">
il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Pomigliano. La galleria del vento

Pomigliano. La galleria del vento

(13 Giugno 2010) Enzo Apicella
Cisl, Uil, Ugl e Fismic cedono al ricatto di Marchionne e firmano l'accordo per Pomigliano

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

  • Domenica 21 aprile festa di Primavera a Mola
    Nel pomeriggio Assemblea di Legambiente Arcipelago Toscano
    (18 Aprile 2024)
  • costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

    SITI WEB
    (Capitale e lavoro)

    Giancarlo Acciaro, un nemico della classe operaia.

    (1 Febbraio 2012)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pclavoratori.it

    L’aristocrazia finanziaria europea per cercare di risolvere la sua crisi inarrestabile non solo attacca economicamente la classe salariata del settore privato e pubblico, distruggendo i suoi diritti sindacali e politici, ma anche la piccola borghesia urbana e rurale (pastori, contadini, lavoratori autonnomi e piccoli esercenti). L’impoverimento dei ceti medi, in questa crisi catastrofica mondiale, logora questa base di massa del capitalismo. Questa è la ragione dell’esplosione della lotta dei pastori in Sardegna e dei contadini in Sicilia. Per evitare che l’impoverimento di questi strati sociali li spinga ad allearsi verso la classe operaia, le forze dominanti mettono in movimento i loro mercenari. I fascisti di Forza Nuova in Sicilia ci hanno provato, ma per il momento non hanno avuto successo: il movimento dei Forconi in diversi comunicati ha preso le distanze dichiarando di non avere niente a che spartire con i fascisti. Quando esplose il movimento dei pastori in Sardegna, Roberto Fiore, capo di Forza Nuova, inviò un suo comunicato di solidarietà a Felice Floris. Il nostro partito lavorò affinchè il tentativo di Forza Nuova fallisse. Il movimento dei pastori superò, successivamente, la sua chiusura e settarismo iniziale e sempre più frequenti furono i rapporti con gli operai e gli studenti sardi in lotta. Ma poiché gli operai rivoluzionari non hanno, per il momento, conquistato la maggioranza della classe operaia e la maggioranza operaia è ancora alla briglia della burocrazia sindacale, i rapporti tra operai e pastori sono di solidarietà immediata ma non, ancora, fondata su una chiara alleanza politica rivoluzionaria.

    Questo ritardo nell’affermazione dell’egemonia del movimento operaio rivoluzionario è la condizione che favorisce la riemersione politica di personaggi reazionari come Giancarlo Acciaro. Approfittando della direzione oscillante e inconcludente di Felice Floris, Acciaro si è presentato all’assemblea di Tramatza come leader degli autotrasportatori. Forse Felice Floris si è illuso di poter fare a meno della solidarietà di operai e studenti, dopo la “discesa in campo” di Acciaro? Nel 2010, l’ex segretario del PSd’Az, in un’intervista all’Unione Sarda criticava Cappellacci perché stava dietro gli striscioni degli operai dell’Alcoa, invece di stare all’interno del Palazzo regionale. Adesso per ingraziarsi la borghesia sarda si improvvisa come demagogo di piazza per convincere pastori e autotrasportatori che possono vincere senza l’alleanza di operai e studenti.

    I proclami di lotta annunciati prima dell’assemblea di Tramatza si sono risolti in simboliche occupazioni dei comuni e i blocchi stradali sono finiti non appena Viminale e prefetti hanno fatto la voce grossa. I dirigenti dei movimenti degli autotrasportatori, dei pastori, degli antiequitalia hanno obbedito e vogliono illudere chi li segue perché “si sono aperte le trattative”. Questi dirigenti si comportano allo stesso modo dei burocrati di CGIL, CISL e UIL, che spacciano le sconfitte per vittorie.

    Il punto è questo nessun governo dell’UE è disponibile a “trattare”. L’esperienza di questi ultimi quattro anni, in Europa e negli USA, ci insegna che la classe dominante ha sostituito la vecchia politica “del bastone e della carota” con quella del bastone e del ferro. Non c’è alternativa ad un fronte unico delle masse popolari che rovesci i governi per instaurare un governo dei lavoratori che nazionalizzi senza indennizzo le banche e le imprese che licenziano, abolisca i debiti con cui le banche strozzano la piccola borghesia impoverita.

    Coordinamento regionale del Partito Comunista dei Lavoratori per la IV Internazionale

    Fonte

    Condividi questo articolo su Facebook

    Condividi

     

    Ultime notizie del dossier «La rivolta dei forconi»

    Ultime notizie dell'autore «Partito Comunista dei Lavoratori»

    10052