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Sulle elezioni a Vittorio Veneto (TV)

Alessandro Sabiucciu risponde a Mauro Freschi

(8 Luglio 2004)

Ho letto l’articolo pubblicato da La Tribuna di Treviso che raccoglie le dichiarazioni di Freschi sulle elezioni a Vittorio Veneto.

Ritengo necessario rispondere per fornire tutti gli elementi di valutazione e consentire, così, di considerare, con maggiore serenità ed obiettività, la posizione che abbiamo collegialmente assunto come Rifondazione Comunista assieme alle compagne ed ai compagni del Circolo di Vittorio Veneto.

Le elezioni comunali a Vittorio Veneto rappresentano, per noi, un appuntamento importantissimo.
Non solo perché è la terza città della provincia ma, forse soprattutto, per l’alto valore simbolico che Vittorio Veneto rappresenta.

In più a Vittorio Veneto si può cercare di vincere le elezioni dando un colpo importante alla Lega.
Infatti vincere a Vittorio Veneto significa riaprire spazi di democrazia e di partecipazione in tutta la provincia oggi soffocata dal razzismo della Lega.

Per realizzare l’obiettivo di vincere le elezioni e di cacciare la Lega ci siamo alleati all’Ulivo e questa nostra coalizione è arrivata prima al ballottaggio che si terrà sabato e domenica prossimi.
Si tratta, ora, di recuperare i voti che mancano per vincere e abbiamo indicato a Pavan, il candidato sindaco della coalizione, le cose che, secondo noi, poteva fare e quelle che sarebbero state da noi rifiutate.

Quando riusciamo a fare alleanze con l’Ulivo le basiamo sempre su una discussione programmatica e, pertanto, ci siamo opposti a possibili accordi di apparentamento al secondo turno con qualsiasi forza del centro destra (UDC, Forza Italia, AN).
Questo perché gli accordi di apparentamento prevedono una condivisione delle cose da fare e, come Rifondazione Comunista, riteniamo che non ci sia proprio nulla che si possa condividere con queste forze di centro destra.

In ogni caso bisogna riconoscere che la Lega è cresciuta elettoralmente in Veneto e questo crea, anche a destra, parecchi mal di pancia, soprattutto nell’UDC e in AN.
Dal loro punto di vista se ne capiscono i motivi perché, come a livello nazionale tra Berlusconi, Tremonti e Bossi, così in Veneto tra Galan e la Lega, l’asse tra Forza Italia e la Lega rischia di ridurre il loro peso politico anche in prospettiva delle elezioni regionali della primavera del 2005 (a settembre si sarà già entrati nella campagna elettorale per queste elezioni regionali e la Lega ha già avanzato la candidatura di Zaia a presidente della Regione Veneto).
Sono evidentemente problemi loro e noi non possiamo che essere felici se si aprono delle contraddizioni nel fronte dei nostri avversari politici.

La cosa interessante è che, pare, sia l’UDC che AN a Vittorio Veneto, proprio per le ragioni di polemica interna al centro destra, non daranno indicazione di voto alla Lega per il ballottaggio.

In questo contesto i giornalisti mi hanno chiesto se, nel caso che AN e UDC al ballottaggio non votassero per la Lega quale sarebbe stata la posizione di Rifondazione Comunista, cosa avremmo fatto noi.
Ho risposto che se ciò accadesse (e cioè se AN e UDC decidessero di non votare per la Lega) la cosa non mi scandalizzerebbe e non mi imbarazzerebbe in alcun modo.
Noi non facciamo nessun accordo con questi signori ma, come in altri momenti della nostra storia, può accadere che si esprimano, ognuno con i propri obiettivi, dei voti simili.

Infatti, nel corso della nostra storia, in centinaia di occasioni è capitato che in Parlamento sia il PCI che l’MSI votassero contro delle leggi proposte dalla Democrazia Cristiana.
E non per questo qualcuno si è mai permesso di dire che il PCI dovesse vergognarsi di qualche cosa.

Può capitare che, per motivi ovviamente differenti, si esprimano dei voti simili ma questo non può in alcun modo significare alcuna coincidenza di programmi, obiettivi, alleanze.

Quella che ho esposto, caro Freschi, è la posizione di Rifondazione.
Nessuna rinuncia alla nostra storia, di cui siamo orgogliosi, e neppure nessun accordo più o meno sotterraneo con quelli che erano, sono e rimarranno dei nostri avversari politici.
Si è trattato solo di una presa d’atto di una possibilità.
Lo ribadisco, se dovesse succedere che, per loro motivi, AN e UDC decidessero di non votare per la Lega e se, anche in ragione di questa loro scelta, la Lega perdesse il Comune di Vittorio Veneto e noi vincessimo le elezioni, io mi riterrei soddisfatto.

Cambiare la amministrazione a Vittorio Veneto sarebbe poi utile per le stesse “masse popolari e lavoratrici” che tu evochi e che, oggi, in una certa misura e soprattutto in questo territorio, votano per le destre e che potrebbero trovare, in una amministrazione diversa, una sponda più utile anche per affrontare la crisi economica e occupazionale che inizia a mordere anche l’ormai falsamente mitico nord est.

Treviso, 24 giugno 2004

Alessandro Sabiucciu
Segretario Provinciale PRC Treviso

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