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L'Italia tripudia la guerra

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(5 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Comunicato stampa del "Comitato fermiamo la guerra"

(28 Aprile 2004)

Il Comitato Fermiamo la Guerra ha organizzato in Italia le manifestazioni internazionali del 15 febbraio 2003 e del 20 marzo 2004 contro la guerra permanente e preventiva, contro la strategia del terrore, contro l’attacco all’Iraq e la sua occupazione, per la pace e la dignità di tutte le vite.

Abbiamo sempre manifestato la vasta contrarietà del nostro Paese alle scelte di guerra anticostituzionali del governo e della maggioranza del Parlamento. Questi obiettivi sono sempre stati perseguiti dai nostri movimenti in totale autonomia e indipendentemente da ogni condizionamento; altrettanto faremo in futuro. Diffidiamo chiunque a sostenere il contrario.

Noi continueremo a mobilitarci contro la guerra, per il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, per la fine dell’assedio delle sue città, per l’autodeterminazione del suo popolo e per il rispetto del ripudio della guerra scritto nella Costituzione della nostra Repubblica: lo faremo semplicemente perché è giusto farlo e perché queste sono le sole possibilità per la pace.

Continueremo perciò a marciare contro la guerra, come abbiamo fatto il 25 aprile e come faremo ancora.

Continueremo ad invitare ogni cittadina e cittadino a prendere parola per sostenere questi obbiettivi, in ogni occasione utile.

Alle famiglie degli italiani trattenuti in ostaggio in Iraq diciamo che siamo solidali e che vogliamo la salvezza delle vite e la liberazione dei loro cari. Comprendiamo il senso delle iniziative da loro promosse in questi giorni e siamo disponibili ad incontri ed impegni umanitari.

Sempre ribadiremo con limpidezza, da parte nostra, l’obiettivo di fermare la guerra.

Sosteniamo l’aspirazione alla pace e all’autodeterminazione delle popolazioni invase, represse e assediate, specie nella martoriata Fallujia. Continuiamo a lottare pacificamente perché lo stato di occupazione finisca e la comunità internazionale assuma responsabilità.

Ricordiamo al governo italiano le sue responsabilità, innanzitutto quelle legata alla sciagurata scelta di guerra.

Sosteniamo le iniziative parlamentari che intendono far esprimere rapidamente le Camere per il ritiro della truppe italiane e la fine dello Stato di occupazione dell’Iraq.

Il popolo della pace non si ferma.

Il Comitato Fermiamo la Guerra
ufficiostampa@fermiamolaguerra.it

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