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8 nuovi modelli Fiat

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(29 Marzo 2010) Enzo Apicella
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Fermiamoli! Fermiamo la concertazione!

(10 Luglio 2004)

Montezemolo, neo presidente di Confindustria e di FIAT, come primo atto ha deciso di rilanciare la concertazione ed ha trovato entusiastici consensi tra i segretari generali di CGIL, CISL e UIL.

L'ultimo esempio è il CONTRATTO BIDONE riguardante i lavoratori del commercio. Nei prossimi quattro anni, questi lavoratori, rincorreranno ancora l'inflazione lavorando in condizioni sempre più precarie. Il futuro del milione e mezzo di lavoratori del commercio è scritto nel contratto siglato nel cuore della notte del 2 luglio, giusto in tempo per bloccare gli scioperi in programma. Ed è la seconda volta dopo la revoca della manifestazione nazionale prevista per il 19 giugno. E dire che solo qualche ora prima, era entrato nella polemica con la Confcommercio perfino il leader Cgil Epifani promettendo guerra a chi l'aveva dichiarata ai lavoratori. A leggere l'accordo si scopre che, nella prossima busta paga magazzinieri, banconisti, vetrinisti, cassiere, commesse e quant'altro, troveranno 35 euro in più, che a dicembre ci sarà un altro aumento di 37 euro seguito da altri 23 tra un anno e di nuovo 30 a settembre del 2006. E' questo l'aumento di 125 euro che sarà a regime solo tra più di due anni cui va sommata anche l'una tantum, dopo un anno e mezzo di vacanza contrattuale, di 250 euro subito più 150 a gennaio. Ma l'intesa prevede pure che i contratti a termine saranno decisi con la massima discrezionalità dalle aziende. Col nuovo contratto il loro tetto schizza dal 10 al 20% del totale della forza lavoro mentre gli interinali potranno ammontare al 15%. Anche la somma delle due tipologie, da un massimo del 23%, potrà toccare il 28% del totale degli occupati. I nuovi esercizi potranno utilizzare, almeno per il primo anno, contratti della famigerata legge 30 senza tetto e, comunque, dal computo di questo sono esclusi i lavoratori che sostituiscono personale in maternità o malattia. Un risultato sconcertante visto che la piattaforma chiedeva soprattutto norme che bloccassero nel settore lo scempio sociale della legge 30.
Qualcuno spaccia la concertazione, con annessa inevitabilmente la "politica dei redditi", che in realtà ha riguardato solo i salari, come uno strumento democratico attraverso cui le parti sociali in campo, sindacati, imprese e governo, decidono cosa sia meglio fare per il bene del Paese. La concertazione nacque per l’esigenza di fare uno "sforzo corale" per consentire il raggiungimento dei parametri imposti a Maastricht per entrare in Europa.


MA COSA HA PRODOTTO EFFETTIVAMENTE LA CONCERTAZIONE NEI SUOI 12 ANNI DI APPLICAZIONE?
- Una fortissima compressione dei salari con l’introduzione della politica dei redditi attraverso cui, secondo l’accordo di concertazione del luglio 93, si sarebbero dovuti contenere i salari in cambio di investimenti tecnologici, ricerca, formazione e controllo delle tariffe. Dal 1993 ad oggi i salari reali hanno perso sia in termini assoluti che di potere d’acquisto, le tariffe sono aumentate tutte, anche grazie all’impennata del prezzo del petrolio che non viene calcolato per definire l’inflazione programmata mentre nulla è stato fatto in materia di innovazione tecnologica, formazione e ricerca.
- La totale precarizzazione dei rapporti di lavoro, introdotta con il Pacchetto Treu e strutturata con la legge 30, sta producendo milioni di working poor, lavoratori poveri costretti a lavorare senza alcuna garanzia e diritti, per poche lire e sotto continuo ricatto di licenziamento.
- Lo smantellamento del welfare state, ovvero della sanità, della scuola, della previdenza pubblica che sono diventati un ricordo lasciando il passo alla sanità privata, alla scuola censuaria della Moratti, ai Fondi pensione privati per chi vuole tentare di sopravvivere in vecchiaia.
- La privatizzazione di moltissimi servizi pubblici, dal trasporto pubblico locale, all’elettricità, all’acqua con l’evidente risultato di avere servizi meno efficienti con costi maggiori per i cittadini.
- La svendita del patrimonio immobiliare pubblico che ha rappresentato un enorme regalo alle imprese e alla finanza ed un depauperamento delle riserve economiche degli Enti previdenziali e dello Stato.
- La disoccupazione, in particolare nel meridione, è divenuta strutturale e senza ritorno.
- I Contratti collettivi nazionali di lavoro sono divenuti strumenti notarili attraverso cui si prende atto, quando va bene, dell’inflazione programmata dal governo senza poter contrattare alcuna diversa distribuzione della ricchezza prodotta che sempre più finisce nelle tasche delle imprese.
- La compressione dei diritti del mondo del lavoro, a partire da quello di sciopero e di rappresentanza.

Gli ultimi mesi hanno dimostrato che i lavoratori sono ormai indisponibili a nuove forme di concertazione e che hanno deciso di tornare protagonisti delle scelte che li riguardano, come bene hanno rappresentato le straordinarie lotte degli autoferrotranvieri, dell’Alitalia, di Melfi, quelle dei Vigili del fuoco e di tutto il pubblico impiego per il diritto a contratti veri e molte altre che si sono avute sul territorio. Proprio queste lotte hanno dimostrato che si può invertire la tendenza in atto che vede il costo del lavoro essere il pozzo da cui attingere ogni volta, comprimendolo, per affrontare i nodi dell’economia del nostro Paese. Un’ economia devastata dalle scelte del padronato di investire nella borsa piuttosto che in tecnologie e ricerca e a cui si cerca oggi di porre rimedio rilanciando il grido sul "declino industriale" del Paese che deve essere fermato, ovviamente, attraverso la nuova concertazione e quindi attraverso una nuova stagione di compressione dei salari, dei diritti, della dignità del lavoro.

RILANCIARE IL CONFLITTO,
RIMETTERE AL CENTRO IL LAVORO E I DIRITTI DEL LAVORO!
NESSUNA DELEGA A CHI HA CONSENTITO LA SCONFITTA DEI LAVORATORI E FAVORITO LE IMPRESE
SALARIO, DIRITTI, DIGNITÀ
NO AD UNA NUOVA STAGIONE DI CONCERTAZIONE

Rdb/CUB Coordinamento Nazionale Ministero dell’Economia e delle Finanze
http://tesoro.rdbcub.it

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