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(26 Maggio 2010) Enzo Apicella
Varata la manovra economica da 24 miliardi di euro: sotto attacco gli stipendi e le pensioni.

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    Il governo Monti vuole licenziare i dipendenti pubblici

    (26 Maggio 2012)

    Al peggio non c’è mai fine: oggi, la ministra Fornero invoca per la prossima legge delega sulla Pubblica Amministrazione (in dirittura di arrivo) norme per applicare la piena licenziabilità dei dipendenti pubblici.
    Perfetta continuità col ministro Brunetta, che aveva definito i dipendenti pubblici fannulloni e cacciato via migliaia di precari; e con la ministra della pubblica d-istruzione Gelmini, che non era stata da meno, sopprimendo decine di migliaia di posti di lavoro nella scuola sia per insegnanti che per personale non docente.

    Nel paese con la più alta età pensionabile e con la tassazione sui salari tra le più elevate del mondo, stanno per arrivare licenziamenti nei settori pubblici, mentre migliaia di altri posti di lavoro saranno cancellati con la soppressione/accorpamento di enti.
    Innumerevoli sono le normative che impongono a Enti locali e sanità la riduzione degli organici e il sostanziale blocco dei salari (basti ricordare che fino al 2014 vige il blocco dei contratti nazionali e la stessa contrattazione decentrata sta subendo i contraccolpi negativi della cosiddetta “performance”).
    Inoltre, l’Ente che non rispetterà i patti di stabilità scaricherà sul personale i costi (mancato pagamento della produttività e delle indennità).
    La ministra Fornero non vuole “difformità di trattamento” tra dipendenti pubblici e privati, per questo la legge delega sul pubblico impiego già nel testo in discussione nel Consiglio dei ministri prevede la piena licenziabilità.

    Non solo rafforzamento dei codici disciplinari, con una ulteriore spinta alla cancellazione dell’art. 18 e alla mobilità del personale, come previsto dall’intesa che Cgil, Cisl, Uil, Ugl e governo hanno sottoscritto il 3/4 maggio scorso. Ora, quell’intesa si trasforma in legge delega, diventando un fiume in piena per travolgere l’occupazione nel pubblico impiego.
    Naturalmente, la licenziabilità viene presentata come soluzione per aumentare la produttività, ma, dati alla mano, i dipendenti pubblici, pur con meno personale, svolgono oggi più servizi e funzioni di ieri.

    E’ evidente che, per il governo Monti a caccia di sprechi, i principali “sprechi” sono i posti di lavoro e gli incrementi salariali.
    Si tratterà anche, come dice il segretario Cisl Bonanni, “di un polverone mediatico per fomentare le divisioni tra lavoratori pubblici e privati”, ma sarebbe, piuttosto, il caso di dire che si tratta di un disegno del governo per smantellare i servizi pubblici e così pareggiare il bilancio sulla pelle di lavoratori e utenti.
    Disegno, che è stato sostenuto dall’intesa del 3/4 maggio scorso, la quale ha fatto da apri-pista al governo per fare man bassa di diritti e di posti di lavoro.
    Grazie Cgil, Cisl, Uil e Ugl!

    Cobas Pubblico impiego

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