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(27 Marzo 2012) Enzo Apicella
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    La giornata del 17 a pisa

    (18 Novembre 2011)

    Non era uno sciopero facile quello indetto dai Cobas il 17 Novembre, uno sciopero con un Governo appena insediato e che avrà il sostegno di quasi tutto l'arco parlamentare oltre al beneplacito dei poteri forti, dalla Finanza alla Confindustria passando attraverso le agenzie di Rating e la lega delle cooperative. Non era facile per tante ragioni, non ultima la campagna mediatica che ha convinto sulla bontà di un Governo "tecnico" nelle cui fila si trovano industriali, banchieri,generali e uomini dei poteri forti che per prima cosa innalzeranno l'età pensionabile e privatizzeranno i servizi

    Non era facile convincere i lavoratori pubblici che i tempi sono cambiati e per loro si prospetta un futuro di mobilità forzate, di cassa integrazione, di riduzione degli organici con altre decine di migliaia di posti di lavoro da cancellare colpendo per primi i precari degli ospedali, dell'università, dei centri di ricerca

    A Pisa i Cobas hanno indetto una presidio in piazza Garibaldi muovendosi poi alla volta del Comune, congiungendosi con gli studenti medi e universitari, partecipando al comizio finale senza dimenticare di portare il loro saluto alla occupazione dietro piazza Dante. Una delegazione di lavoratori della cooperativa don bosco e di precari è stata ricevuta dall'Amministrazione Comunale (da cui attendiamo fatti concreti rispetto all'azienda ospedaliera e rispetto alle cooperative) per poi sostare sotto le sedi dei giornali locali e denunciare la situazione in cui si trovano , solo a Pisa, centinaia di famiglie dilaniate dal caro vita, dalla impossibilità di pagare un affitto o di sottoporsi a visite mediche ormai a pagamento.

    I lavoratori della don Bosco da mesi hanno denunciato la loro situazione, la cooperativa arca vincitrice dell'appalto per il verde ospedaliero vorrebbe assumere solo due degli otto lavoratori, per gli altri il licenziamento a partire dal 1 gennaio 2019. E' paradossale che in sempre più numerosi appalti pubblici sia tralasciata la clausola sociale a salvaguardia dei posti di lavoro, è paradossale che la stessa Amministrazione comunale non abbia assegnato un punteggio ai precari per le prossime selezioni concorsuali.

    Una giornata di sciopero all'insegna della difesa dei beni comuni, dall'acqua alla istruzione pubblica , dal lavoro al welfare per non concedere al governo Monti quanto è stato negato in questi anni ai governi che lo hanno preceduto, senza smobilitare i lavoratori (come sta facendo la Cgil) per relegarli in quella passività che significa assenso alle politiche della banca europea che il debito vuole farlo pagare ai lavoratori, ai pensionati e agli studenti

    confederazione cobas pisa

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