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per Vittorio Arrigoni

per Vittorio Arrigoni

(15 Aprile 2011) Enzo Apicella
Rapito e ucciso a Gaza Vittorio Arrigoni, militante dell'International Solidarity Movement

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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In ricordo di un'Utopia concreta...

(14 Aprile 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.caunapoli.org

In ricordo di un'Utopia concreta...

foto: www.caunapoli.org

> alcune foto dello striscione

Esattamente un anno fa, il 15 aprile, dopo essere stato rapito nella notte, veniva ucciso nella Striscia di Gaza il nostro fratello e compagno Vittorio Arrigoni
, internazionalista, attivista e giornalista che ha speso la propria vita per la causa palestinese dando voce ad un popolo che ne è privo da tanti, troppi anni.

Oggi cogliamo l’occasione dell’anniversario perché tutti possano ricordarlo o conoscerlo, per fare in modo che grazie alla sua persona tutti possano essere al corrente della condizione di oppressione imposta al popolo palestinese e al contempo della tenacia che la loro lotta è capace di esprimere: è per questo che abbiamo esposto uno striscione dal Liceo Genovesi, nella centralissima piazza del Gesù, con la scritta “Con Vik e la Palestina nel cuore. Restiamo umani”.

Durante questa settimana in occasione dell’anniversario della morte di Arrigoni in tutta Italia sono state organizzate iniziative in sua memoria per tentare di portare all’ordine del giorno la condizione in cui sono costretti a vivere i palestinesi: per quanto riguarda Napoli e provincia, proprio domenica 15, giorno in cui partirà la missione “Benvenuti in Palestina 2012”, ci sarà al Castello Baronale di Acerra l’iniziativa “Restiamo Umani: Vittorio Arrigoni, un anno fa”; lunedì 16, invece, sarà inaugurata la mostra “Con gli occhi dei bambini” presso la facoltà di Architettura in via Forno Vecchio.

Delle piccole iniziative che si inseriscono in un percorso di anni, fatto di mostre, assemblee ed incontri attraverso i quali centinaia di persone hanno provato, e continuano a provare, a rispondere alla propaganda israeliana e di molti stati occidentali impegnati a dipingere gli arabi come terroristi assetati di sangue e la Palestina come minaccia alla sicurezza dello Stato d’Israele, uno stato – “l’unica democrazia in Medio Oriente”- che solo a marzo ha provocato decine e decine di morti a causa dei raid aerei del suo esercito.

Vik ci ha lasciato un’eredità importante e in quanto tale abbiamo il compito di preservarla: “Restiamo Umani”. Ricordare Vittorio “Utopia” Arrigoni oggi e far si che venga ricordato domani non significa lasciarsi andare al mero individualismo, ma vuol dire tenere vivo il suo impegno e la sua lotta per la causa palestinese: dopo 12 mesi cerchiamo ancora di restare umani di fronte a tanto silenzio.

Con Vittorio e la Palestina nel cuore.
Restiamo umani!


Coordinamento Campano in Solidarietà col Popolo Palestinese

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riportiamo qui due lettere scritte nella notte tra il 14 e 15 Aprile dello scorso anno. Stavamo attacchinando i manifesti per la manifestazione nazionale contro la guerra in Libia e aspettavamo con ansia notizie più certe sul rapimento di Vittorio Arrigoni. La notizia della scomparsa ci colse impreparati, perchè senza motivo e per noi ingiustificabile: un murales, poche parole per riversare e condividere il dolore e il giorno dopo ci vedemmo in tanti all'Orientale solo per stare insieme, per recuperare quella dimensione umana che spesso dimentichiamo e che Vittorio cercava sempre di sottolineare.

Con Vik nel cuore, con la Palestina nel cuore
Restiamo umani! Vik nel cuore e nelle nostre lotte!
(stupenda lettera di una compagna degli studenti autorganizzati campani)

di seguito una serie di contributi, post, esclamazioni, sensazioni che stiamo raccogliendo tra chi sente, in questi giorni, di voler ricordare Vik...

Grazie Vik. Restiamo Umani…
su facebook, di Giulia Valle

In questi giorni, cercando nei vecchi messaggi abbiamo trovato qualcosa che ci ha emozionato, uno scambio con Vittorio Arrigoni di qualche tempo fa, col quale organizzavamo un’iniziativa. Qualcosa che, probabilmente, ha regalato a tutti quelli che l’hanno letta un sorriso e un motivo in più per saltare il fosso, liberare la mente dalle incertezze del presente, vincere gli ostacoli del giorno, evitare i pensieri che hanno avuto esiti cattivi, e scoprire quelli propizi, ritrovare quella passione che sola muove al di là dell’apparenza.

Quando si accende skype e ancora oggi compare tra i contatti il suo nome.
Un cazzotto allo stomaco. Montare questo video è stata dura...

In momenti come quello che stiamo attraversando, che forse tra qualche anno leggeremo sui libri di storia o forse no, in cui un razionale scoramento per il senso di impotenza di fronte alla complessità del reale e l’esaltazione per un senso di potenza fin troppo spostato per essere reale, la passione si ritrova spesso mortificata dalla materialità e dal freddo calcolo...

Per noi e per tutti coloro che hanno avuto la possibilità di conoscere Vittorio, di condividerne anche solo a distanza le emozioni e la determinazione con cui ha difeso e adottato la lotta di un popolo, quello palestinese, al quale manca prima di tutto la voce, resterà sempre un insegnamento che pare secondario ma che forse è il principale: non si può pensare di cambiare questo mondo se non impariamo a cambiare noi stessi.

L’invito a “restare umani” non dice altro che questo, racconta l'esempio di chi ha scelto, con umiltà, di dedicare la sua vita a qualcosa che, all’apparenza estranea, diventa più personale di qualunque altra...

Invita a ragionare su una cosa importante: “contro chi e per cosa lotto e perchè”.

Banale no? I professori dicono e scrivono di saperlo e non sanno nulla, perché non riescono a vedere oltre il dito piantatogli davanti agli occhi; altri si muovono, fanno rumore, ma il silenzio costruito ad arte è troppo assordante; altri ancora creano linguaggi che servono a parlare sempre a meno persone, ma più preparate, si capisce! Altri fanno il “vecchio” e lo chiamano “nuovo”. Altri ancora mentre fanno rumore, creano linguaggi, fanno il “vecchio” (perché il “nuovo” non esiste se non esisterà domani per qualcuno che lo chiamerà “vecchio”) possono fermarsi a pensare che in fondo solo recuperando un’umanità che non è umanismo, ma il senso profondo di ciò per cui si lotta, si possa pensare di trasformare alla radice questo mondo e il modo in cui vi siamo dentro.

Grazie Vik. Restiamo Umani…

su facebook, di Flavia

RESTIAMO UMANI, anche quando arriverà stasera, ricordando quei minuti, quelle ore interminabili di speranza e paura. Restiamo umani, anche quando arriverà stanotte, ricordando quel secondo esatto in cui la speranza ci è scivolata via dagli occhi come lacrime, e poi solo paura e rabbia, troppa rabbia per restare umani. Ma noi ci riusciremo, resteremo umani per te, VIK

su facebook, di Mc doppia C

E’ come se fosse successo solo un'ora fa, un ricordo lucido e vivo pervade la mia mente. Ricordo la pioggia, ricordo i compagni che si avvicinavano in silenzio verso la piazza, ricordo la speranza che accompagnava quelle lanterne che si alzavano lentamente nel cielo notturno di Napoli. Ricordo il ritorno a casa e la nostra ostinazione nel cercare qualcosa da fare nonostante l’ora tarda,per distrarci, per tenere la paura lontana. Ricordo la trasmissione radio e le nostre voci troppo roche impaurite e tristi per essere radiogeniche. E poi, poi ricordo l’attimo preciso in cui arrivò la notizia e la speranza che svani del tutto come quelle lanterne nel buio della notte. Ricordo gli occhi stanchi, non si può dormire non si riesce a dormire quando un compagno se ne va, se ne va cosi, assassinato dalla brutale e incosciente ignoranza umana. Ricordo il corteo il giorno dopo più per te che per la Libia. Perchè, in quel momento, solo il tuo viso occupava le nostre menti e dopo un anno continua ad occuparle. Vik ci manchi tantissimo e intanto raccogliendo i tuoi insegnamenti noi che siamo ancora qui cerchiamo di RESTARE UMANI.

su facebook, di Giulia Valle

L'unico modo per ricordare un compagno è vivere portando dentro un pezzo della sua esperienza, per farla rivivere nelle lotte. Quello che Vittorio diceva sempre, alla fine di ogni comunicato, di ogni conversazione, era "restiamo umani".
Per lui era chiaro cosa significassero quelle due parole, ma forse noi non siamo ancora pronti a capirlo: siamo contratti, distratti, rinchiusi su noi stessi, non sempre riconosciamo nell'oppressione e nella sofferenza di chi ci circonda la nostra, non sempre riconosciamo i "nostri" come "indispensabili".
Ma è proprio questo che dobbiamo ricercare, oltre la rappresentazione il sigificato concreto dell'essere realmente vivi e liberi di trasformare l'esistente.
Ciao Vik, che la terra ti sia lieve, perchè questo mondo i tuoi passi proprio non li meritava...

su facebook, di Giulia Valle e Mc doppia C

ricordare e raccontare di Vittorio Arrigoni, è più di ricordare una persona che non c'è più.
In questi tempi bui, in cui ci si abituata a qualsiasi ingiustizia, parlare di Vittorio, è parlare della necessità di guardare in faccia alle ingiustizie, trovare sempre parole nuove per denunciarla, parlarne ai tanti che non ascoltano...

It has to start somewhere..
It has to start sometime...
What better place than here?..
What better time than now?...
(Rage Against The Machine - Guerilla radio)

su facebook, di Rosa

A chi parli oggi, Vik?
A un'umanità che si trascina sempre uguale a se stessa, stanca, frustrata, arrabbiata, che, incapace di sentire la sofferenza, si è dimenticata degli oppressi e non riconosce più gli oppressori. Ma, soprattutto, che ha un bisogno sempre più disperato di riconoscersi nel tuo insegnamento, così radicale, così coraggioso, così innamorato della causa per cui ha scelto di lottare, così consapevole che le cose non devono per forza andare come vanno oggi. Che non c'è niente di normale, niente di naturale nell'ingiustizia che ci circonda. Ha bisogno di toccare con mano il cuore del tuo Restiamo umani, per non restare estranea a se stessa, per trovare la forza di trasformare le cose.

"Un uomo è morto e aveva a sua difesa
Solo le braccia che apriva alla vita
Un uomo è morto e aveva per sua via
Solo quella dove s’odiano i fucili
Un uomo è morto e continua la sua lotta
Contro morte e contro silenzio

Perché tutto quel che volle
Anche noi l’abbiamo voluto
Noi lo vogliamo oggi
Che la gioia sia luce nel fondo
Degli occhi nel fondo del cuore
E la giustizia sul mondo

Ci sono parole che fanno vivere
E sono parole innocenti
La parola calore la parola fiducia
Giustizia amore e la parola libertà
La parola figlio la parola gentilezza
Certi nomi di fiori certi nomi di frutti
La parola coraggio la parola scoprire
E la parola fratello
La parola compagno."

Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

Fonte

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