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Ricordo di Arrigoni

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(22 Settembre 2012) Enzo Apicella

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    O la borsa o la vita! Quando l'università pensa di ricattare gli studenti...

    (25 Marzo 2012)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.caunapoli.org

    O la borsa o la vita! Quando l'università pensa di ricattare gli studenti...

    foto: www.caunapoli.org

    Il Senato Accademico dell'Orientale pone come condizione per il bando della borsa di studio intitolata a Vittorio Arrigoni, che gli studenti tolgano la targa affissa in sua memoria nell'aula magna Matteo Ripa.

    Cara Rettrice,

    che strana piega sta prendendo la nostra (non) relazione: ricatti, ripicche e giochetti infantili che neanche un fidanzato adolescente metterebbe in campo. Dopo mesi e mesi che attendiamo che la borsa di studio intitolata a Vittorio Arrigoni diventi realmente effettiva, ecco che per caso ci imbattiamo nel verbale del Senato Accademico di dicembre fino a qualche giorno fa irreperibile, e con grande rammarico leggiamo il verdetto finale:

    “Il Pro-Rettore Vicario ricorda l’impegno assunto dagli Organi di Governo dell’Ateneo di attivare il bando relativo alla borsa di studio da dedicare al ricordo dell’attivista Vittorio Arrigoni ucciso in Palestina. L’Ateneo ha mantenuto gli impegni con la Delegazione degli studenti, che più volte è stata ricevuta durante le riunioni del Senato Accademico, e sarebbe pronto a pubblicare il bando sul sito web, a condizione tuttavia che gli studenti stessi rimuovano la targa affissa nell’aula Matteo Ripa di Palazzo Giusso”

    Ebbene si, questo sembra proprio un ricatto!

    Si vede, cara rettrice, che sta fremendo dalla voglia di mettere questi soldi a disposizione della borsa, tanto che, solo dopo un anno circa che se ne parla ecco che esce finalmente una “postilla” definitiva sui verbali del Senato Accademico. Scopriamo che è avvenuto un aborto al nono mese di gravidanza: la borsa non c'è, è stata bloccata!
    Ma ciò che più ci fa “sorridere” è il motivo che ha portato a questo aborto! La colpa sarebbe degli studenti (cattivi!) che hanno messo su una minuziosa strategia malefica contro le istituzioni accademiche: hanno affisso una targa in memoria della stessa persona alla quale si vuole dedicare la borsa di studio. E dunque per ottenere quest'ultima non solo la targa deve scomparire, ma dovranno essere quegli stessi studenti che l'hanno messa e che si stanno anche battendo per la borsa di studio che dovranno pagare l'indulgenza al clero accademico e fare il “mea culpa” levando loro stessi la targa. Che serva da lezione insomma!

    Facciamo un passo indietro e ricordiamo come è andata questa storia. Veniamo alle promesse, quelle che il Senato Accademico sostiene di aver mantenuto: circa un anno fa, proprio in seguito all'uccisione di Vittorio Arrigoni, raccogliemmo centinaia e centinaia di firme tra studenti e anche docenti da portare al Senato Accademico per apporre una targa in sua memoria nella Matteo Ripa. Gli studenti che hanno firmato forse erano più di quelli che sono andati a votare i “nostri” rappresentanti degli studenti, ai quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, per essersene sempre fregati della vertenza, per aver sempre fatto buon viso a cattivo gioco con noi studenti e fatto orecchie da mercante quando gli si chiedeva se le “pratiche” per attivare la borsa stavano andando avanti e che fino ad ora non si sono minimamente preoccupati di venirci a dire quali erano state le evoluzioni (grazie!).

    Dopo aver raccolto le firme, il senato accademico dopo circa un mese di attesa ci ha comunicato che l'istituzione non era concorde ad affiggere quella targa, però grazie alle pressioni degli studenti era disponibile a mettere a disposizione una borsa di studio per uno studente palestinese intitolata alla stessa persona a cui si stava dedicando la targa. Una proposta favolosa, non potevamo sperare di meglio! Peccato che tra il dire e il fare c'è di mezzo sempre il mare! Continuano a passare i mesi, nel frattempo gli studenti decidono di affiggere lo stesso la targa a spese proprie durante un' assemblea che ha visto la sala gremita di persone. Il minimo che noi studenti potessimo fare per ricordare Vittorio Arrigoni che in Palestina ha dato tutto se stesso per i bambini, le donne e gli uomini di quella terra, che non hanno più nulla a cui appigliarsi per sopravvivere a cui è stata rubata la vita e la voce. Quel popolo che, cara rettrice, mentre lei gioca a fare la fidanzata offesa, continua ad essere sotto bombardamento costante.

    Certo non abbiamo la presunzione di poter cambiare il mondo affiggendo una targa o dando una borsa di studio ad uno studente palestinese, ma è pur vero che nel nostro piccolo proviamo a dar voce alla lotta di un popolo che per continuare a resistere ha bisogno di tanti megafoni, che sparsi per il mondo possano far sentire le loro voci, voci che nessuno sembra aver voglia di ascoltare! Lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo, con o senza il suo consenso e la sua approvazione.

    Cara rettrice non ci mostreremo pentiti, non faremo pubblica abiura. La targa di Vittorio rimane li dove gli studenti l’hanno messa e non ci fermeremo fino a quando la borsa di studio in sua memoria non sarà definitivamente attivata!

    Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

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