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Gugliotta

Si apre una finestra sui metodi della polizia italiana

(14 Maggio 2010) Enzo Apicella
I TG trasmettono l'intervista a Stefano Gugliotta, che porta i segni del pestaggio immotivato da parte della polizia

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Un appello contro la repressione

dall'assemblea tenuta al CPO Gramigna sabato 12 giugno

(18 Giugno 2004)

Sabato 12 giugno si è tenuta al Centro Popolare Occupato Gramigna di Padova un'assemblea sui fatti accaduti il sabato precedente in Piazza delle Erbe, quando un manipolo di sbirri e Digos ha caricato ripetutamente i compagni del Gramigna col fine di impedire un'iniziativa indetta contro la criminalizzazione di questo spazio, che da due settimane imperava sulle cronache di tutti i giornali locali.

Questa mattanza è costata l'arresto di tre militanti, ora in stato di libertà, il fermo di altri sei, la denuncia a piede libero di ben 27 persone e il ferimento di una decina di compagni. Questo attacco senza precedenti nella nostra città era ben premeditato, chiaramente intenzionato a far scomparire una realtà che da quasi vent'anni combatte al fianco di lavoratori, studenti, disoccupati e popoli in lotta.

Ritenendo però che questo attacco non riguardi solo la nostra realtà, ma più in generale quegli organismi che hanno deciso di fare dell'antimperialismo la loro bandiera, abbiamo voluto aprire un frangente di riflessione sulla questione repressiva nel nostro paese, cercando così di smascherare e di dare una risposta a questo salto autoritario che governo e giunte comunali hanno attuato col fine di annientare l'antagonismo. All'assemblea hanno partecipato diverse realtà nazionali, con le quali abbiamo deciso di scrivere un appello con l'obiettivo di contribuire a far crescere i contatti e instaurare un dibattito propositivo sul tema della repressione.

IL TESTO DELL'APPELLO

Con questo appello vogliamo aprire un dibattito tra tutte quelle realtà italiane che non si riconoscono nella via riformista-istituzionale per quanto riguarda il capitolo repressione.

Abbiamo voluto partire dal particolare dell'episodio accaduto al Gramigna, ben coscienti del fatto che in Italia attacchi del genere si susseguono ordinariamente, dimostrando così una volontà a livello governativo di criminalizzare e annientare chi crede che solo l'abbattimento di questa società potrà portare a un mondo senza classi e sfruttamento. Un episodio molto calzante è stato lo sproporzionato interesse che politici e mass-media hanno dato agli slogan di Nassiriya durante la manifestazione contro la guerra di Roma. Oppure tutte le inchieste per associazione sovversiva (270) e associazione sovversiva con finalità di terrorismo (270 bis) che hanno coinvolto sempre più compagni, le continue perquisizioni e minacce da parte dei cani blu, il sempre maggior numero di episodi di pestaggi e attentati contro i compagni per mano fascista. A ciò si aggiunge la politica del bastone contro gli operai e i lavoratori che si organizzano e lottano in maniera sempre più autonoma dai pompieri sindacali e con forme di lotta più radicali, come nel caso degli operai di Melfi e degli autoferrotranvieri.

Questi episodi fanno tutti parte di un salto autoritario che ha avuto inizio dopo l'11 settembre, quando il governo yankee ha iniziato la guerra preventiva contro il “terrorismo” sul fronte esterno e ha inaugurato la stagione delle “leggi di guerra” sul fronte interno; hanno represso di conseguenza il dissenso che si scatenava all'interno degli stessi paesi imperialisti contro la politica guerrafondaia, aprendo un periodo di forte repressione e intransigenza.

Questo salto autoritario è approdato anche da noi, proprio nel momento in cui una guerra imperialista imperversa nel mondo rilanciando così le gloriose resistenze che sempre più popoli stanno portando avanti a denti stretti, primi tra tutti quello palestinese e irakeno.

Le chiare parole d’ordine delle realtà antagoniste che indicano nelle resistenze di questi popoli l’unica via per uscire dall’occupazione infastidiscono non poco il governo e la sua opposizione, che trova nella repressione sempre più acuta l’unica via per uscire dalla crisi interna che li attanaglia.

Bisogna infatti dire che anche opposizione, centro sinistra, partiti e partitini vari, stanno cercando in tutti i modi di dare il loro contributo, travestendosi da sbirri di movimento e creando veri e propri servizi d’ordine che danno le spalle ai celerini. Lavorano dall’interno per aizzare il “colorato mondo pacifista” contro i compagni, fallendo in maniera evidente, visto che sempre più persone si rendono conto che la via della resistenza è ormai l’unica perseguibile.

In poche parole la situazione di repressione che la Banda Berlusconi sta portando avanti fa molto comodo anche all’opposizione, che, pronta evidentemente per andare al potere, si prepara a proseguire l’operato dei loro colleghi capitalisti.

Ma la situazione sfugge facilmente sotto il loro controllo, visto che si stanno trovando in un momento di grande imbarazzo: prima i riformisti sella sinistra parlamentare sbandieravano la parola d’ordine della cessazione immediata della guerra unilaterale, ora invece che l’ONU è pronto a dare il suo contributo al massacro irakeno, anche a livello Europeo si dividono e si scazzano poiché è ormai chiaro che l'America non vorrà spartire nulla.

Non è facile d'altronde per loro mantenere la crescita dell'imperialismo europeo, in concorrenza a quello americano; devono infatti “fare pulizia” all'interno e zittire le voci di chi smaschera il buonismo e il pacifismo storico dell'Europa, in realtà primo continente ad applicare la tortura (vedi Algeria) e grande protagonista di guerre e massacri (Kossovo).

Attaccano così reprimendo e incarcerando, sgomberando, caricando e solidarizzando con i cani delle destre europee. Basta vedere la situazione dei compagni nelle carceri per capire quanto però questa loro repressione non ferma l’avanzare della lotta. In Italia rinchiudono e isolano chi ha scelto la via rivoluzionaria come priorità, in Spagna e Francia provano a decapitare il PCE (r) lasciando morire nelle loro luride galere compagni malati e in fin di vita. Cercano di confermare il carcere come estrema via per eliminare i comunisti, ma come ci hanno dimostrato i 300 compagni di Sendero Luminoso massacrati nel 1986 in Perù, nemmeno la galera arresta la volontà di cambiare il mondo.

Proprio da questa data, per noi molto significativa, cioè la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero (GIRP), il 19 Giugno, pensiamo sia molto importante mobilitarsi al fianco dei compagni incarcerati e contro ogni forma di repressione. Vogliamo caratterizzare questa data come importante occasione per contribuire al dibattito sulla repressione, a partire dal ricordo dei compagni peruviani massacrati e dalla solidarietà a tutti i rivoluzionari prigionieri.

Per concludere invitiamo tutte le realtà che si riconoscono in questo appello ad aderire a questa data e a organizzarsi anche a livello locale contro la repressione, promuovendo e raccogliendo la solidarietà di classe anche per le spese legali che sempre più compagni sono costretti ad affrontare.

Questo appello verrà diffuso anche a tutti i compagni rinchiusi nelle carceri italiane e straniere, per dare loro un contributo alla determinazione che da sempre continuano a portare avanti.


SABATO 19 GIUGNO 2004, ORE 17.30
PIAZZALE SICILIA, vicino Piazza Ferretto, MESTRE
TUTTI SOTTO IL CONSOLATO INGLESE AL FIANCO DEL POPOLO IRAKENO, MASSACRATO E TORTURATO NELLE CARCERI DELL’IMPERIALISMO!

LIBERTA’ PER TUTTI I COMUNISTI E GLI ANARCHICI
RINCHIUSI DALL’IMPERIALISMO EUROPEO!

Centro Popolare Occupato Gramigna - Padova

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