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Si apre una finestra sui metodi della polizia italiana

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Bruno Bellomonte è libero! Solidarietà a tutti i compagni sardi inquisiti!

(23 Novembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.caunapoli.org

Bruno Bellomonte è libero! Solidarietà a tutti i compagni sardi inquisiti!

foto: www.caunapoli.org

Riportiamo la notizia dell'assoluzione (21 novembre 2011) del compagno Bruno Bellomonte, arrestato il 10 giugno 2009 con l'accusa di banda armata e associazione eversiva insieme ad altre cinque persone, nell’ambito del processo alle fantomatiche nuove Brigate Rosse. Per noi compagni napoletani è stato da subito chiaro che la vicenda di cui sono stati vittime Bruno e tutti gli altri, non era altro che l'ennesimo teorema montato ad arte dallo stato e dai suoi apparati repressivi ed inquisitori, nella cornice di quella che è una vera e propria guerra coloniale a bassa intensità contro il popolo sardo e le sue organizzazioni, sopratutto della sinistra indipendentista, che da sempre conducono la lotta per la libertà e per un vero e reale esercizio democratico e sovrano della nazione sarda.
Già nel luglio 2006, Bruno Bellomonte, insieme a tutta la dirigenza di aMpI (a Manca pro s'Indipendentzia), fu arrestato nell’ambito dell’operazione Arcadia. Tutte queste indagini e questi teoremi non fanno che svelare sempre di più il vero volto della cosiddetta “democrazia” italiana, che non esita minimamente a calpestare la libertà d'opinione e di partecipazione politica, per culminare con le persecutorie condizioni detentive verso i patrioti sardi: Bruno è stato detenuto nelle carceri di Viterbo - in aperta violazione al diritto di territorialità della pena- e Catanzaro – uno dei carceri più difficilmente raggiungibili dalla Sardegna -. Questa pratica di tradurre i prigionieri indipendentisti in luoghi così lontani dalla loro terra d'origine, non può che riportarci alla mente ciò che quotidianamente perpetrano Spagna e Israele rispettivamente contro i patrioti baschi e palestinesi. Inoltre a Bruno è stato impedito di votare alle elezioni comunali di Sassari cui era candidato sindaco e per il referendum consultivo regionale contro il nucleare. Come sempre al lavoro di sbirri e magistratura si è affiancato il solerte impegno dei media di regime, impegnati a demolire l'immagine pubblica e privata dei compagni, denigrandoli, infamandoli, dando come scontata la sua condanna e la sua "doppia vita" di militante indipendentista sardo e di "stratega" della lotta armata in Italia.

Troppo spesso si guarda a ciò che accade in Sardigna e alla sua lotta per la liberazione sociale e nazionale, come a qualcosa di locale e folkloristico. Quest'immagine è stata costruita ad arte negli anni e il disinteresse che ne consegue è il clima perfetto nel quale operazioni come Arcadia e Tramonto proliferano. Troppo spesso si dimentica il rapporto coloniale che intercorre tra l'economia sarda e quella italiana; il fatto che la Sardigna sia ridotta a pattumiera nucleare italiana, a poligono di tiro a cielo aperto, a vera e propria “colonia balneare” italiana; senza la minima possibilità che il suo popolo decida autonomamente delle sorti della propria terra. E' per tutto questo che non solo esprimiamo la massima solidarietà ai compagni di aMpI, ma insieme a loro possiamo convintamente affermare:

SOTZIALISMU ET INDIPENDENTZIA PRO SA SARDIGNA!

Bruno è libero, adesso tutti liberi!

Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

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