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(Chi non occupa preoccupa)

Padova. Io occupo... E lo rivendico!

(3 Dicembre 2011)

Il 21 novembre abbiamo subito l’ennesimo attacco repressivo, riguardo l’occupazione dell’ex scuola media Zanella-Davila a Torre avvenuto a settembre dell’anno scorso. A 14 compagni e compagne sono state notificate denunce per occupazione abusiva, per sei di loro si sono aggiunte denunce per resistenza a pubblico ufficiale, quando è stato impedito ai fedeli cani delle forze dell’ordine di sgomberarci. Il 23 marzo è stato sgomberato definitivamente il Centro Popolare occupato Gramigna, tutto il materiale dentro è stato sequestrato dalla questura, è stato pure demolito uno dei due stabili con una ruspa per renderlo inaccessibile.

Adesso, "finalmente", al secondo bando d’asta il comune è riuscito a trovare un compratore (Media Home srl di Casalserugo) per lo stabile per 1.502.460 €, 500 mila € in meno di quanto hanno chiesto, seguendo la logica della cementificazione della città e riempendo ancora di più le tasche delle varie lobbies dell’edilizia. È un ulteriore dimostrazione dei desideri perversi di speculazione in stile mafioso da parte della giunta comunale – capeggiata da Zanonato – che svende il patrimonio pubblico per costruite opere pubbliche inutili e dannose (centri commerciali, ponti e parcheggi), tagliando sui servizi sociali dopo aver sprecato i soldi dei padovani investendoli negli avidi pescecani della borsa (6 milioni € investiti nella banca americana Lehman Brothers, spariti nel nulla).

A questo punto possiamo citare Andrea Micalizzi, assessore al Verde del PD: «Bisogna mettergli la museruola. Chiariamo la situazione: quella di Torre è stata un’occupazione abusiva, recidiva e fatta con la forza. Eravamo in una situazione di piena illegalità, non si tenti di mascherarla come l’azione di ragazzi bonari.” Ha ragione. L’abbiamo fatto con la forza, con la rabbia di chi è stanco di vivere in una città ad uso e consumo dei padroni, che ha da offrire solo centri commerciali, pub e divertimento a pagamento. Sappiamo che per avere un posto dove poter esprimersi liberamente senza museruola, bisogna farlo senza scendere a compromessi con le istituzioni, ma solo con la lotta, unico vero metodo per liberare gli spazi. Sappiamo che le occupazioni non sono stupidaggini infantili, ma che sono una necessità per creare spazi autogestiti, fuori dalle logiche del profitto. Alcune settimane fa Micalizzi ha inaugurato una nuova area per cani dentro un parco a Torre. Anche se mostra di aver un gran cuore per gli amici a quattro zampe (e per le museruole), la sua posizione riguardo l’occupazione dimostra, che a lui e al resto della cricca cui non frega niente dei bisogni reali della gente. Il Gramigna ha rivitalizzato Torre – un quartiere dormitorio, senza vita sociale – creando uno spazio di lotta con iniziative culturali e d’informazione, serate musicali e la palestra popolare. E proprio perché stava diventando un luogo di riferimento non controllabile per giovani e proletari è stato colpito dalla repressione.

Non è un caso che proprio adesso ci attaccano con innumerevoli denunce e perquisizioni. Nella fase dove il capitalismo si trova in una crisi strutturale, manda i suoi servi a reprimere tutte le forze antagoniste che non si piegano a questo sistema che produce solo guerra, sfruttamento e barbarie.

Occupare è giusto, occupare è necessario

Collettivo Politico Gramigna

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