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Articolo 18

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(13 Marzo 2012) Enzo Apicella

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(Capitale e lavoro)

Mercoledi 9 tutti in piazza contro precarieta' e sfruttamento !

ORE 17,00 in piazza San Babila Milano

(9 Maggio 2012)

Organizziamo la protesta contro il governo Monti- Napolitanomercoledì 9 maggio inizia la discussione in senato della controriforma del lavoro (art. 18, "ammortizzatori" sociali, decontrattualizzazione, …)
Cominciamo le mobilitazioni contro il governo
Mercoledì 9 maggio a Roma presidio dotto il senato
Mercoledì 9 maggio a Milano presidio in Piazza San Babila ore 17
Mercoledì 9 maggio a Napoli presidio alla sede della Regione Campania ore 16.30
Iniziative e mobilitazioni in altre città italiane

Dopo la controriforma Monti-Napolitano nulla sarà più come prima: aumenterà la precarietà, i contratti saranno sempre più svuotati e a perdere, i diritti dei lavoratori saranno ancora più limitati, le nostre condizioni di vita peggiorate.
Il governo Monti-Napolitano persegue un disegno organico di "decontrattualizzazione" generale che, sommato alle misure già adottate che scaricano essenzialmente sui precari e i lavoratori il costo della crisi capitalista, farà arretrare le nostre condizioni di vita e di lavoro, come non è mai riuscito nessuno governo precedente.
Nel realizzare questa politica il governo Monti-Napolitano, espressione del grande capitale industriale e finanziario, è supportato da PD, PDL, UDC. I lavoratori, invece, sono soli di fronte a quest'attacco e scontano la difficoltà a reagire, indotta da decenni di concertazione praticata dai sindacati istituzionali, che li ha costantemente subordinati agli interessi del capitalismo italiano.
Al momento, infatti, non esistono mobilitazioni continuative contro le misure antiproletarie del governo e "l'opposizione" di Cgil-Cisl-Uil è finalizzata a limare alcune delle misure e a ripristinare una gestione concertativa dell'attacco ai lavoratori.
La stessa "opposizione" della Cgil è destinata ad essere focalizzata sempre più solo sulle questioni degli "esodati" e generalisticamente sui contratti atipici, abbandonando sempre più l'opposizione all'abolizione dell'art. 18, e a seguire le posizioni del PD che è disponibile all'abolizione "concordata" dell'art. 18.
I lavoratori che hanno seguito le iniziative indette dalla Cgil o che si sono mobilitati spontaneamente, saranno usati per far valere questa politica di ripristino della concertazione con il governo, che subirà un'accelerazione dopo i risultati delle elezioni amministrative.
Occorre cominciare a mobilitarsi, sostenere che l'art. 18 non solo non deve essere toccato, ma che le sue tutele vanno estese a tutti i lavoratori, ai precari, nelle aziende al di sotto dei 15 addetti, nelle cooperative e nelle fondazioni. Sostenere con chiarezza che tutte le norme precarizzanti (leggi Treu e Biagi) vanno abolite.
Per bloccare il governo serve una mobilitazione permanente e duratura che, partendo dai posti di lavoro, dai momenti di resistenza operaia alla crisi e ai soprusi padronali, dal territorio, coinvolga e unifichi precari, lavoratori, disoccupati, immigrati, indipendentemente dall'iscrizione a questo o quel sindacato.Una mobilitazione che, in modo aperto e condiviso, unisca organismi e forze sindacali, sociali, territoriali e politici in una serie di iniziative unitarie che creino le condizioni per arrivare ad uno sciopero generale che sia quanto più possibile di massa e riesca effettivamente a colpire le tasche e gli interessi del padronato e del loro governo Monti-Napolitano.
La portata dell'attacco capitalista impone a noi lavoratori una risposta che non può essere limitata a iniziative che facciano vedere che "esiste anche il sindacalismo di base" con qualche briciola di comparsa mediatica su stampa e televisioni. E' necessario gettare le basi di un'iniziativa e di una mobilitazione durature che non siano autoreferenziali e che, invece, si pongano nell'ottica dello sviluppo e della crescita del conflitto sociale, della rottura della pace sociale vigente e riaprano una prospettiva anticapitalista.Una mobilitazione e un'iniziativa che contribuiscano a modificare i rapporti di forza tra le classi a favore dei proletari, per superare l'impasse attuale in cui la borghesia conduce effettivamente la propria "lotta di classe" con metodo e decisione, mentre i lavoratori non riescono ad andare al di là di risposte parziali, temporanee e tra loro isolate.
In gioco non è una divisione "più equa" dei sacrifici, ma l'imposizione degli interessi capitalisti o dei nostri interessi. Dobbiamo cercare di voltare pagina e difenderci fino in fondo dall'attacco cui siamo soggetti, rilanciando le lotte e costruendo l'unità di classe dei lavoratori.In quest'ottica abbiamo scelto di partecipare alle iniziative promosse dal sindacalismo di base (sotto il comunicato congiunto), iniziative che dovranno crescere e allargarsi in una campagna generale contro il governo Monti - Napolitano.


Comunicato dei sindacati di base


Il 19 aprile 2012 si è svolto a Firenze un incontro sulla situazione politico-sindacale generale fra CUB, USB, CIB Unicobas, ORSA, Si Cobas, Snater e USI. Lo SlaiCobas, seppur assente, condivide quanto deciso.
Dalla discussione è emersa la comune valutazione dell'esigenza di una risposta alla politica economica e sociale dell'attuale governo e delle manovre che si abbattono sui lavoratori salariati e sulle classi subalterne nel loro assieme. Una risposta che assieme ai sindacati di base coinvolga in modo aperto le forze sociali e territoriali che intendono opporsi alla politica del governo.
È apparsa evidente a tutti i partecipanti la necessità di una forte critica teorica e pratica alla pretesa del governo dei tecnocrati e dei banchieri di rappresentare un “interesse comune” fra padroni e lavoratori, fra ceti dominanti e classi popolari e di proseguire le mobilitazioni contro l'intero impianto delle politiche del governo Monti accentuando l'intensità e la radicalità dell'iniziativa sindacale in primo contro la “controriforma del lavoro”, l'attacco alle pensioni, alla sanità, al diritto alla casa (Imu ecc.), le liberalizzazioni senza regole dei servizi essenziali per i cittadini, la negazione delle attività gravose ed usuranti per molte categorie di lavoratori e la questione degli “esodati”.
Si è, di conseguenza, stabilito di aprire un confronto per verificare la possibilità di:
-una campagna di informazione critica sulle manovre del governo con iniziative comuni e condivise a livello locale e nazionale, proponendo una giornata nazionale di mobilitazione con manifestazioni e presidi in tutte le regioni per il 9 maggio prossimo (a Roma si svolgerà una sit-in presso il Senato in concomitanza con la discussione parlamentare del provvedimento di legge “contro il lavoro”);
-iniziative di contrasto all'azione del governo e del padronato con una campagna comune nei posti di lavoro e sul territorio e con iniziative comuni a partire dai posti di lavoro e/o del territorio che in questo momento esprimono momenti di resistenza agli effetti della crisi;
-un confronto fra le diverse organizzazioni del sindacalismo conflittuale, di base, di classe, autonomo e indipendente per dar vita, assieme alle forze sociali e territoriali disponibili, a forme di mobilitazione che consentano di verificare le condizioni nel Paese per uno sciopero generale comune e condiviso, che rappresenti un effettivo momento di contrasto e opposizione alle politiche del governo Monti-Marchionne-Napolitano e all'attacco padronale ai diritti ed alle tutele dei lavoratori.

SiCobas

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