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Precari RAI: in preparazione un nuovo inciucio

(22 Maggio 2004)

I lavoratori tutti ed i precari in particolare ricorderanno certamente l’andamento della trattativa conclusasi con l’accordo del 16 aprile 2003 non sottoscritto dallo SNATER per l’assenza di risultati concreti e risolutivi delle vicende del precariato nella RAI. Il tempo trascorso da quella data ad oggi ci ha dato pienamente ragione poiché si è dimostrato che quell’accordo, in gran parte inapplicato, non ha risolto alcun problema del precariato anzi li ha aggravati dando modo all’azienda di organizzarsi per fregare meglio i lavoratori.

Nel frattempo sono aumentati i ricorsi alla Magistratura del Lavoro e si sono moltiplicate le sentenze positive per i lavoratori precari.

Oggi 19 maggio 2004 la RAI ha riconvocato lo SNATER per riprendere il confronto sul precariato dopo le ultime, deludenti e provocatorie proposte riassunte nel comunicato del 23 aprile 2004.

La RAI ha subordinato l’effettuazione del confronto alla firma dell’accordo del 16 aprile 2003 da parte dello SNATER ben sapendo che l’assurdità della richiesta sarebbe stata nettamente respinta dal Sindacato. Come si può chiedere la firma di un accordo già morto e sepolto nella pratica attuativa se non al fine di escludere dal confronto l’unico Sindacato che con i fatti e non con il bla, bla ha sempre tutelato i precari nei loro obiettivi prioritari?

Ci si prepara ad un nuovo 16 aprile con il soccorso dei soliti firmaioli di professione? Sarà vero quanto sostenuto dall’Azienda che siano stati i firmaioli a pretendere la firma dello SNATER sul citato accordo?

Qualunque siano stati i motivi, lo SNATER attuerà ogni iniziativa compresa l’attivazione dell’articolo 28 per vedere condannata la RAI per discriminazione ed impedimento dell’attività sindacale.

Alcune osservazioni sulle negatività delle ultime proposte aziendali vogliamo però esprimerle.

Intanto sui numeri e sui tempi.

La RAI ha proposto 230 assunzioni in 7 anni.

Da tabelle in nostro possesso, e per difetto, i lavoratori che andranno in pensione entro i prossimi 4 anni e mezzo saranno oltre 930.

Quindi la RAI propone solo di assumere a tempo indeterminato (e fino al 2010) neanche il 20% di chi andrà via. E’ un modo questo di risolvere il problema del precariato? E’ certamente un modo per aggravarlo anche se la dura (!!) trattativa che da oggi condurranno i firmaioli facesse salire a 300 – 350 le assunzioni riducendo anche il periodo di riferimento. Ricordiamo a tutti che la Magistratura tra sentenze di primo e secondo grado decreta l’assunzione di oltre cento lavoratori l’anno senza penalizzarli in alcun modo.

Le altre condizioni poste dalla RAI sono in verità ancora più gravi.

La RAI chiede per i primi cinque anni dall’assunzione a tempo indeterminato l’applicazione di una retribuzione ridotta rispetto al contratto di lavoro. Quindi a persone che hanno già maturato 10 – 15 – 20 – 25 anni di servizio con già pesanti vessazioni economiche (8%, forfait, maggiorazioni, mancata carriera, premio di risultato, Fasi, Craipi, ….) la RAI propone ulteriori penalizzazioni economiche forse permanenti.

Questa proposta è estremamente vergognosa per gli interessati e pericolosa per il personale a tempo indeterminato per la divisione che introduce fra i lavoratori e l’impossibilità di costruire una unità di base.

La RAI poi chiede una pesante flessibilità nell’uso dei lavoratori precari pretendendo di utilizzarli in più figure professionali (tecnico, montatore, operatore, assistente ai programmi, programmista-regista, …) almeno per l’ulteriore periodo di precariato precedente l’assunzione. Anche questa richiesta oltre che lesiva sul piano professionale per i lavoratori precari diventa, se accettata, un pericoloso precedente per il futuro operativo e professionale dei dipendenti a tempo indeterminato.


Nella vicenda non riusciamo a comprendere il perché i firmaioli di professione abbiamo accettato al buio il nuovo confronto con l’azienda dopo avere aspramente e nettamente condannato le proposte avanzate dalla stessa.

Pensano forse che l’azienda cambierà profondamente le proprie proposte? O piuttosto (e da questo il titolo del comunicato) intendono fare un ulteriore favore alla RAI sottoscrivendo un nuovo accordo, tipo quello del 16 aprile 2003, che non risolve nulla ma che copre verso l’esterno il negativo operato della Direzione delle Risorse Umane?

Che la RAI si comporti in maniera schizofrenica è oramai un dato di fatto ma che passi da 230 a 1000 assunzioni in 5 anni e che rinunci alle pregiudiziali economiche e professionali proposte ci pare francamente troppo.

Anche perché la credibilità dei negoziatori aziendali ne verrebbe totalmente compromessa con il rinnovo del contratto alle porte. Meglio sarebbe stato un ulteriore intervento esterno alla RAI (Commissione Parlamentare, Corte dei Conti, …) necessario per richiamare la RAI al rispetto della logica.

Stanno preparando un nuovo inciucio? Lo SNATER ed precari sicuramente si opporranno.
Vedremo.

Roma, 19 maggio 2004

S. N. A. TE. R.
Segreteria Generale

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