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Risorgete Partigiani greci

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(25 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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Pisa. Appello per la manifestazione nazionale del 31 marzo a Milano

Occupyamo Piazza Affari – Corteo dalla Bocconi alla Borsa. Contro le politiche antisociali del governo Monti. Per un diverso modello sociale ed economico fondato sul pubblico e sui beni comuni.

(21 Marzo 2012)

Sono passati quattro mesi da quando il governo delle banche e della finanza, sostenuto dal centrodestra e dal centrosinistra, è entrato in carica ed è continua la devastazione sociale a colpi di misure “ lacrime e sangue”.

Pochi giorni fa, senza alcun clamore mediatico, la Camera dei Deputati ha votato a gran maggioranza la modifica dell’art. 81 della Costituzione Italiana, aprendo la strada a venti anni di tagli allo Stato sociale ed enormi sacrifici, con la scusa dell’obbligatorietà del pareggio di bilancio.

La crescente precarietà è usata per colpire i pochi diritti rimasti nel mondo del lavoro. Il cosiddetto “tavolo” per la riforma del mercato del lavoro fa registrare un ulteriore, clamoroso passo indietro nei rapporti tra esecutivo e sindacati confederali. Si passa dal periodo plumbeo della “concertazione” CGIL/CISL/UIL – governo - Confindustria a quello nero della “consultazione”, con la definitiva trasformazione della rappresentanza sindacale in muta cinghia di trasmissione ai lavoratori delle imposizioni europee.
L’attacco all’Art. 18 non è altro che la punta dell’iceberg di un progetto che riporterà indietro i rapporti tra padroni e lavoratori di oltre 150 anni.

L’insieme delle manovre economiche varate dall’agosto 2011 a oggi, oltre a evidenziare la piena continuità tra Berlusconi e Monti, dimostra come le classi dominanti europee intendono rispondere alla crisi sistemica del capitalismo. Gli unici a pagare devono essere i lavoratori dipendenti o fintamente “autonomi”, i pensionati, i giovani, le donne, gli immigrati.

A livello locale, le pubbliche amministrazioni veicolano i provvedimenti governativi e l’imposizione del pagamento del debito attraverso tagli sempre più drastici ai servizi pubblici, aumento della tassazione diretta e indiretta, esternalizzazione dei servizi e precarizzazione dei rapporti lavorativi, svendita del residuo patrimonio di Comuni, Provincie e Regioni. Per realizzare queste politiche Governatori, Sindaci e Presidenti di Province, agiscono sempre più in contrapposizione frontale con le rappresentanze del mondo del lavoro, i movimenti, le fasce sociali più deboli, gli immigrati. La Giunta Filippeschi, sin dal suo insediamento, ha fatto da battistrada per queste politiche antipopolari e razziste. Gli unici soggetti che trovano risposte e giovamento da queste scelte sono le grandi imprese di costruzione, i manager pubblici, le grandi catene commerciali, le burocrazie sindacali e politiche, il sistema militare – industriale, ben presente sui nostri territori con basi, siti produttivi e centri studio universitari.

Le conseguenze di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti: impoverimento di ampi settori della popolazione, dilagare della precarizzazione e disoccupazione di massa, aumento della criminalità mafiosa.
Contro i movimenti che naturalmente si producono per reagire al massacro sociale le classi dominanti mettono in campo un uso sempre più accentuato della repressione, allo scopo di intimorire e dividere il movimento di massa, come abbiamo visto con gli arresti legati alle manifestazioni in Val di Susa e l'uso della forza pubblica contro molte lotte operaie e di resistenza sociale.

I firmatari del presente appello, in sinergia con il Coordinamento No debito di Pisa, appoggiano e sostengono la manifestazione nazionale del prossimo 31 marzo a Milano, promossa da Comitato nazionale No debito, e sostenuta da molte altre realtà politiche, sindacali e sociali nazionali.

Intendiamo portare in quella manifestazione il nostro No deciso al governo Monti, alle politiche nazionali e locali che scaricano su di noi il pagamento di un debito che noi non abbiamo creato.
Proponendo come alternativa i contenuti di un'economia fondata sul pubblico, sui beni comuni, su un diverso modello sociale ed economico, che garantisca il diritto a sanità, servizi sociali e reddito per tutti, alternativo al super-sfruttamento delle persone e della natura.
Diciamo no alle politiche di aggiustamento strutturale e di austerità imposte da UE, BCE e FMI, e per rivendicare diritti sociali, reddito, lavoro dignitoso, beni comuni, libertà e democrazia, per impedire la chiusura delle industrie e per investimenti in tecnologia e innovazione, per lo sviluppo della ricerca, sostenendo scuola pubblica e università.

Per questo c'è bisogno di unire tutte le lotte, a livello nazionale e locale, mettendo in campo un'opposizione sociale e politica di massa, capace di incidere e contare.

Facciamo appello alle lavoratrici e ai lavoratori, ai giovani e alle donne, ai pensionati e ai migranti a partecipare alla manifestazione del 31 marzo, per dar voce a chi non confonde il salvataggio dell'Italia con quello del profitto e del sistema capitalistico.

Pullman da Pisa per Milano. Per prenotazioni chiamare 3497192436 – 3460126412

Giovedì 29 marzo ore 21 - Assemblea cittadina dei firmatari
A breve sarà comunicato il luogo dell’assemblea.

Pisa, 20 marzo 2012

Prime adesioni all’appello:
Per inviare la propria adesione all’appello scrivere a: pisa.nodebito@gmail.com
Lina Al Adas, impiegata (Rete dei Comunisti)
Ciccio Auletta, giornalista
Paola Baiocchi, giornalista (Circolo PRC "E. Berlinguer")
Luca Barbuti, segretario provinciale PRC Pisa
Paolo Baschieri, ricercatore CNR
Daniela Becherini, Unione Sindacale di Base - RSU Comune di S. Giuliano Terme (PI)
Ascanio Bernardeschi, pensionato (iscritto PRC)
Paola Bernardini, bibliotecaria
Andrea Bruscoli, lavoratore precario
Mariateresa Calabrese, agronoma
Alessio Cerisoli, Unione Sindacale di Base
Mario D’Acunto, ricercatore CNR
Cinzia Della Porta, Presidente circolo agorà Pisa
Federico Dettori, studente universitario (Rete dei Comunisti)
Franco Dinelli, ricercatore CNR
Manlio Dinucci, saggista
Giusi Di Pietro, RSU FIOM Cgil Pisa
Maura Generani, chef (Rete dei Comunisti)
Stefano Mammoli, Unione Sindacale di Base - Geofor Pisa
Alessandra Matteini, Unione Sindacale di Base – RSU Comune di S. Giuliano Terme (PI)
Manuela Micheli, impiegata (Rete dei Comunisti)
Mario Minuti, responsabile provinciale enti locali PRC Pisa
Andrea Montella, documentalista (Circolo PRC "E. Berlinguer")
Walter Montella, dipendente pubblico
Stefano Mazzanti, Unione Sindacale di Base - AVR Spa Pisa
Valter Lorenzi, Rete dei Comunisti
Massimo Morroni, Unione Sindacale di Base - RSU Ag. Delle Entrate Pisa
Federico Oliveri, coordinatore cittadino PRC Pisa
Angela Palmisano, commessa
Carla Pellegrini, saggista
Antonio Piro, Cobas
Nicoletta Raffo, psicologa
Laura Rossi, Unione Sindacale di Base - RSU Agenzia delle Dogane Pisa
Daniele Rossi, Associazione Marxista Politica e Classe
Pier Scaramozzino, Unione Sindacale di Base / RSU Università di Pisa
Raffaele Simonetti, pensionato (Circolo PRC Enrico Berlinguer)
Alessandro Scarpellini, scrittore
Adriano Zaccagnini, pensionato (Circolo PRC "E. Berlinguer")
Maria Consiglia Zacheo, impiegata

Comitato No Debito Pisa

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