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Sasà Bentivegna, Partigiano

Sasà Bentivegna, Partigiano

(3 Aprile 2012) Enzo Apicella
E' morto ieri a Roma Rosario Bentivegna, che nel 1944 prese parte all’azione di via Rasella contro il Battaglione delle SS Bozen.

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Contro ogni razzismo

(17 Dicembre 2011)

Il drammatico assassinio a Firenze di due lavoratori senegalesi e del ferimento di altri tre connazionali per mano di un cinquantenne fascista legato a Casapound ha riportato alla cronaca il tema del razzismo. Un fenomeno di cui si parla solo in occasione di fatti gravissimi, in un coro unanime di condanna da parte dei politici. Ma chi ora si straccia le vesti davanti alle telecamere ha davvero la coscienza pulita? Omicidi, pestaggi e molteplici forme più celate di razzismo quotidiano non sono che il frutto di una propaganda politica serrata che per anni ha utilizzato la figura dell'immigrato come capro espiatorio su cui deviare il malcontento popolare. E così via con la lunga fila di menzogne di cui i partiti, come la Lega Nord, si riempiono la bocca come “gli immigrati rubano il lavoro agli italiani”, “rubano le case popolari”, “i loro figli rubano i posti ai bambini italiani negli asili nido pubblici” e via dicendo.

Ma la Lega Nord non è certo l'unico partito colpevole di scatenare guerre tra poveri o di affermare che è necessario sparare sui gommoni affollati dagli immigrati in fuga da paesi poveri o in un guerra. Ricordiamo che nel corteo che a Torino è sfociato nell'incendio di un campo rom c'erano in prima fila esponenti del Partito Democratico, sempre pronti a cavalcare l'onda della paura. Lo stesso PD non ha mai denunciato la disumane condizioni in cui versano gli immigrati nei Cie (centri di identificazione ed espulsione) e non si è certo opposto a leggi criminali come la Bossi Fini o il Pacchetto Sicurezza di Maroni che ha istituito il reato di clandestinità. Non ci stupiamo, se pensiamo che la stessa Bossi Fini non è altro che figlia della precedente Turco Napolitano.

Non è infatti un caso che anche molte giunte di “centro sinistra” abbiano fatto della sicurezza un loro cavallo di battaglia come a Torino, Bologna, Padova e Firenze.

A Firenze un anno fa, in occasione del 10 febbraio, il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani (PD) marciava insieme a Casapound, Azione Giovani e altre formazioni neofasciste.

Lo stesso accade a Padova quando il sindaco Zanonato concede numerosi spazi ai fascisti di Casapound e partecipa in prima persona anche ai loro dibattiti.

Sono gli stessi esponenti che blaterano di “integrazione”, ma che poi avvalorano e fomentano a fini elettorali quella propaganda che associa immigrazione e criminalità e che tratta i cosiddetti “clandestini” in termini di “emergenza” e “invasione”.

In realtà, gli immigrati servono ai padroni come serbatoio di manodopera di riserva, sfruttabile e ricattabile ancor più dei lavoratori nostrani.

Soprattutto oggi, nella fase di crisi profonda del sistema capitalista, la classe dominante cerca di scagliare la rabbia e la frustrazione delle masse sempre più impoverite contro gli immigrati, fomentando la mobilitazione reazionaria per uscirne sempre “pulita”. Dobbiamo ribaltare questo meccanismo, smascherando i veri nemici dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani e unendoci a tutti gli sfruttati, italiani e immigrati, contro chi ha determinato la crisi: la borghesia imperialista e la sua rappresentanza politica al potere.

Non facciamoci quindi incantare dalle belle parole di circostanza, ma lottiamo uniti contro la detenzione nei Cie e contro ogni forma di razzismo quotidianamente, a scuola, nei luoghi di lavoro, nei quartieri.

Centro di Documentazione C. Giacca

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