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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Siore e Siori ecco a voi il "nuovo soggetto politico"!

.....è semp' 'a stessa feccia......

(28 Aprile 2012)

E mo sinceramente - dico- sinceramente
si nun t'abbrucia o mazz' nun da retta, nun fàà nient'
ma fà na cosa bona e fà cuntent' a tutt' quant'
assiettat' tranquillo dint' o Parlament'
cuntat' e renare,
magnate e tangent'
e lassa o Comunismo a nuje ca ce lo sentimmo arint'.

( 99 posse-2001-“rafaniello” )
So’ semp’ ‘a stessa feccia!

Il trasformismo politico ridefinisce forme, nomi e contorni del parlamentarismo, segnando il passaggio alla terza repubblica dell’affiliazione partitica europea.
Afflitti da un’endemica corruzione e preoccupati dall’aumento dell’astensionismo, i partiti cambiano simboli e nomi legandosi ciascuno alle proprie famiglie europee nella speranza di sopravvivere a se stessi.
Gli outsider della “denuncia compatibile” e della “lotta contro la casta” uniscono la loro socialimperialistica battaglia per “un’altra Italia in un’altra Europa” al tentativo di recupero dell’antagonismo sociale e dell’astensionismo di massa.
Tra spettacolarizzazioni e “nuovi linguaggi”, vecchi e nuovi grilli parlanti, mentre chiacchierano di “riduzione dei costi della politica”, creano gli ennesimi contenitori del riciclaggio politico-parassitario, candidandosi alla “modernizzazione” di un sistema che pretendono di voler “cambiare”.
Ma, tra le pieghe della crisi, tra chi subisce la durezza dei suoi colpi, si va facendo strada la consapevolezza dell’urgenza di un vero, nuovo, soggetto politico di classe, che, nella constatazione dell’inutilità del parlamentarismo, fondi la propria nascita e la propria battaglia di fase sulla prospettiva del superamento rivoluzionario del capitalismo.

Non ci faremo irretire dalle sirene dei recuperatori di ogni colore.
I fatti hanno la testa dura, e lavorano per noi!


Proprio mentre il prossimo fiscal compact, prodromo del political compact europeo ci ricorda quanto peso abbiano ormai i vincoli europei sulle politiche governative locali.
Proprio mentre si accelera il processo di cessione di sovranità degli stati nazione al direttorio europeo Franco-Tedesco.
Proprio mentre la stessa carta costituzionale viene adeguata alla costituzione materiale con la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio.
Proprio quando si svuota quindi il peso della politica parlamentare a mero organo di ratifica delle imposizioni di f.m.i.-b.c.e., si tenta il riciclaggio e la moltiplicazione dei partiti e dei movimenti della cosiddetta “società civile”.
Ci si accorpa, si cambia nome, si trasloca e ci si traveste, si inventano “soggetti politici”.
Tra riciclati e recuperatori si aspira ad aumentare quel milione di parassiti che tuttora vive di politica, coprendo il tutto con l’ideologia del rinnovamento.
Vecchi democristiani fondano il “partito della nazione”, la casa delle libertà diventa quella dei “moderati”, la diatriba socialista si risolve in “unità socialista”, mentre dalle parti del sol dell’avvenire sorge il IV° polo Vendola-De Magitris “nuovosoggetto politico”del “benecominismo”.
Robba vecchia riciclata, semp’ ‘a stessa feccia, ‘na minestra riscaldata, tanto per aumentare la disaffezione dalla politica ed il conseguente astensionismo?
Niente paura, a soccorrere le sorti della democrazia parlamentare in crisi ci sono pronti i battitori liberi dell’opposizione di plastica, o liquida, come usa oggi.
Dal partito leggero di Occhetto siamo al partito liquido di Grillo, o alla cancellazione della parola partito: tutti uniti, dagli showman di protesta ai girotondini evergreen, da Tremonti in versione popolare al Casarini no-global con partita iva, dai magistrati sindaci ai narratori, sotto l’insegna del “radicalismo liquido” di Bauman.
Tutti uniti nell’impedire che lo scontento divenga rivolta, che l’astensione aumenti e prenda coscienza, fino a tramutarsi in organizzazione, in antagonismo di classe.
Oggi piu’ di ieri è fondamentale riconfermare le ragioni di un astensionismo cosciente e di prospettiva.
Noi non votiamo non perché non troviamo candidati o partiti adatti alla lotta di classe, ma perché non crediamo che questa situazione, che questa società, possa essere cambiata utilizzando la tribuna parlamentare.
Al contrario, combattiamo le false “denunce” e le campagne parolaie contro le “caste”.
Combattiamo i tentativi di recupero dell’astensionismo organizzati dai grilli parlanti di tutti i colori.
Contrapponiamo alla scheda stagionale la lotta di tutti i giorni, alle parole i fatti, all’improvvisazione politicante il ripristino del duro lavoro per l’organizzazione autonoma di classe, dentro la crisi, contro la crisi, per una società senza classi.

……uno, due, tre, il “nuovo soggetto politico”.

Non hanno piu’ tempo, i professori del “nuovo” soggetto politico.
Sarà per le incombenti amministrative di maggio o per le politiche del 2013, o per tutte e due?
Comunque, fretta o non fretta, tanto tuono’ che piovve.
Da uniti contro la crisi, uniti per l’alternativa, uniti per il “nuovo” soggetto politico.
Da lotta continua a democrazia continua?
Si chiamerà cosi’ la nuova formazione politica nazionale da battezzare a Firenze il 28 aprile?

Di operai nemmeno l’ombra, nel “nuovo” soggetto politico.
Loro, gli operai, quelli “fortunati”, sono troppo occupati a lavorare per mantenere, di sicuro, anche la pletora degli intellettuali promotori e firmatari del “nuovo” soggetto politico.

Proporzionalista e benecomunista, scende in campo la “carta dei valori” del “nuovo” soggetto politico.
Una sorta di lista civica nazionale, fiancheggiatrice del centrosinistra defunto, che ambisce a dare la linea oltre che nel merito, anche nel metodo.
E, tanto per cominciare, e tanto per criticare il sistema dei partiti e della rappresentanza a loro detta in profonda crisi, danno vita ad una nuova formazione politica nazionale per l’Italia, e per l’Europa!
Si parte con il solito lamento sul “buco nero” presente oggi nella loro democrazia “sospesa” dalla corruzione, cui si vorrebbe riparare con una “politica radicalmente diversa” che “riscriva le regole democratiche”.
Il coniglietto nel cappello del “nuovo” soggetto politico è la cosiddetta “democrazia partecipativa” dei comuni, della “società civile”, scovata ed importata in Italia nientepopodimenoche’ da Porto Alegre.
Alla faccia dell’autonomia dai fari, dalle linee e dagli stati guida!
Con un fare da micioni a lisciare il pelo alle donne ( si sa, sono piu’ della metà del cielo elettorale! ), ed ossequiosi al comando del salvatore De Magistris e della sua “costituente dei beni comuni”, i professori del “nuovo soggetto politico” trovano la loro teoria nella calendarizzazione, nel processo e nei luoghi della partecipazione democratica.
La contrapposizione tutta novecentesca tra amico-nemico viene superata con la “contaminazione-connessione-ibridazione” tra identità.
E cosi’, anche il conflitto, le classi e la lotta di classe sono sistemate.
E’ il nuovo che avanza, bellezza!
Quanto alla forma del “nuovo soggetto” si ripudia il vecchio modello socialdemocratico burocratico ed oligarchico, in favore dell’allargamento del potere decisionale a tutti…..con referendum e primarie…...( tanto per accontentare la sinistra P.D. ben presente in questa operazione ).
Non violenza, fermezza e mitezza fanno il resto del vangelo secondo Revelli and &.
Riassumendo, e per loro esplicita ammissione e volontà strategica, si “rompe” con il “modello passato di partito, con il neoliberismo e con la visione ristretta della politica”.
Quanto alle proposte concrete, c’e’ l’impegno a “ promuovere incontri, inventare momenti partecipativi e occasioni di confronto, per una nuova cultura delle relazioni, per mettere in campo un’altra Italia, e lavorare per un’altra Europa”.
Lavorare, si fa per dire, vero professori?
Ah, dimenticavamo una postilla contingente: i professori sono interessati ad una “ positiva presenza alle elezioni amministrative di liste di cittadinanza che contribuiscano a costruire questo progetto nazionale”.
E noi che pensavamo fossero dei sognatori!

comunisti per l’organizzazione di classe
C O M B A T

Fonte

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