il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Grazie Londra

Grazie Londra

(27 Marzo 2011) Enzo Apicella
Londra. In 500.000 contro il governo Cameron. Assaltati negozi, banche e anche Fortnum & Mason, l'esclusivo negozio di tè a Piccadilly

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Lotte operaie nella crisi)

GIU’ LE MANI DALL’ARTICOLO 18!
SCIOPERO GENERALE PROLUNGATO CONTRO IL GOVERNO MONTI!

9 marzo: in piazza con i metalmeccanici

(8 Marzo 2012)

il volantino del Pdac per lo sciopero del 9

9 marzo pdac

Un governo antioperaio come non se ne vedevano da tempo: è questo il carattere del governo dei professori guidato da Monti. E grazie al sostegno di questo esecutivo il padronato, con in testa la Fiat, sta lanciando un attacco senza precedenti a tutto il mondo del lavoro: dopo l’aumento dell’età pensionabile, dopo la definitiva privatizzazione del trasporto pubblico locale, ora il governo vuole smantellare l’articolo 18!
L’espulsione della Fiom dalle fabbriche del lingotto è l’atto più eclatante di un attacco antidemocratico va avanti da anni e che ha avuti nei sindacati di base le prime vittime. Ma l’attacco alla Fiom è anche figlio delle politiche sciagurate di collaborazione di classe portate avanti dalla direzione della Cgil negli anni dei precedenti governi di centrosinistra. Dall’appoggio al Pacchetto Treu alla riforma delle pensioni del 2007 - riforme varate dai due governi Prodi, sostenuti anche da Rifondazione Comunista - il maggior sindacato dei lavoratori ha accettato supinamente le richieste della grande borghesia, in nome di un inesistente interesse comune tra sfruttati e sfruttatori. E i risultati? crollo dei diritti sul lavoro, diminuzione dei salari, distruzione del welfare, aumento della precarietà e della disoccupazione, mentre contemporaneamente i profitti delle imprese aumentavano vertiginosamente.

Dopo lo scoppio della crisi economica mondiale l’atteggiamento sindacale non è cambiato. Invece di lanciare un programma di lotta per respingere l’attacco dei padroni, si è scelta una sciagurata politica di “salvezza nazionale”. E’ in quest’ottica che si è firmato l’accordo del 28 giugno 2011 che distrugge il Contratto collettivo nazionale. Per gli stessi motivi la Cgil si è accodata ad una politica antiberlusconiana gestita dal grande capitale. Questa politica ha avuto come effetto quello di favorire la nascita di un esecutivo, quello di Monti, che in poche settimane ha varato manovre pesantissime per i lavoratori. Un governo che al momento gode dell’appoggio non solo della Troika (Commissione Europea, Banca Centrale, Fondo Monetario Internazionale), della grande borghesia italiana e dei mezzi di informazione, ma anche delle stesse direzioni sindacali che fanno di tutto per contenere la rabbia dei lavoratori (Monti negli Usa si è vantato, con Obama, per aver innalzato l’età pensionabile “con sole tre ore di sciopero”!).
Anche chi, dal versante del movimento operaio, come la Fiom, Sel e il Prc “si oppone” a parole a Monti lo fa tra mille cautele, quasi scusandosi delle pur timide critiche che gli indirizza. Soprattutto, sia Sel che il Prc si preparano a una nuova alleanza di governo con il Pd, che oggi sostiene Monti e le sue politiche di massacro sociale.

Non è questo che serve oggi al movimento operaio. Serve una chiara piattaforma di lotta e di mobilitazione che permetta ai giovani, alle donne, ai disoccupati e a i lavoratori di passare all’offensiva. Non è tempo di tentennamenti. Per riprendersi il Contratto Nazionale, per consentire alla Fiom, così come a tutti i sindacati di base, di tornare nelle fabbriche da dove sono stati cacciati, bisogna dire chiaramente che la crisi la devono pagare i padroni, che la nostra soluzione non è quella di avere un governo di tecnici presunti super partes, ma un governo di operai, che espropri la borghesia e gestisca l’economia non in nome del profitto ma nell’interesse della stragrande maggioranza della popolazione.

Per una vera democrazia sindacale nei luoghi di lavoro!
Giù le mani dall’articolo 18! Giù le mani dalle pensioni!
Abolire le leggi xenofobe contro gli immigrati: parità di diritti per i lavoratori stranieri!
Abolire le leggi precarizzanti (Treu/Biagi), scala mobile orario di lavoro a parità di salario!
Aumentare i salari per recuperare il potere d’acquisto!
Espropriare senza indennizzo sotto controllo operaio le aziende in crisi!

Sciopero generale ad oltranza contro padroni e governo!
Cacciamo Monti e i professori, per un governo dei lavoratori!

Partito di Alternativa Comunista
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

3507