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Dignità operaia

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(9 Marzo 2012) Enzo Apicella
Oggi sciopero generale dei metalmeccanici convocato dalla Fiom e manifestazione nazionale a Roma

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Uniti e conflittuali contro il governo Monti

(28 Maggio 2012)

Uniti e conflittuali contro il governo Monti

Delegati sindacali di base provenienti da tutto il paese, hanno riempito questa mattina il teatro Ambra Jovinelli di Roma per discutere cosa e come mettere in campo sulla controriforma del lavoro e l’art.18, ma soprattutto il come farlo unitariamente pur appartenendo a sindacati diversi. In piazza l'8 giugno. Approvato un ordine del giorno unitario.

La gravità dell’attacco ai lavoratori richiede scelte importanti e mobilitazioni significative, cresce l’opposizione dentro la Cgil, segnala la relazione introduttiva, ma è ormai tutto il sindacalismo conflittuale che deve farsi carico di questo problema.

Numerosissimi gli interventi dei delegati di diverse fabbriche e aziende private e pubbliche. Moscetti, il delegato Usb della Manuli licenziato e riassunto grazie all’art.18, ha ricordato come “i padroni si possono battere e ha chiesto che l’assemblea serva anche a dare il colpo d’accelleratore sulla convocazione dello sciopero generale augurandosi che anche la Cgil venga tirata in ballo. Il ferroviere Dante De Angelis, anche lui licenziato e riassunto grazie all’art.18 (purtroppo è andata diversamente pochi giorni fa a Sandro Giuliani, altro ferroviere licenziato ma condannato anche dal tribunale), ha denunciato come nel nostro paese “il problema è che pochi ricchi decidono per tutti”. L’abolizione dell’art.18 “non farà migliorare l’economia ma solo peggiorare lo spirito e le condizioni dei lavoratori”, per questo – ha affermato – “occorre rimettere il lavoro al centro della politica”.

Molto suggestivo l’intervento del giurista Carlo Guglielmi (del Forum Diritti Lavoro) il quale ha evocato la parola greca parresia che significa il “dovere di dire parole di verità”. Il richiamo è quello ad agire sulla base di una verità che viene occultata: “Dobbiamo fare come se la Repubblica del 99% della popolazione già esistesse e che in questa sala già ci fosse il sindacato che lo rappresenta”. Il preambolo del DdL Foriero che intende abolire l’art.18, punta sul “mutato contesto rispetto alla sua introduzione”. Facendo riferimento proprio ai contesti storici, Guglielmi ha ricordato come nel 1945 il movimento dei lavoratori in Italia avesse il problema di identificare il nemico principale tra i tre nemici che aveva di fronte: i padroni, i fascisti e i tedeschi (una triade che sembra attuale anche oggi), ma sciolse la discussione chiedendo già all’epoca quattro obiettivi fondamentali e di straordinaria attualità nuovamente oggi: il blocco dei licenziamenti, la cassa integrazione, l’adeguamento dei salari ai prezzi e nel 1946, la parità salariale tra il Nord e il Meridione.

Staccioli, uno dei lavoratori licenziati dall’Alitalia, ha segnalato come a differenza di Moscetti e De Angelis, "la vicenda Alitalia è la dimostrazione di come l’art.18 in questo caso non abbia funzionato”, con questa assemblea – ha detto Staccioli – “dobbiamo dimostrare che esiste un sindacato diverso e un sistema informativo diverso”.

Significativo l’intervento di Pullino, delegato Fiom della Fincantieri di Ancona, che ha denunciato come l’idea che gli scioperi e gli scioperi generali non servano più e che viene diffusa ampiamente, sia smentita dalla realtà. In Grecia i ripetuti scioperi generali e la resistenza ai diktat hanno creato le condizioni per una alternativa politica che prima non c’era. “Di fronte ai ricatti della Fincantieri abbiamo occupato il cantiere e non ci siamo arresi”, “questo non è più tempo di suicidi ma di ribellione”. Sono intervenuti anche i precari della scuola (Calcagno) invitando tutti alla manifestazione che si terrà nel pomeriggio e denunciando come un provvedimento micidiale per la scuola come il DdL Aprea, sia passato in commissione con l’appoggio anche del Pd e di tutti i sindacati.

Paolo Di Vetta, dell’Asia-Usb ha segnalato la necessità che si costituiscono anche i “delegati del territorio”, perché “se dobbiamo ripartire occorre tenere conto che il mondo del lavoro è cambiato tantissimo e occorre chiedersi quale tipo di sindacato può rappresentare oggi il mondo del lavoro e il mondo del non lavoro”. Nel territorio oggi esiste e si esprime molto di quello che non riesce a organizzarsi e rappresentarsi nei luoghi di lavoro. “Occorre trovare le connessioni tra lavoro e territorio contro la rendita e il profitto”. Ha evocato l’esigenza di una manifestazione nazionale per il diritto alla casa in autunno (dall’Imu alla questione degli sfratti) e la mobilitazione a fine giugno contro gli Stati Generali sui servizi promossi dal sindaco Alemanno ed a cui parteciperanno anche la ministra Fornero e Monti. “La lotta per ri-pubblicizzazione dei servizi e contro le privatizzazioni deve vedere la rivolta come bene comune”. Daniela Cortesi (delegata Snater di Telecom) ha ricordato come “la stessa Istat abbia certificato che uno dei maggiori arretramenti dei lavoratori sia iniziata proprio con la concertazione padroni-governo-sindacati del 1993”. La concertazione è stata micidiale per i lavoratori, i loro salari e i loro diritti, le sconfitte di oggi sono conseguenza di quelle scelte. Molto applaudito l’intervento di Luigi Sorge (Fiat Cassino) che ha invitato ad una chiara scelta di campo anticapitalista. Un intervento che invece rischia di spaccare e dividere una esperienza come quella che si è andata costruendo con l’assemblea di oggi, è stato l’intervento di Murgo (Fiom della Marcegaglia) che di fatto ha chiesto che l’assemblea approvasse la data del 15 giugno (convocata dalla Fiom) come data di mobilitazione. Un evidente tentativo di mettere in discussione l’agenda dei sindacati di base che hanno indicato già nell’8 giugno la data su cui mobilitarsi sotto il Parlamento dove è in discussione la controriforma del lavoro. Dunque una forzatura inutile e dannosa per i tentativi di costruzione di percorsi unitari tra realtà collocate diversamente sul piano sindacale. Una preoccupazione questa denunciata esplicitamente da Giorgio Cremaschi che ha parlato delle “molte pressioni sui compagni della Cgil per non farli venire a questa assemblea”. Cremaschi ha parlato all’assemblea invitandola a prendersi la responsabilità della mobilitazione ed ha sottolineato che “non è scritto da nessuna parte che la politica unitaria nel sindacato sia solo quella tra Cgil Cisl Uil”, oggi è la pubblica dimostrazione di un sindacalismo antagonista conflittuale che sta dentro e fuori la Cgil, “rivendico di poter e voler fare una politica unitaria con i compagni dell’Usb e mi auguro che questa assemblea sia un contagio”, esattamente come quello che Monti teme possa propagarsi dalla Grecia anche in Italia. L’atteso intervento di Pierpaolo Leonardi (Usb) ha valorizzato l’assemblea – “una assemblea non facile sia per la situazione dei lavoratori sia per la sua convocazione” – ed ha invitato a cambiare passo: “se prima ci accontentavamo di colpire uniti e marciare divisi, da adesso in poi dovremo colpire uniti e marciare uniti”. La tesi di un sindacalismo conflittuale esteso e che scende in campo contro le politiche antipopolari del governo “ci dice che finito quella sorta di apartheid e di divisione secondo cui c’era l’idea che o si lotta solo fuori dalla Cgil o solo dentro la Cgil, questa assemblea manda un messaggio diverso”. Leonardi ha confermato come per l’8 giugno siano già in campo unitariamente lo sciopero dei lavoratori del Pubblico Impiego e dei Trasporti e una manifestazione al Parlamento. L’invito è quello di estendere questa mobilitazione agli altri settori del lavoro e della società.

All'assemblea hanno portato il loro saluto anche i Comitati per l'Acqua Pubblica (che hanno invitato tutti alla manifestazione del 2 giugno per la Res-Pubblica), Stefano D'Errico dell'Unicobas, l'Usi e gli studenti universitari reduci dalle mobilitazioni di Francoforte.

Fin qui la cronaca di buona parte dell’assemblea che è poi proseguita con l’approvazione di un documento finale così come torneremo con altre valutazioni su questo importante evento sindacale che lascia ben sperare.

Federico Rucco (contropiano)

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