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(17 Novembre 2011) Enzo Apicella

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18 giugno. giornata nazionale no debito-no imu

(18 Giugno 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Il 18 giugno una prima giornata di mobilitazione nazionale del Comitato No Debito, dei movimenti sociali e dei sindacati di base contro l'Imu,”una tassa odiosa e inaccettabile” con seri problemi di anticostituzionalità.

Dopo 4 anni di crisi economica le famiglie dei lavoratori sono sempre più povere e devono affrontare un costo della vita in continuo aumento con entrate che diminuiscono di giorno in giorno per effetto dei licenziamenti, della cassa integrazione, della precarietà, della disoccupazione crescente.

In questi anni la crisi è stata cinicamente usata per trasferire ricchezza dai lavoratori e dai settori più deboli della società, tramite le politiche di austerità dettate dalla Banca Centrale Europea, alle banche per sostenere i loro deficit, agli speculatori con il terrorismo praticato con gli Spread e la crisi dell’euro, alle grandi imprese con le privatizzazioni dei beni pubblici e comuni.

Oggi con l’introduzione dell’IMU si pianifica il trasferimento nei prossimi tre anni di 33 miliardi di Euro verso il sistema finanziario tramite il ricatto della insostenibilità del debito “pubblico”. Questo ulteriore balzello è particolarmente odioso ed inaccettabile, perchè:

• E’ una legge anticostituzionale in quanto non rispetta il principio della proporzionalità del fisco in base ai redditi.
• In Italia si evadono ogni anno 130 miliardi di tasse senza che i governi abbiamo mai fatto nulla di serio contro questo furto alle casse dello Stato.
• L’IMU si aggiunge agli aumenti dell’IVA già fatti e che verranno riproposti con una percentuale del 2% nel prossimo Settembre ed agli aumenti generalizzati di tariffe e bollette in atto in tutto il paese.
• L’IMU non reintroduce l’ICI in quanto i soldi prelevati non torneranno ai comuni per i servizi sociali ma verranno versati direttamente nelle tasche della finanza internazionale.
• Avvantaggerà gli speculatori che manterranno gli alloggi sfitti peggiorando ulteriormente la condizione abitativa nel nostro paese.
• Si continua il vergognoso trasferimento di ricchezza verso le grandi proprietà perché tutti i governi si sono rifiutano di fare una vera patrimoniale che contenga il debito e faccia un atto di giustizia nei confronti di chi ha sempre pagato le tasse.

Per lunedì 18 Giugno il Comitato No Debito inviata a promuovere in tutte le città la prima giornata di mobilitazione nazionale contro l'Imu. Per organizzare il movimento popolare contro la tassa sulla prima casa per i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, i precari e tutti coloro che non sono nelle condizioni di pagare.

Comitato No Debito

LUNEDI' 18 GLI INQUILINI RESISTENTI INIZIANO LO SCIOPERO DELLA FAME: NO DISMISSIONI E AUMENTI DEGLI AFFITTI, MUTUI ESOSI E IMU, SFRATTI E SGOMBERI!

L'ASIA-USB e il Coordinamento dei comitati degli enti previdenziali pubblici e privatizzati, dei fondi - riunitisi ieri - confermano l'inizio dello sciopero della fame che partirà da lunedì 18 alle ore 12.00 in piazza SS. Apostoli e lanciano un appello perché venga sottoscritto da tutti coloro che vogliono sostenere la loro battaglia per il diritto alla casa.

Appello: Non c’è più tempo


Le migliaia di persone in emergenza alloggiativa che abitano la città e che corrono seri rischi di perdere l’alloggio in cui vivono, lanciano un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato. Le decine di assemblee e mobilitazioni che stanno attraversando i caseggiati interessati da dismissioni, vendite, aumenti d’affitto e sfratti, dicono tutte la stessa cosa: il tempo delle parole è terminato, bisogna passare ai fatti. Sono almeno due anni che tutti i soggetti istituzionali competenti sono stati interrogati e coinvolti, ma ad oggi ancora non ci sono segnali confortanti. Nessun provvedimento che possa produrre nuova serenità è stato messo in opera, anzi il rischio che la situazione peggiori è sempre più evidente.

La distanza tra le necessità immediate e i tempi delle soluzioni possibili è enorme. Questa distanza va colmata subito con interventi decisi, in grado di produrre fatti concreti e di stabilire una priorità su tutte: il diritto alla casa va tutelato ad ogni costo, soprattutto per persone che vivono da oltre quarant’anni negli alloggi in oggetto.

Le fondazioni, le casse, i fondi immobiliare e pensione, gli enti assicurativi, il patrimonio pubblico, sono interessati da uno tsunami di proporzioni gigantesche. Un ciclone che fa stare sulla corda decine di migliaia di nuclei familiari, i loro parenti, gli amici. Anziani e giovani coppie, figli e nipoti, coinvolti in un disastro che può assumere proporzioni ingovernabili.

Gli interessi speculativi e le necessità di far cassa, di risanare conti in rosso e recuperare perdite causate da gestioni finanziarie rischiose, sta producendo un collasso nelle economie di coloro che con uno stipendio o una pensione devono pagare affitti e mutui insostenibili. Chi si occupa di questa emergenza? Dove sono le forze politiche e le istituzioni? Sostengono accordi firmati al solo scopo di favorire gli interessi di una parte, o stanno dalla parte dell’inquilinato che resiste?

Vi chiediamo di sostenere la nostra mobilitazione, la nostra affermazione di dignità, la nostra volontà di non cedere, la nostra lotta per il diritto a rimanere nell’alloggio in cui viviamo, per un affitto legato al reddito, per la casa considerata nel suo valore d’uso e non in quello di scambio.

Sostenete lo sciopero della fame che inizierà il 18 giugno 2012, data scelta simbolicamente anche per protestare contro la gabella dell’IMU che tassa la prima casa invece di penalizzare la rendita immobiliare che continua a costruire alloggi che rimarranno perlopiù vuoti. L’appuntamento è alle ore 12 in piazza SS. Apostoli, davanti la sede della Prefettura. Sostenete la richiesta di moratoria immediata e di convocazione di un tavolo interistituzionale sull’emergenza abitativa alla presenza dei comitati degli inquilini che non vogliono delegare a nessuno il proprio presente e soprattutto il futuro.

SU QUESTO APPELLO PARTIRA' LUNEDI' 18 GIUGNO ALLE ORE 12.00 A P.ZZA SS. APOSTOLI LO SCIOPERO DELLA FAME DEGLI INQUILINI RESISTENTI PER CHIEDERE UN PROVVEDIMENTO IMMEDIATO DI MORATORIA E L'APERTURA DEL TAVOLO INTERISTITUZIONALE PER AFFRONTARE L'EMERGENZA CASA.

Per adesioni: ASIA – USB e Coordinamento dei Comitati inquilini
Via dell’Aeroporto, 129 - 00175 Roma - Tel. 067628280 - 06762821 - fax 067628233
e-mail: \n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Sito: www.asia.usb.it


LUNEDI 18 GIUGNO MOBILITIAMOCI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI, PER IL DIRITTO ALL'ABITARE

ORE 15 ASSEMBLEA NELLA PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO


Il 18 giugno si annuncia una giornata di mobilitazione generale per il diritto all'abitare e contro le privatizzazioni. Dalla mattina un presidio contesterà le banche, mentre alle ore 12.30 l'inquilinato resistente Enasarco, Enpaia, Enpam, Cassa ragionieri, Inarcassa, Regione Lazio terrà insieme ad AS.I.A./USB una conferenza stampa per annunciare l’inizio dello sciopero della fame per la moratoria immediata degli sfratti, degli aumenti d’affitto e delle vendite a terzi.

Una moratoria che permetta di affrontare la vicenda di migliaia di inquilini degli enti pubblici privatizzati e che si incardina dentro un disagio abitativo più generale nella città di Roma, con decine di occupazioni per necessità, sgomberi e migliaia di sfratti all’orizzonte.

La scelta della data vuole segnalare anche la forte contrarietà all’IMU, che colpisce chi ha comprato un alloggio ipotecando i prossimi 30 anni con un mutuo, costretto dall'assenza di politiche abitative pubbliche adeguate, cancellate progressivamente dalla legge 431 del 1998.

Mobilitazioni che intendono convergere sulla piazza del Campidoglio alle ore 15 per un'assemblea cittadina che ribadisca la nostra contrarietà alle dismissioni, alle privatizzazioni, all'ulteriore consumo di suolo, alla nuova tassa dell’IMU. Un’assemblea che sostenga il riuso della città e la sua ripubblicizzazione.

Come già avvenuto nei giorni scorsi dentro la sala consiliare dov'è in discussione la vendita di Acea, il Comune prova a introdurre tensione vietando con motivazioni pretestuose la piazza. Il gioco di Alemanno ci appare pericoloso e per quanto ci riguarda intendiamo respingere con determinazione diktat che vietano manifestazioni pubbliche nella piazza del Campidoglio. Ci vogliamo essere e ci saremo insieme ai tanti e alle tante che si stanno battendo contro un'amministrazione inadempiente verso qualunque istanza sociale e un sindaco preoccupato solo di fare cassa vendendo il patrimonio pubblico, le municipalizzate e i beni comuni.

Blocchi Precari Metropolitani


In piazza a Roma contro l’IMU, la speculazione immobiliare e le privatizzazioni. E per il conflitto sociale.


Con l’IMU non poteva che andare così: non poteva non provocare la protesta dei settori popolari la tassa sulla prima casa, la più iniqua possibile, fissa e non progressiva secondo le fasce di reddito. Lunedì 18 giugno, alla scadenza della prima tranche, saranno proprio i redditi più bassi, quelli che già pagano i costi della crisi capitalistica, a non poter far fronte all’ulteriore salasso imposto anche a chi, per i prossimi decenni, dovrà versare alle banche le troppo alte rate dei mutui accesi per acquistare un alloggio.

Le mobilitazioni a Roma, contro l’IMU, la speculazione immobiliare e per l’apertura di un tavolo sull’emergenza abitativa, sono la voce di chi ha capito bene che in questa città, e in questo paese, è in corso un massacro sociale imposto dalle banche e dai gruppi di potere italiani e internazionali, gli stessi che attraverso le rendite finanziarie e le privatizzazioni dei servizi, mettono a profitto i bisogni dei lavoratori, dei giovani precari e disoccupati, dei pensionati.

E’ proprio a partire dai bisogni dei settori sociali e dei lavoratori i cui redditi sono già erosi dalle politiche dell’Unione Europea e della Bce, che occorre il rafforzamento di una conflittualità sociale che sia il segno di tutta la distanza esistente tra l’interesse collettivo e quello dei poteri forti europei, di un governo che non è stato votato da nessuno, di amministrazioni locali, come quella di Alemanno, che stanno vendendo le nostre città e i servizi pubblici per saldare un debito che non è stato contratto da chi oggi lo paga davvero.

La mobilitazione degli inquilini e dei movimenti per il diritto alla casa di lunedì 18 giugno e lo sciopero generale dei sindacati di base e conflittuali di venerdì 22 giugno, sono gli ulteriori importanti passaggi di una conflittualità sociale che abbia l’obiettivo di opporsi agli interessi capitalistici, alle opportunità elettoralistiche e a ogni forma di compatibilità.

Rete dei Comunisti - Roma

Radio Città Aperta - Roma

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