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Articolo 18

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(13 Marzo 2012) Enzo Apicella

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Lo statuto dei lavoratori nasce il 20 maggio 1970

(20 Maggio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pclavoratori.it

Il 20 maggio è una data importantissima per il mondo del lavoro: nel 1970 prese vita e forma lo Statuto dei Lavoratori. Una fondamentale conquista, ottenuta grazie a decenni di dura lotta per la classe operaia.

"Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento" è una delle norme principali del diritto del lavoro italiano. La sua introduzione ha segnato importanti modifiche migliorative, sia sul piano delle condizioni di lavoro, sia sul piano dei diritti.

Fino ad oggi di fatto costituisce l'ossatura e la base del diritto al lavoro.

Un'ossatura che il governo Monti si sta apprestando a sgretolare. Non dobbiamo permetterlo!

Monti e la Fornero con una fredda volontà hanno spiegato che l'articolo 18 è un ferrovecchio, che la parola “reintegro” indica solo una possibilità remota, che i padroni otterranno fior fiore di ulteriori favori anche in fatto di precarizzazione del lavoro, che nessun altro governo avrebbe potuto far tanto per compiacere il padronato italiano.

Le modifiche al nostro statuto del mondo del lavoro, che presto il governo approverà in forma definitiva, sono inaccettabili per gli operai.

La CGIL e la FIOM evitino balbettii, rifiutino ogni subordinazione e attesa messianica (non avverrano miracoli dal cielo) e promuovano da subito un vero sciopero generale ad oltranza per il ritiro delle misure annunciate. In ogni caso nessuno potrà trincerarsi attorno al puro “dissenso”: è l'ora della contestazione di massa del governo e dei partiti che lo sostengono: nei luoghi di lavoro, nei movimenti di lotta, sul territorio.

Le stesse sinistre politiche e sociali, che di fatto sono alleate nelle varie amministrazioni locali col PD dei banchieri, non possono cavarsela col “distinguo” (SEL) o con la “critica” (PRC) delle misure annunciate da questa maggioranza di governo, ma devono rompere questa subordinazione politica.

Come si può criticare Monti senza criticare il PD? IL PD sostiene da sempre il governo Monti, ha votato l'invotabile in questi mesi di governo. Nessuno pensi che la nuova alternativa al governo Monti sia un nuovo centrosinistra di Bersani e Veltroni. Monti deve cadere, ma lo deve fare dal versante di classe! Basta con queste rimozioni "gattopardesche", tutto cambia e nulla cambia. L'unica alternativa a questo governo è un governo di classe.

Lo scontro sociale che si è aperto interroga la coerenza di tutte le sinistre: sindacali, sociali e politiche. E non lascerà spazio ad amiguità.

Partito Comunista dei Lavoratori

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