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(22 Febbraio 2011) Enzo Apicella
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Anarchici e socialisti rivoluzionari sotto attacco in Egitto

(30 Dicembre 2011)

Ci siamo! Per settimane, parecchi siti internet e pagine facebook che appartengono ai Fratelli Musulmani, sia in forma ufficiale che ufficiosa, hanno sferrato un attacco contro gli anarchici ed i socialisti rivoluzionari in Egitto cercando di additarli come istigatori della violenza e propagandisti della demolizione dello Stato. Il 28 dicembre un esponente dei Fratelli Musulmani ha denunciato tre socialisti, uno dei quali è il compagno Yasser Abdel Kawy, anarchico molto conosciuto ed esponente del Movimento Socialista Libertario egiziano. Il Procuratore Generale ha inoltrato la denuncia al Procuratore per la Sicurezza dello Stato, un apparato speciale del sistema giudiziario che funziona solo in stato d'emergenza.

Sicuramente c'era da aspettarselo. Anche se minoritari nei numeri, gli anarchici egiziani sono stati alquanto determinanti all'interno delle forze rivoluzionarie che hanno dato inizio alla rivoluzione egiziana del 25 gennaio 2011. Gli anarchici sono una voce ben distinguibile sui siti dei social media, ma, cosa ben più importante, essi sono sempre in prima linea sulle strade ovunque i rivoluzionari si trovino ad affrontare il brutale giro di vite impresso dallo Stato.

L'allenza forte, ma tutt'altro che facile, tra Fratelli Musulmani e giunta militare al governo si è mostrata per quella che è fin dal principio. I Fratelli Musulmani sono la sola forza politica che aveva uno dei suoi esponenti all'interno del comitato legislativo responsabile dei preparativi per le modifiche della Costituzione del 1971, come approvati dal referendum svoltosi il 19 marzo. I Fratelli Musulmani si sono rifiutati di partecipare a quasi tutte le manifestazioni fatte contro il Consiglio Supremo delle Forze Armate (CSFA), ed in molti casi hanno cercato di offuscare queste manifestazioni e di attaccare chi le organizzava.

I Fratelli Musulmani hanno anche assunto un atteggiamento aggressivo contro i lavoratori impegnati in continue lotte contro gli imprenditori, i quali trovano appoggio nella giunta militare. Hanno sempre condannato i cortei sindacali, i sit-in o le occupazioni, descrivendo i lavoratori che lottano per i loro diritti come dei contro-rivoluzionari sobillati dai seguaci del regime di Mubarak.

Pronti per una vittoria a valanga nelle attuali elezioni parlamentari insieme con i più estremisti Islamisti Salafiti, i Fratelli Musulmani non vedono l'ora di sbarazzarsi della futura opposizione ed in particolare di quella socialista. Non è difficile capirne il perchè se si guarda alle politiche che essi stanno attuando in Tunisia una volta preso possesso dei seggi parlamentari. La cosa risulta ancora più evidente quando si leggono le dichiarazioni fatte ai media dai loro dirigenti più importanti (per lo più uomini d'affari), specialmente quelle in cui vengono lodate le politiche economiche e finanziarie neoliberiste del regime di Mubarak come buone ed efficaci, salvo essere mondate dalla corruzione e dal capitalismo di combine.

Noi siamo certi che questi nuovi attacchi da parte del CSFA e dei suoi alleati Islamisti non sono che all'inizio. Si sta delineando una nuova fase della Rivoluzione Egiziana. Questa volta la vera linea di demarcazione dello scontro sarà evidente per tutti, dopo esserlo stata solo per alcuni. La Rivoluzione Egiziana assumerà il vero volto di una guerra di classe di noi proletrari contro di loro, loro i padroni, loro la giunta militare, loro gli Islamisti fascisti e conservatori.

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali

Movimento Socialista Libertario

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