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Senzatetto, la crisi che accomuna Italia e Gran Bretagna

(11 Marzo 2012)

homeless 1

10 marzo 2012


Nel tempo della crisi, un dato accomuna il nostro Paese alla Gran Bretagna: la crescita dei senzatetto. Su cinquanta milioni di persone, 50mila britannici non hanno una casa. In Italia, su 60 milioni, le stime sono comprese tra i 50 e i 60mila. Padri separati, anziani con la pensione minima, giovani immigrati in cerca di lavoro, interi nuclei familiari sono homeless. Una cifra in aumento tra i britannici: più 14 percento nel 2001 rispetto al 2010.

I dati italiani sono ancora in via di elaborazione. Istat, Caritas, ministero del Lavoro e Federazione italiana dei senza fissa dimora renderanno noto il censimento degli homeless solo a maggio, ma da una statistica realizzata su un campione di 5mila persone, è stato tracciato a fine 2011 l’identikit di chi non ha una casa. I senzatetto italiani sono persone tra i 45 e i 65 anni, abituati in strada o in situazioni precarie, spesso con problemi psichiatrici o di alcolismo o tossicodipendenza. Si sono aggiunti al ritratto già noto anche giovani stranieri in cerca di occupazione, così come anziani con la pensione minima, uomini separati che devono passare gli alimenti a moglie e figli e non riescono, con un reddito modesto o discontinuo, a permettersi una casa propria, o ancora, giovani che non riescono a causa della crisi a trovare una collocazione abitativa.

Ma senzatetto sono anche interi nuclei familiari, in prevalenza stranieri, che si rivolgono ai servizi per ie persone senza fissa dimora. E’, quest’ultima, una presenza crescente. Compaiono agli sportelli comunali i cinesi, che mai prima, a Milano, Bologna, Firenze, si erano rivolti a servizi non afferenti alla propria comunità.

Più dettagliata l’indagine nel Regno Unito. L’aumento medio del 14 percento contiene al suo interno dati più settoriali: più 44 percento delle famiglie che sono rimaste senza casa dopo uno sfratto, più 39 percento di quelle che si affidano ai servizi per l’alloggio municipali dopo la fine di un contratto a termine.

Sono i giovani, come ovunque, a subire le conseguenze più pesanti dell’incertezza: nel 2011 erano 17mila i ragazzi tra i 16 e i 24 anni classificati come ‘homeless’. Erano 15.500 nel 2010, ma la statistica, secondo l’associazione per i senzatetto ‘Centerpoint’ non coglie il problema nella sua complessità. Secondo Centrepoint, infatti, il numero dei giovani che utilizzano gli ostelli o i divani degli amici potrebbe essere vicino ai 60mila, tre volte la cifra ufficiale. “Con oltre un milione di persone disoccupate – mette in guardia il presidente di Centrepoint, Seyi Obakin, e una penuria crescente nelle case a basso prezzo, lo scenario futuro è ancora più preoccupante”.

Luca Galassi - PeaceReporter

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