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Monti il 26 maggio a Bergamo? Si prepara l’accoglienza

(16 Maggio 2012)

Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà presente a Bergamo sabato 26 maggio in veste di ospite d’onore per il giuramento dei cadetti della Guardia di Finanza. Per quel giorno è annunciato un corteo cui parteciperanno realtà organizzate dell’opposizione politica, sindacale e sociale al Governo Monti.

Bergamo – Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà presente a Bergamo sabato 26 maggio in veste di ospite d’onore per il giuramento dei cadetti della Guardia di Finanza. Uno scenario ideale, dopo i blitz a Cortina e nei luoghi frequentati dai Vip, per lanciare il messaggio che questo Governo “vuole far pagare tutti e colpire gli evasori”. Si tratterebbe, a detta del neonato comitato ADESSO BASTA!, dell’ennesimo tentativo di far passare in secondo piano i sacrifici imposti alla gran parte del paese: a partire dal tragico bilancio della riforma delle pensioni, per finire con la prevista abolizione dell’art. 18. Ma non tutta Bergamo sembrerebbe accettare la visita del premier passivamente. Per quel giorno è annunciato un corteo cui parteciperanno realtà organizzate dell’opposizione politica, sindacale e sociale al Governo Monti.

Scenderanno in piazza i lavoratori dei sindacati di base che preparano uno sciopero generale per unire quei settori di lavoratori che ancora non considerano persa la battaglia sull’articolo 18 e sulle pensioni. Saranno in piazza i precari, gli studenti, i protagonisti delle lotte per il diritto all’abitare e contro gli sfratti, contro le speculazioni sul territorio, dalla TAV, alla Brebemi, alla Bergamo-Treviglio, e con loro gli attivisti delle campagne contro il pagamento del debito, in collegamento con le iniziative del Global May organizzate in altre parti di Italia e del mondo. In piazza ci saranno anche quei partiti che intendono porsi come alternativa alle derive del Governo di unità nazionale. Una manifestazione di chi non intende continuare a pagare i costi delle politiche dettate dal grande capitale finanziario e industriale e le regole che in diversa misura stanno dettando: dalla BCE fino a Marchionne.

Quello del 26 maggio è uno dei pochi appuntamenti che Mario Monti si concede per apparizioni pubbliche. La scelta non poteva essere più appropriata, per assecondare il disegno che il Governo dei tecnici sta delineando a suon di riforme. Il giuramento dei cadetti delle Fiamme Gialle è di certo di un evento simbolico, che si inserisce nella scia dei blitz nelle “località del lusso”. E’ l’ennesima puntata di un sequel intriso di evidente propaganda e dagli effetti concreti marginali. Ma è una telenovela che ha l’effetto di sviare l’attenzione dai disastri sociali causati dalle scelte politiche di austerity, di tagli, di liberalizzazioni e di smantellamento dei diritti dei lavoratori. Niente di meglio del palco allestito ogni anno in Piazza Vittorio Veneto, dal quale le autorità vedono sfilare gli allievi ufficiali dell’Accademia delle Fiamme Gialle, per amplificare la parola d’ordine della “lotta agli evasori fiscali”. Uno slogan che suona quanto mai ipocrita. Ancor più per il fatto che banchieri, ricchi ed evasori siederanno come ogni anno comodamente indisturbati in tribuna d’onore a godersi lo spettacolo. Se non è una farsa, poco ci manca.

Anche la scelta di tempo dell’evento-vetrina è più che mai azzeccata. La visita di Monti alla sfilata della Finanza giunge in un momento di forte tensione generale sulle scelte politiche di austerity. In numerose città d’Italia si ripetono le azioni contro Equitalia, individuata come il simbolo della linea di rigore voluta dal Governo in carica. Proprio in provincia di Bergamo si è registrato solo pochi giorni fa l’episodio dell’irruzione armata nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. Un gesto disperato che ha tuttavia suscitato più di una parola di comprensione e di velata giustificazione, riportate persino dalla stampa locale.

Monti ha bisogno di rilanciare il suo piano e la sua immagine in calo di consensi. E forse anche di ricompattare l’ampio fronte di forze che, apertamente o tacitamente, lo appoggia o quanto meno non lo contrasta. Un fronte che si sta sfilacciando giorno dopo giorno. Perché se sul piano politico manca ancora un’opposizione credibile, sul fronte sindacale si assiste invece ad una serie di “strappi” che rendono evidente i malumori della base e di alcune correnti della CGIL per la posizione conciliante della Camusso verso le riforme del Governo “tecnico”. Il più recente è il dissidio avvenuto a Pontedera il 7 maggio, con numerosi operai e delegati della FIOM Piaggio che hanno prima cercato di prendere la testa del corteo con uno striscione che riportava una parola d’ordine chiara per la difesa dell’art. 18, e poi ha deciso di sfilare separatamente dal resto della manifestazione.

Le braci del malcontento ardono sotto le ceneri dell’austerity. E anche a Bergamo chi ha dato vita a percorsi di opposizione sindacale, politica e sociale alle scelte del Governo Monti ha deciso di scendere in piazza la mattina del 26 maggio. Un corteo che cercherà di riunire quei soggetti che la crisi la stanno pagando concretamente: disoccupati, precari, cassintegrati, lavoratori, studenti, esodati e pensionati. Una manifestazione per rendere evidente la distanza tra il clima di “salvezza nazionale” che PDL-UDC-PD stanno tenendo in piedi e l’umore della gente comune. E per ribadire che nessuna farsa, per quanto ben organizzata, può mascherare il fatto che i costi della crisi sono oggi interamente scaricati su milioni di persone che questa crisi non l’hanno né voluta né provocata.

BGReport

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