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(10 Gennaio 2011) Enzo Apicella

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Seguire l'esempio degli operai genovesi, bresciani e milanesi

(19 Marzo 2012)

BASTA ATTESISMO, E’ IL MOMENTO DELLA LOTTA
PER DIFENDERE I NOSTRI INTERESSI!
RIBELLIAMOCI AI DIKTAT DI GOVERNO E U.E.!

Le recenti dichiarazioni di Monti e Fornero chiariscono, semmai vi fossero dubbi, il carattere autoritario ed antioperaio di un governo imposto dal capitale finanziario.

Con o senza il consenso dei vertici sindacali, i ricchi sfondati di Palazzo Chigi si apprestano a svuotare l’art. 18, ridurre la copertura degli ammortizzatori sociali, estendere il precariato. La “riforma” è contro la classe operaia; serve ad aumentare lo sfruttamento, i ricatti, le discriminazioni, ad ostacolare la sua organizzazione di classe.

Sta a noi impedire che ci infliggano questa ennesima legnata, dopo quella subita sulle pensioni, l’aumento delle tasse, etc. Sta a noi impedire la realizzazione dei piani dell’oligarchia finanziaria, i licenziamenti di massa nel quadro della recessione, l’affamamento dei lavoratori, la rovina dei nostri figli.

Dalla nostra combattività, dalla nostra unità di lotta dipende lo scombussolamento dei disegni di un governo che sta facendo quello che Berlusconi non è riuscito a fare, grazie all’appoggio dei riformisti e la complicità di dirigenti sindacali a cui nessun operaio ha dato la delega a firmare accordi a perdere.

Dobbiamo mettere il governo e i partiti che lo sorreggono, i padroni, i collaborazionisti, davanti alle loro responsabilità, far pagare loro il prezzo politico più alto possibile. Dobbiamo mandare a monte con l’azione unita e decisa della classe operaia la manovra che punta a rovesciare sulle nostre spalle tutte le conseguenze della crisi capitalista.

L’attesismo fa il gioco di Monti e soci. E’ il momento di metterci per traverso, con la lotta senza indugi, rompendo gli argini della burocrazia sindacale responsabile di decenni di cedimenti. L’unità di azione degli operai di tutte le tendenze è la strada da seguire per difendere in maniera intransigente i nostri interessi, per respingere l’offensiva reazionaria del capitalismo e i suoi lacchè.

Gli operai delle fabbriche genovesi, bresciane e milanesi, che hanno scatenato lo sciopero e sono scesi in piazza contro la “riforma del lavoro” e in difesa dell’art. 18, si sono posti alla testa del movimento degli sfruttati. Seguiamo il loro esempio!

Il periodo delle illusioni e della concertazione è chiuso, il “confronto” è una farsa. Prendiamo in mano il nostro destino, scendiamo in sciopero, diamo vita a dimostrazioni ovunque. Costruiamo comitati unitari di agitazione, di lotta, etc., quali organismi di fronte unico. E’ urgente e necessario esigere e preparare dal basso lo sciopero generale di tutte le categorie.

Ci rivolgiamo ai lavoratori sfruttati con un appello a continuare più attivamente la lotta per i propri diritti, ad organizzarsi, ad unirsi, a far tesoro dell’esperienza. Ci rivolgiamo agli operai di avanguardia, alle organizzazioni e ai singoli compagni che si trovano saldamente su posizioni marxiste-leniniste affinchè prendano contatti con noi. E’ nelle lotte odierne che si formerà il Partito comunista del proletariato d’Italia!

Piattaforma Comunista

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