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Padova: Democrazia partecipata o gestione oligarchica del potere?

Sui criteri della scelta degli assessori nella nuova giunta comunale

(3 Luglio 2004)

Dalle segreterie dei partiti i cittadini vengono considerati attori primi della vita democratica, che si esprime in un momento cruciale all’interno della cabina elettorale con il voto, o solo strumenti per ricevere un consenso, una croce su un simbolo, e poi non tenere conto della volontà espressa attraverso il gioco delle preferenze?

Veniamo al sodo, noi cittadini abbiamo qualche diritto ad intervenire nelle scelte della futura Amministrazione di Padova? Io penso di sì, e soprattutto abbiamo il dovere di criticare metodi che sembrano perpetuarsi!

Prima delle elezioni, si leggeva nella stampa cittadina, vedi “il Gazzettino”, che il papabile Sindaco di Padova, Flavio Zanonato, prometteva al Partito della Rifondazione Comunista della città un assessorato, in caso di apparentamento e del buon esito delle elezioni. Fino a questo punto, nulla da eccepire. Tutto questo fa parte delle procedure politiche di scambio: “se tu condividi il mio programma, io ti coinvolgo direttamente nel governo della città, e dunque ti dovrai assumere le tue responsabilità”.

La sorpresa nasce oggi, 23 giugno 2004, all’apertura del giornale “il Mattino di Padova”, dove in seconda pagina, sotto la rubrica Padova in primo piano, il lettore vede le foto degli assessori “in pectore”, e fra queste la foto della futura assessore per Rifondazione Comunista, con una didascalia stucchevole. “D.R. In giunta rappresenterà Rc, Michelini e Ottolini permettendo: aspira alla delega della Casa”.

Ma la scelta di un assessore non è di stretta competenza del Sindaco eletto? Il testo della didascalia, “…Michelini ed Ottolini permettendo” fa capire invece che possano essere messi in atto condizionamenti esterni, e questo risulta inaccettabile.

Perché il giornalista autore del pezzo e delle specifiche didascalie allude a questo? Forse una indebita intrusione giornalistica? Una volontà di provocazione?

Allora il sottoscritto, che pensa di essere abbastanza attento alle vicende politiche della sua città, va ad esaminare i risultati elettorali e le preferenze ottenute dai singoli candidati.

Rifondazione Comunista ha presentato nelle sue liste come indipendente la professoressa Giuliana Beltrame. La Beltrame è una figura attiva nella vita della società civile e dei movimenti democratici di Padova, per la salvaguardia di una scuola democratica e della nostra Costituzione, partecipe delle proteste silenziose delle “donne in nero”, è stata indicata in un appello delle personalità rappresentative della CGIL cittadina come la candidata da eleggere. Questo appello sindacale era a sostegno solo della candidatura della signora Beltrame! Ebbene, la Beltrame è risultata la candidata di Rifondazione con maggiori preferenze, ed entra con buon merito in Consiglio Comunale come unica eletta per Rifondazione; a seguire il Segretario della Federazione, Paolo Benvegnù, quindi i signori Michelini, Ottolini ed altri. Poche preferenze (solo 17, sic!) per la futura assessore, che quindi non sembra ricevere consensi dall’interno del suo partito!

Ora noi cittadini cosa siamo andati a votare, se non vengono rispettate le nostre preferenze e la nostra volontà liberamente e consapevolmente espressa?
Quale la democratica soluzione?

Sarebbe opportuno che la signora Beltrame venisse chiamata ad occupare l’assessorato in precedenza pattuito, e il Segretario cittadino Benvegnù, secondo preferito, vada ad occupare il seggio di Consigliere come indicato dai cittadini! Se poi, per qualche ragione, il Segretario rinunciasse a questo incarico, il seggio sarà destinato ai candidati che hanno ricevuto preferenze a scalare.

Tutto il resto non conta nulla, sono solo bizantinismi estranei alla volontà popolare, e il nuovo Sindaco Flavio Zanonato non può permettersi di contraddire la volontà dei cittadini che hanno contribuito alla sua elezione. Ci era stato affermato che era in arrivo un vento nuovo, metodi nuovi, e allora il novello Sindaco mantenga le sue promesse, consegni pure al Partito alleato l’assessorato, ma tenga conto soprattutto delle preferenze e delle indicazioni dei cittadini, che hanno dimostrato il loro consenso ad una candidata rappresentante dei movimenti e della società civile!

I cittadini si augurano che le decisioni che il Sindaco Zanonato andrà ad assumere non vengano condizionate da veti esterni, da strani patteggiamenti, ma che siano influenzate solo dalla libera espressione del voto, per il bene della città.

Padova, 23 giugno 2004

Curzio Bettio

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