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Art.18: prove di riforma, autista licenziato per motivi economici

(30 Marzo 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.comunistiuniti.it

Art.18: prove di riforma, autista licenziato per motivi economici

foto: www.comunistiuniti.it

E' successo ad un dipendente di Autolinee Toscana. L'azienda ha motivato il suo licenziamento con i tagli del Governo al trasporto locale. "Ma una cosa del genere non si era mai vista", tuonano i sindacati che sono pronti allo sciopero regionale

di rassegna.it

Sembrerebbe un'applicazione ante litteram del nuovo articolo 18, nella versione prospettata dal Governo. La compagnia di trasporti Autolinee Toscanaha attivato la procedura di licenziamento di un autista per “riduzione del servizio”. E secondo i sindacati, si tratterebbe di un vero e proprio licenziamento “per motivi economici”.La compagnia, che fa parte del gruppo francese Ratp ed è attiva tra Mugello, Casentino, Valdarno Aretino e Vadisieve, giustifica la propria decisione come conseguenza dei tagli di fondi pubblici al trasporto locale. “Una cosa che, in questa modalità, in Toscana non si era mai vista”, commenta Massimo Milli della Filt-Cgil.

I sindacati, dunque, gridano allo scandalo, chiedono il reintegro del lavoratore e promettono, riporta La Nazione, uno sciopero regionale dei trasporti, per proclamare il quale hanno già attivato le relative procedure. “È un atto vergognoso: l’azienda ha di fatto anticipato la riforma del lavoro”, tuona la Rsu di Ataf. “Un comportamento inaccettabile, andremo fino in fondo”, è stata la reazione a caldo di Andrea Viciani, segretario della Filt Cgil, sempre riportata da La Nazione.

La condanna è arrivata anche dalla Rsu di Fsbusitalia-Sita nord, che chiede l’intervento di Regione, Provincia, Prefetto e di tutte le forze politiche a sostegno della vertenza che si è aperta. "Ricordiamo alla dirigenza di Autolinee Toscane – si legge nella nota diffusa dalla Rsu – che prima di arrivare a licenziare è possibile trovare forme e soluzioni diverse per ricollocare il personale".

E, in ogni caso, conclude la nota, “l’articolo 18 non si tocca. Siamo pronti a scendere in sciopero anche ad oltranza in difesa dei nostri diritti". Dura condanna anche dai sindacati di Li-nea che ritengono il licenziamento "una provocazione ed un tentativo pioneristico con il quale si vuol dare un messaggio ben preciso da parte della proprietà di Autolinee”.

“Ancora una volta – è la reazione delle segreterie provinciali di Siena di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl – i lavoratori pagano in base alla riorganizzazione del tpl in Toscana voluto fermamente dalla Regione e che, se non corretto, produrrà ripercussioni sulla mobilità dei cittadini nonché un esubero di personale nelle aziende di tpl”.

Comunisti Uniti

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