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Morti per amianto nello stabilimento Goodyear di Cisterna.Rinviati a giudizio 3 dirigenti

(10 Maggio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Si torna a parlare di amianto, si torna a parlare di morti per amianto e nel mirino questa volta c’è lo stabilimento Goodyear di Cisterna di latina. Qui infatti 19 operai sono morti di tumore a causa delle condizioni di lavoro e della continua esposizione a sostanze altamente tossiche, come le polveri di amianto, senza le adeguate protezioni.

Il Gup del Tribunale di Latina, Nicola Iansiti, al termine della Camera di Consiglio di martedì 8 maggio, ha deciso per il rinvio a giudizio dei responsabili dello stabilimento laziale con l’accusa di omicidio e lesioni colpose. Sono stati rinviati a giudizio Pieluigi Corsi, il legale rappresentante della Goodyear Italia dal 1996 al 2001, Pierdonato Palusci che ricoprì la stessa carica dal 1990 al 1996, e Adalberto Muraglia, direttore dello stabilimento dal 1995 al 1999. Per gli altri otto indagati, tutti stranieri, sono stati rimessi gli atti al pm solo per effettuare la traduzione in inglese e poi notificare l’avviso di conclusioni indagini.

“Si tratta di un altro importante passaggio nella battaglia di civiltà e di giustizia intrapresa dalle vittime e dai loro familiari già nell’anno 2000 - ha commentato l’avvocato di parte civile Ezio Bonanni - anche se purtroppo ci saranno ancora altri decessi, il tutto perché si è deciso di anteporre il profitto alla persona, e perché gli organi dello Stato non hanno interdetto queste condotte, anzi le hanno tollerate. Auspichiamo che il Procuratore della Repubblica di Latina decida di vagliare le richieste delle vittime di procedere per i reati di cui agli artt. 434 e 437 c.p., sulla base della Sentenza del Tribunale di Torino nel processo Eternit, culminata con la condanna degli imputati a 16 anni di reclusione, in accoglimento delle richieste formulate dal Dott. Guariniello e dalle parti civili. L’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile in occasione dell’inizio del dibattimento, e non è escluso che anche lo Stato e gli altri enti pubblici saranno chiamati in causa quali responsabili civili”.

Questa è solo la seconda tappa di una vicenda giudiziaria iniziata con un primo processo che si concluse in primo grado con la condanna a 21 anni per gli ex dirigenti e il risarcimento dei danni. Ma durante quel processo morirono altri operai a causa di tumori presumibilmente contratti lavorando nello stabilimento per cui sono state necessarie due nuove inchieste. Complessivamente sono circa 200 le vittime dell’amianto nella fabbrica dei famosi pneumatici e i loro familiari continuano a chiedere giustizia.

10-05-2012

Valentina Valentini
DirittiDistorti

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