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NAPOLI: LA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA METRO

Intervista ai protagonisti

(29 Febbraio 2012)

napoli metro

Raccontiamo oggi di un'altra lotta operaia, una delle tante che emergono qui e là nel Paese, tenute frammentate dalle burocrazie sindacali che operano attivamente per non unire le lotte in una prospettiva nazionale.
Dopo l’inaugurazione (meno di due mesi fa) della linea 6 della metropolitana di Napoli (quella che collega piazza Mergellina a piazza Municipio) è arrivata la notizia del licenziamento di 88 operai dipendenti della Riviera Scar (capofila Ansaldo), che la ditta manda a casa perché il Comune non paga (l'appalto vale 160 milioni). In protesta gli operai sono saliti il 15 di febbraio sulla gru come forma di resistenza. Abbiamo parlato con alcuni dei protagonisti di questa lotta che si sviluppa nella Napoli di De Magistris, preso a modello (e sostenuto attivamente) da tutta la sinistra governista che aspira a rientrare anche nel prossimo governo nazionale.

Siete lavoratori di quale impresa e cosa rivendicate?
Siamo lavoratori della Linea metropolitana di Napoli. La crisi economica che sta colpendo l’Italia si riflette anche su di noi. Il Comune non paga e la ditta scarica sulle spalle dei lavoratori i costi, licenziando i lavoratori. La nostra azienda ha dichiarato che non è stata sodisffata economicamente e ci ha licenziato. Ci ha dato un periodo di tempo per andarci a iscrivere al collocamento, però c’e un problema: il lavoro non è ancora finito, ma l’imprenditore non viene pagato. C’e un’altra questione che è il sistema di regime di subappalto, con cui dividono i lavoratori che lavorano nel medesimo cantiere. Io, per esempio, sono di una ditta madre, e ho (anzi, avevo) un salario, e lui [e indica un collega che partecipa all'intervista] che è dipendente di una ditta che lavora in subappalto, guadagna circa la metà.

Quindi cosa avete fatto?
Per attirare l'attenzione abbiamo seguito l'esempio di altre lotte in corso: siamo saliti sulla gru del cantiere.

Quando è iniziata la vostra mobilitazione?
Ci hanno comunicato che c’era un provvedimento in atto il 22 dicembre 2011. C’e stato una rottura di trattativa il 10 gennaio. Poi dal 10 di gennaio abbiamo iniziato la lotta e siamo in assemblea permamente. Hanno iniziato a partecipare alla lotta 88 lavoratori, una parte di loro, 15 giorni fa ha acettato di andare in mobilità, siamo rimasti in 36. Ora vediamo cosa succede. Ma non abbiamo intenzione di piegare la testa.

Mentre gli 88 operai sono stati licenziati, Anna Donati, assessore della giunta De Magistris ai trasporti, in occasione dell’inaugurazione della linea 6 ha detto in Tv che l’amministrazione "crede fortemente" nel trasporto pubblico colettivo e si impegna a trovare risorse. Le ha fatto coro Giannegidio Silva, presidente della metropolitana di Napoli, nello stesso giorno della inaugurazione della línea 6, dicendo che "lo sviluppo del trasporto urbano a Napoli è una realtà".
Evidentemente questi due signori, insieme al sindaco De Magistris, non sono utenti dei trasporti pubblici. A loro non interessa la realtà di affolamento dei mezzi e la precarità delle condizione dei trasporti napoletani. Dietro alle false parole dell’amministratori si nasconde licenziamenti e precarietà del lavoro.
La lotta coinvolge non solo gli operai che sono saliti sulla gru, ma anche lavoratori delle pulizie della metropolitana che hanno scioperato perché il pagamento dei salari è in ritardo.

Nel frattempo la giunta del "progressista" De Magistris (cui partecipa con assessori Rifondazione) aumenta le tariffe. Per alcune fasce l'aumento arriva al 45%. Il tutto in una città dove l’indice di povertà relativa ed assoluta è più che radoppiato negli ultimi anni (secondo l’ultimo dossier regionale sulle povertà della Caritas). La "nuova Napoli" di cui si parla è pura fantascienza, che dissimula la verità nella speranza di evitare l’indignazione, la rabbia e la mobilitazione di migliaia di lavoratori e giovani.
È la stessa cosa che succede con il governo Monti, che colpisce i lavoratori, i pensionati, i giovani, gli imigrati, mentre diffonde le menzogne sui "sacrifici per tutti" nell'interesse di un presunto "bene collettivo".
Ma tutti quanti devono fare i conti con le lotte dei lavoratori, col coraggio di operai come quelli saliti su questa gru e su tante altre gru, torri, tetti.
È più che mai attuale il messaggio che Marx e Engels hanno scritto nel Manifesto: "Che le classi dominanti tremino all’idea di una rivoluzione comunista!"
Cacciamo il governo Monti! Cacciamo la giunta De Magistris! Che siano i lavoratori a governare, sulla base degli interessi della grande maggioranza della popolazione
!

Rogerio Freitas - Pdac, sezione di Napoli

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