sciopero, ma al tempo stesso a pagare non possono certo essere gli utenti, che gridano da anni per avere un servizio migliore e ora rischiano di trovarsi gli aumenti, un servizio peggiore (...)". "E' questo che stanno preparando il sindaco Alemanno e la presidente Polverini, piuttosto che scongiurare i tagli del Governo, coinvolgendo proprio associazioni e lavoratori? - conclude Parlati -. Noi continuiamo a sostenere l'unica via d'uscita valida: la salvaguardia del servizio pubblico, nella salvaguardia dei diritti di tutti". E’ esattamente quello che chiedono i lavoratori che lunedì hanno bloccato la città, ricevendo la solidarietà attiva di un centinaio tra precari e studenti che hanno manifestato per circa un’ora davanti al deposito di Portonaccio bloccando anche la circolazione stradale.

Marco Santopadre - Contropiano

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