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Algeria

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(9 Gennaio 2011) Enzo Apicella
Rivolta contro il caro-vita in Algeria

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(Capitale e lavoro)

Solidarietà ai lavoratori treni notte

(2 Dicembre 2011)

i fatti

Oggi la commissione lavoro è andata allo stabile di via Prenestina 135, occupato da tre giorni da alcuni lavoratori del personale viaggiante e della manutenzione delle cuccette e dei treni letto. A seguito della gara d’appalto per il servizio cuccette e treni letto Moretti (amministratore delegato di Trenitalia) ha ridotto il servizio del 50% con conseguente taglio di 400 lavoratori sugli 800 impiegati come personale viaggiante ed eliminazione della manutenzione con taglio di 87 manutentori. Le ditte “New Rest Servirail Italia” (ex “Wagon Lits”) e “Wasteels” hanno deciso di non presentarsi alla gara di giugno. Risultato: dall’11 dicembre gli 800 lavoratori del personale viaggiante saranno disoccupati, questi — pare in seguito ad accordi sindacali — pur essendo assunti col contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie non usufruiranno né della mobilità né della cassa integrazione. Un vero e proprio licenziamento in tronco. La ditta “Rail Service Italia” (RSI), invece, titolare dell’appalto per la manutenzione, non paga gli stipendi dei lavoratori da 6 mesi, ha annunciato la disdetta del contratto e lunedì 28 avvierà le pratiche per la mobilità. Questo mentre il gruppo Barletta rilevava lo stabile della manutenzione a costi stracciati avviando una procedura speculativa che ha visto in pochi mesi crescere enormemente il valore commerciale dell’immobile, escludendo nei fatti ogni possibilità di prosecuzione delle attività manutentive. Tutto ciò nel quadro di una riduzione del servizio ferroviario notturno, a seguito della volontà di F.S. di sostituirlo con l’alta velocità, in nome della quale la società, gestendo con denaro della collettività un servizio pubblico, sta sacrificando i treni dei pendolari, le tratte “non remunerative”, e quindi servizi essenziali per la comunità nelle zone più disagiate, e lo sviluppo di infrastrutture ferroviarie in particolar modo al sud, aumentando corrispondentemente, al di là dei proclami pubblicitari, in modo consistente le tariffe.

La lotta

I lavoratori, dopo numerose iniziative e scioperi, hanno deciso di passare all’azione con l’occupazione dello stabile di proprietà di Trenitalia. Un gruppo di lavoratori “Servirail” e “RSI” di Torino e Roma si sono organizzati in internet ed il 24 novembre, insieme a colleghi di Lecco, Milano, Reggio Calabria, Messina, hanno dato vita all’occupazione. I lavoratori hanno iniziato da subito a fare un grande lavoro nel territorio intervenendo nel quartiere, volantinando alla stazione, presenziando a tutte le iniziative romane (tra le quali la programmata contestazione all’inaugurazione della nuova stazione tiburtina di lunedì 28).

L’intervento della commissione lavoro

Dopo che venerdì alcuni di noi erano andati a conoscere la situazione parlando con i lavoratori, sabato la commissione lavoro si è presentata all’occupazione decisa a dare il proprio contributo alla lotta. Dalle discussioni è emersa una diffusa diffidenza nei confronti dei sindacati (tra l’altro Moretti è ex segretario nazionale della Cgil Trasporti), ma anche una certa difficoltà a trovare una visione unitaria tra chi stava portando avanti la lotta, la coscienza del fatto che la loro condizione era comune a quella presente o futura di moltissimi lavoratori, la ricerca della visibilità mediatica ed istituzionale come via principale per tentare di risolvere la drammatica situazione. == Proposte Abbiamo affermato che: 1. questa lotta doveva trovare il suo cuore dirigente ed organizzativo nell’assemblea; l’assemblea è infatti fondamentale per costruire l’unità tra i lavoratori, costruire un punto di vista condiviso sulle modalità, metodi e strumenti con i quali la lotta deve essere portata avanti, contrastare il protagonismo di burocrati e politicanti, affermando invece il protagonismo dal basso dei lavoratori, dare vita al luogo — unico — nel quale devono essere prese le decisioni; 2. le lotte muoiono sia se si perde di vista la centralità del conflitto, cercando solamente la visibilità mediatica, istituzionale etc. sia se rimangono isolate; per questo abbiamo loro proposto di fare un nuovo striscione “la nostra lotta è la lotta di tutti i lavoratori”, e di costruire fattivamente un rapporto stretto con gli altri lavoratori che stanno lottando contro problematiche simili, come i 400 lavoratori call-center “Teleperformance” di via di Priscilla che stanno per essere licenziati; si tratta di avviarsi con decisione sulla strada della ricostruzione di quel tessuto di unità e solidarietà di classe tra lavoratori di diversi settori e disoccupati che, unico, ci può permettere di avere la capacità e la forza per iniziare a contrastare i continui attacchi dei padroni condotti per fare fronte ad una crisi che il loro stesso sistema — il capitalismo — ha generato; 3. politicanti, sindacalisti e burocrati vari saranno sempre pronti a utilizzare queste lotte non per difendere i lavoratori ma per difendere i loro interessi di bottega; se i lavoratori si vogliono difendere veramente, quindi, non possono contare che su loro stessi, sul loro protagonismo, sulla loro lotta ed organizzazione dal basso rompendo ogni egoismo, individualismo, opportunismo.
Primi risultati
I lavoratori hanno risposto con entusiasmo alle nostre proposte ed analisi fissando per le 19.00, a partire dalla sera stessa, l’orario dell’assemblea. Assemblea che è stata ricca di interventi e problematiche. Ora si tratta di andare avanti sulla strada intrapresa. Invitiamo tutti i lavoratori che vogliono alzare la testa, gli studenti che vogliono impegnarsi per la ripresa della lotta di classe e tutti i soggetti che hanno a cuore gli interessi dei lavoratori a presenziare attivamente in via Prenestina, 135, Roma.

La loro lotta è la nostra,
la nostra lotta è la lotta di tutti i lavoratori!*

Commissione lavoro - indignati - Roma

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