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Seconda assemblea nazionale degli autoconvocati del PRC

(22 Aprile 2004)

Domenica 18 aprile si è svolta a Parma la seconda assemblea nazionale della rete degli autoconvocati del PRC. All'appuntamento, che si è tenuto nei locali della Federazione, si sono presentati molti compagni del nord, in particolare dalle procince emiliano-romagnole, da Padova e da Milano, una delegazione da Roma e compagni di Napoli. Il dibattito è stato ancora più stringente di quello verificatosi nell'assemblea di Roma del 21 marzo, anche a causa dell'avvicinarsi della scadenza congressuale del Partito della Sinistra Europea, che ha catalizzato molti interventi. In questa relazione, riportiamo sinteticamente il contenuto degli interventi, ma non i loro autori; questa scelta è determinata dal fatto che le relazioni pubblicate da Arcipelago sulle iniziative degli autoconvocati del PRC sono state utilizzate per avviare procedimenti disciplinari presso i collegi di garanzia; non saremo certo noi, dunque, a fornire ulteriori elementi a chi pensa di affrontare i problemi politici a colpi di espulsioni o sospensioni, come ai "bei vecchi tempi" e in barba a tanti discorsi sulla democrazia e contro lo stalinismo.

Dopo l'introduzione e l'intervento di un compagno di Roma, che ha illustrato il senso dell'iniziativa degli autoconvocati, un compagno della FIOM è intervenuto segnalando come sia in essere un processo di normalizzazione che investe anche la struttura metalmeccanica alle prese con il congresso, invitando gli autoconvocati a porsi in termini di aggregazione il più ampia possibile. Subito dopo, un compagno di Parma ha richiamato le condizioni reali del partito, non solo indebolito dall'allontanamento di migliaia di iscritti, ma anche in preda ad una grande confusione, lanciando un appello affinché - nella scadenza congressuale - si possa arrivare ad un documento alternativo ai bertinottiani il più unitario possibile.

Un compagno che ha partecipato alla Resistenza ha voluto poi comunicare un episodio illuminante, raccontando della visita di Bertinotti ad un nuovo circolo, nel corso della quale gli è stato donato un quadro raffigurante Marx e Lenin; il segretario del PRC, ringraziando per il regalo, ci ha tenuto a far sapere che quei quadri devono sparire dalle sedi del partito. Un altro compagno di Parma ha posto il problema di Liberazione, che non ha pubblicato l'annuncio della riunione, nonostante si trattasse di un'iniziativa comunicata ufficialmente da una Federazione del partito che conta oltre 1000 iscritti; per quanto riguarda il Partito della Sinistra Europea, si caratterizza come un avversario politico dei comunisti.

E' poi intervenuto un compagno dell'area dell'Ernesto, che ha parlato dell'insofferenza dei compagni verso Bertinotti e il suo gruppo dirigente, osservando che l'obiettivo non può essere solo quello di dare addosso all'attuale segretario del PRC, ma quello di far crescere il peso dei comunisti nel partito, per esempio votando in massa - là dove sono presenti - quei candidati del PRC alle prossime europee che esprimano coerenza. Dopo un compagno iscritto alla CGIL, che ha lamentato l'inesistenza di una politica sindacale del partito, è intervenuta una compagna della Federazione di Parma, che ha messo in evidenza la straordinarietà del passaggio che stiamo vivendo, insistendo sulla necessità di riattivare la motivazione nei compagni e di abbandonare la pessima e distruttiva abitudine di delegare ad altri, perché in momenti come questo è imprescindibile la responsabilizzazione di ogni singolo militante.

Una compagna dei Giovani Comunisti di Napoli ha raccontato le vicende di un attivo dei Giovani Comunisti rinviato, con vari pretesti, per quattro mesi e infine negato; in conseguenza dello stato comatoso del partito, a Napoli l'autoconvocazione sta diventando una pratica costante. Le riunioni autoconvocate sono molto importanti, in quanto stanno aiutando a costruire una rete di compagne e compagni, che è cosa ben diversa dall'ennesima "area" interna al partito.

Dopo gli interventi, è stata votata una mozione di solidarietà alla resistenza irakena e palestinese contro l'imperialismo e il sionismo, che riproduciamo al termine di questa relazione; è stato deciso di dare vita ad un'iniziativa a Roma il prossimo 8 maggio, in concomitanza con il congresso del "nuovo" partito, allo scopo di rendere evidente a tutti l'esistenza dell'opposizione nel partito. Sono state decise anche alcune iniziative tematiche e la partecipazione alle manifestazioni per il 25 aprile con parole d'ordine chiare contro l'occupazione di Irak e Palestina, per il ritiro delle truppe italiane e di solidarietà con la lotta di liberazione.

Autoconvocati del PRC

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