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Rifugiato o clandestino?

Rifugiato o clandestino

(5 Aprile 2011) Enzo Apicella

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Rogliano. Continua la protesta dei migranti del cara

(15 Maggio 2012)

Rogliano

Non sono bastate le promesse del prefetto Canizzaro, né quelle del questore Anzalone, fatte al termine dell'incontro in prefettura di lunedì scorso a far toranre indietro i 150 migranti del CARA di Rogliano. L'incontro della settimana scorsa è avvenuto ai margini dell'ennesima protesta messa in atto dai migranti del CARA di Rogliano, affiancati nella lotta per i diritti negati dal COORDINAMENTO INTERETNICO COSENTINO che, da tempo, denuncia le gravissime condizioni in cui i migranti versano e l'inefficienza della gestione dell'emergenza “Nord-Africa” da parte del Governo attraverso la Protezione Civile.

Questa mattina i migranti reclusi ormai da 9 mesi presso l'ex-albergo la Calavrisella e gestito dalla cooperative reggina “La Rasole”, sono di nuovo usciti dalla struttura portandosi dietro i pochi stracci che durante la permanenza nel “campo” hanno collezionato, determinati a raggiungere ancora una volta Cosenza per chiedere un altro incontro col prefetto, per non fare più ritorno nell'inferno in cui per troppo tempo hanno vissuto.

Ad attenderli, dopo pochi metri e fin dalla prima mattinata, i reparti della celere messi in campo dalla questura, la quale nega fin da subito ogni possibilità di spostarsi e/o manifestare. Viene così imposto il veto su qualsiasi forma di dissenso e vi sono attimi di tensione che rientrano poco dopo. Ma la rabbia non diminuisce e i migranti decidono di muoversi e manifestare nonostante i divieti imposti e di aggirare i dispositivi di polizia dirigendosi verso il centro di Rogliano marciando lungo una strada secondaria. Un corteo breve e silenzioso percorre i pochi metri che separano il CARA dalla piazza del paese. Ad attenderli ci sono i giornalisti delle testate locali e il sindaco che decide di incontrare una delegazione e di aprire un tavolo con la prefettura e la protezione civile. I migranti rimasti al di fuori del comune si sono riuniti in presidio e aspettano notizie. Chiedono garanzie sul futuro, permesso di soggiorno e libertà di movimento e, soprattutto, che se gestione deve esserci sulle loro vite, che non siano più coloro i quali fino ad oggi li hanno vessati ed intimiditi. Fin'anche i miseri 2,50 euro di pocket money si sono visti negare cosa questa che determina l'impossibilità di scegliere se andare o restare, impossibilitati a mandare 1 centesimo ai loro familiari perchè non possono accedere al servizio di money transfert in quanto giuridicamente inesistenti. Non sono liberi. Ed oggi il messaggio della questura è stato ancor più chiaro...se mai ce ne fosse stato bisogno.

Il presidio continua ad oltranza in attesa di qualche risposta alle richieste.

Rogliano – Lunedì 14 Maggio 2012

CPOA RIALZO

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