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Sotterranei della giustizia

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I soviet e l’ignorante, una storia in cui Beppe Grillo fa la figura che merita.

(22 Dicembre 2011)

Non è mio costume politico-culturale, offendere a destra e manca. Ma oggi, dopo aver letto le ultime esternazioni di Grillo, inerenti, la materia di indagine fiscale ai conti correnti degli italiani, devo ammettere che non posso che fare un’eccezione alle regole che mi sono imposto. L’ignoranza del babbeo Grillo è indescrivibile, solo pochi giorni orsono, aveva la faccia di descrivere l’uomo di banche e poteri forti Mario Monti, come una persona non così male, avallando di fatto un governo di non eletti, sostenuto da tutte le caste possibili. Oggi invece, dice che esiste una dittatura dei soviet, che vuole controllare i conti correnti degli italiani. Ma cosa cavolo c’entra, il banchiere Monti, con i soviet? Noi, sappiamo che Monti è l’uomo della bce, il banchiere messo a risolvere la crisi, da chi la crisi la ha creata, e cioè le banche stesse. E tutto questo cosa ha in comune con i soviet, strumento democratico, in cui addirittura si poteva verificare se l’eletto portava avanti le promesse elettorali, altrimenti veniva revocato
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Solo un signor IGNORANTE, come Beppe Grillo, può cascare in una storiaccia del genere, e lo scrivo io, che ho come certificato di studi, la terza media. Miserie della politica interclassista nella quale il Beppe Grillo è infognato più che mai. E a riprova di quel che dico, copioincollo la definizione di soviet e di ignoranza, ripresa su Wikipedia, che notoriamente non è la Pravda. Povero Beppe Grillo, e poveri seguaci del guru stesso, una figura del genere, è paragonabile solo al bollito Berlusconi.

Enrico Biso

I soviet da wikipedia.

Nel 1905 i soviet assunsero il carattere di consiglio elettivo degli operai. Fallito il tentativo insurrezionale, con la rivoluzione bolscevica dell’ottobre (novembre) 1917 si aggiunsero a questi anche quelli dei soldati e dei contadini. I Soviet avrebbero dovuto in teoria costituire la struttura fondamentale dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), nata a seguito della presa del potere dei bolscevichi. Dal febbraio (marzo) 1917, quando vi fu il crollo dello zarismo, lo slogan coniato da Lenin, che permise ai comunisti di scalzare il governo Kerenskij, ormai debole e screditato, fu Tutto il potere ai soviet!.

Famosi furono i soviet di Pietrogrado, che votavano per alzata di mano: un’organizzazione che godette di una posizione di preminenza nel corso della rivoluzione, e nella quale, per la prima volta nella storia della Russia[senza fonte] (allora senza esperienze democratiche), operai e contadini potevano esprimere la propria volontà.

In genere i soviet nascevano come strutture in ottica di lotta di classe (comitati di sciopero, comitati di occupazione delle terre, organi di autogestione di truppe ammutinate), per questo erano di solito legati strettamente ai posti di lavoro ed in particolare alle fabbriche, ma esistevano anche soviet di villaggio (che rappresentavano contadini e braccianti) o cittadini (talvolta costituiti da delegati delle varie fabbriche e organizzazioni politiche), così come soviet di soldati o marinai costituiti al fronte, nelle caserme o sulle navi da guerra. Per analogia, anche altri settori sociali costituivano episodicamente dei soviet: soviet degli scrittori, soviet degli artisti ecc.

Durante la rivoluzione d’ottobre i bolscevichi espressero la loro concezione di dittatura sovietica come un sistema in cui tutti i "partiti sovietici" (cioè i partiti della classe operaia e dei contadini: principalmente comunisti, menscevichi, socialisti-rivoluzionari ecc.) si sarebbero confrontati democraticamente all’interno dei soviet degli operai, dei contadini e dei soldati. Le forze controrivoluzionarie sarebbero state poste fuori legge. I soviet avrebbero costituito una struttura di tipo piramidale, eleggendo all’istanza superiore delegati soggetti al diritto di revoca immediata da parte del loro elettorato, qualora avessero perso la sua fiducia; nessun funzionario eletto avrebbe potuto ricevere uno stipendio che lo allontanasse dal tenore di vita di un operaio qualificato.

Questo modello teorico venne applicato sempre più parzialmente con l’aggravarsi delle condizioni politiche, sociali ed economiche del Paese che stava sprofondando nella guerra civile. Solo per quanto riguarda i primi anni successivi alla rivoluzione d’ottobre quindi i soviet funzionarono come organi di democrazia rivoluzionaria, perdendo però rapidamente le loro funzioni. Con l’ascesa di Josif Stalin essi vennero poi completamente svuotati di significato e, nella Costituzione sovietica del 1936, furono di fatto assimilati in un sistema istituzionale molto simile (sulla carta) ad una repubblica parlamentare.

Forme di democrazia operaia o contadina di tipo consiliare, che spesso venivano chiamate a loro volta soviet in riferimento all’esperienza russa, si sono formati numerose volte nella storia dei movimenti rivoluzionari di massa. Si pensi per esempio ai Consigli (Räte) degli Operai, dei Soldati e dei Marinai costituiti nel 1918 durante la rivoluzione tedesca del 1918, ai soviet della rivoluzione ungherese dello stesso anno, ai consigli di fabbrica nel biennio rosso italiano, ai soviet cinesi del periodo 1928-1934, alle shora nate in Iran nel 1979 prima del khomeinismo, ecc. La stessa Comune di Parigi è considerata da molti storici marxisti un soviet ante litteram.

L’ignoranza da wikipedia

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’ignoranza è la condizione dell’ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. Può altresì indicare lo scostamento tra la realtà ed una percezione errata della stessa.

In senso comune il termine ignoranza indica la mancanza di conoscenza e di qualche particolare sapere, inteso in generale o su di un fatto specifico. Può significare anche non avere informazioni su un fatto o su un argomento.

Questa è l’accezione originaria del termine, che deriva direttamente dal greco gnor-izein (conoscere) attraverso il latino ignorare (in - gnarus, che non sa). Successivamente, l’aggettivo ignorante si è evoluto in senso dispregiativo, indicando coloro i quali sono senza educazione o cultura.

Enrico Biso

Fonte

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