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Pro mutuo mori

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(19 Settembre 2009) Enzo Apicella
In un attentato a Kabul, sono colpiti due blindati italiani, uccidendo 6 parà della Folgore

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La tortura non è una eccezione, ma è, purtroppo,la regola

(15 Maggio 2004)


Stanno suscitando giustamente polemiche ed orrore le fotografie che documentano le torture contro i prigionieri di guerra iracheni da parte dei militari statunitensi e britannici. Il tentativo di correre ai ripari di fronte a questa denuncia che delegittima in larga parte la tesi della “esportazione della democrazia in Medio Oriente”, da parte dell’amministrazione Bush e del governo Blair appare piuttosto affannoso e ridicolo. Sostenere che queste torture sono il risultato dei comportamenti individuali di alcune “mele marce”, intende nascondere una verità più amara e più inquietante.

Quelle forme di tortura che le fotografie ormai ci mostrano quotidianamente non sono una eccezione ma sono la norma contro le migliaia di prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. E’ il medesimo sistema, teso non solo ad ottenere informazioni ma a spezzare l’identità e la dignità di prigionieri spesso di religione o di formazione musulmana. Obbligare uomini o donne nati e formatisi nel contesto culturale del mondo arabo a posizioni umilianti, ha l’obiettivo di marchiarne non solo il corpo ma anche la psiche, gli strascichi di queste “ferite interne” sopravvivono anche dopo la scarcerazione.

Il Presidente Bush quando parla di eccessi o di mele marce, si nasconde dietro un dito, negando a se stesso e all’opinione pubblica che gli Stati Uniti portano la responsabilità di aver addestrato per decenni i torturatori di tutta l’America Latina nella famigerata “Scuola delle Americhe” di Fort Bennings, ancora oggi meta di innumerevoli manifestazioni di protesta e di denuncia dei pacifisti statunitensi. Quel centro di addestramento per torturatori è ancora aperto nonostante in moltissimi ne abbiano chiesto la chiusura. La tortura per chi ha concepito e gestito Fort Bennings non è una eccezione ma la norma.

Bassam Saleh (Candidato indipendente al Parlamento Europeo nelle liste del Partito dei Comunisti Italiani Lazio-Toscana- Umbria-Marche)

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