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Appello del Livorno Social Forum

contro la legge Bossi-Fini

(18 Giugno 2002)

Vi invio l'appello che il Livorno Social Forum ha prodotto, a condanna della Legge Bossi-Fini e le adesioni che per ora abbiamo ricevuto.

Negli ultimi mesi si è verificata a Livorno (nonostante il richiamo ad una presunta cosmopoliticità della nostra città sia sbandierato spesso), come in molte altre città d'Italia, una serie di perquisizioni e retate nei confronti di cittadini extracomunitari. L'ultimo gravissimo episodio è stata una maxi perquisizione a Quercianella, messa in atto a notte inoltrata, che ha portato alla notifica del decreto di espulsione di 20 migranti. Nel caso dei tre cittadini albanesi (fatto accaduto circa tre mesi fa), le vittime sono state prese ed inviate immediatamente al loro paese d'origine senza permettere loro di chiamare un legale o comunque una persona di fiducia che assistesse a quanto stava accadendo (diritto garantito invece per legge). L'espulsione ha colpito migranti clandestini e ripetutamente è stato affermato sugli organi d'informazione il binomio che tende ad identificare i clandestini come criminali.

Ripudiamo questa aberrante banalizzazione della questione riguardo l'immigrazione clandestina, e rifiutiamo la politica paradossale che da una parte criminalizza l'immigrazione e dall'altra ha un estremo bisogno di manodopera immigrata. Quanto accaduto è un'ennesima offesa alla dignità umana: la speranza di futuro, che queste persone avevano conquistato arrivando nel nostro paese a costo di sacrifici enormi, è stata spazzata via nel giro di qualche ora, oltretutto in modo discutibile da un punto di vista formale. Chiediamo pertanto che la criminalizzazione dei migranti cessi e che si dia la possibilità pratica a tutti e tutte di costruirsi la propria vita, in qualunque luogo del mondo, senza opporre il pretesto di frontiere vere o presunte, inesistenti quando ad oltrepassarle sono merci e capitali, ben salde invece quando si tratta di esseri umani.

In questi giorni la Camera ha approvato la nuova legge sull'immigrazione conosciuta come Bossi-Fini. Spetterà ora al Senato sancirne la definitiva approvazione. Con questa nuova legislazione assisteremo nei prossimi anni ad un peggioramento delle condizioni di vita di tutti gli immigrati, sia di quelli senza documenti come di quelli che oggi hanno il permesso di soggiorno. I diritti per questi uomini e donne, infatti, verranno ancor più negati, resi fluttuanti, subordinati cioè alla possibilità di lavoro e al possesso di un'abitazione. Chi non ha un lavoro o lo perde verrà relegato in condizioni di fantasma, di non persona, braccata, relegata di fatto nell'illegalità. Una condizione che già oggi molti migranti drammaticamente conoscono. Con questo legame tra lavoro e permesso di soggiorno un settore importante del nuovo movimento operaio del 2000 sarà così posto sotto tutela, ricattato, isolato dai restanti lavoratori con la minaccia di essere licenziati e quindi di poter perdere con il lavoro anche il diritto di vivere in Italia. Tutti i migranti, anche quelli oggi in regola, ogni giorno rischiano quindi la possibilità di essere ricacciati nella clandestinità, con tutte le condizioni che questo può comportare dal punto di vista delle condizioni di vita e soprattutto della dignità. Al posto di regolarizzare e di integrare, il governo Berlusconi cerca di relegare ai margini della società un settore della popolazione che al contrario avrebbe bisogno di maggiore attenzione e di politiche sociali includenti più incisive. Vergognose sono inoltre le regole relative all'espulsione dei migranti privi di documenti: senza aver commesso alcun reato (anche con questa legge infatti l'immigrazione clandestina continua ad essere solo un illecito amministrativo) una qualsiasi persona, solo perché non è cittadina italiana, può perdere la propria libertà, essere rinchiusa in un campo di reclusione ed essere allontanata con la violenza dal luogo dove ha deciso di vivere e lavorare e dove si è creato nuove relazioni e affetti. Espulsi magari verso paesi e luoghi dove per motivi politici rischiano la prigione se non la propria vita. Stiamo dunque assistendo ad un pericoloso arretramento della nostra civiltà, non solo giuridica, dove si pensa di poter risolvere qualsiasi problema sociale in termini repressivi e di ordine pubblico, con schedature, raccolta di impronte digitali, controlli, ingerenze dello stato nella vita privata, oggi dei migranti, domani di tutti noi.

Per questo come Livorno Social Forum riteniamo importante rilanciare nei prossimi mesi un'iniziativa cittadina contro la Legge Bossi Fini, in difesa dei nostri fratelli migranti, perché sia loro garantita una condizione di vita adeguata e il rispetto dei loro/nostri diritti.

Per chi volesse aderire a questo appello basta scrivere al seguente indirizzo livornosocialforum@redleghorn.net.

ADESIONI (al 18/6/2002):
La redazione di Carta
La redazione di Controradio
Domenico Guarino - Caporeddattore Controradio
Forum per la Pace - Livorno
Cobas - Livorno
Associazione Italia - Nicaragua
Gruppo di Educazione alla Pace
Comunità cristiana di base "P.zza Logo Pio"
Partito della Rifondazione Comunista - Livorno
Partito dei Verdi - Livorno
Sin Cobas
Cobas Scuola
Cibo Per La Pace
Unione Inquilini
Associazione Italia - Cuba
Associazione Il Germoglio
Libreria Belforte
Franco Ferrucci (Socio Libreria Gaia Scienza)
CESDI-Centro Servizi Per Donne Immigrate Toscana
Pardo Fornaciari
Coordinamento Delle Comunità Straniere
Chiesa Evangelica Battista (V. Cesare Battisti)
William Ferrari (Segreteria Camera Del Lavoro Livorno)
Valente Carmine (Segreteria Funzione Pubblica CGIL)
Redazione Comunismo Libertario
Giovani Comuniste/i - Livorno
Associazione Randi
Tiziano Rosselli

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