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I tagli del governo

Meno sigarette si fumeranno, prima il governo Berlusconi cadrà!

(10 Luglio 2004)

Il Consiglio dei Ministri del 9.7.04 ha approvato una serie di misure di "riduzione" della spesa pubblica per 5,5 mld/, cui si potranno aggiungere, all'occorrenza, altri 2 mld/ di cartolarizzazioni immobiliari (cioè svendita di immobili pubblici a privati). Solo dal condono edilizio (slittato al 10.12), il governo si aspetta (e spera) 3,6 miliardi.

I più colpiti risultano: il mezzogiorno, regioni ed enti locali in genere; gli enti previdenziali (Inps); banche ed assicurazioni (che gireranno gli aggravi su correntisti ed assicurati); fondazioni bancarie (quindi, meno opere di pubblica utilità); poste e ferrovie (altri aumenti in vista); e anche i fumatori (ai quali raccomandiamo di rispondere per le rime, smettendo di fumare, come eroico gesto di lotta). Agli industriali andranno 1,25 mld/ in meno di incentivi (sui 2,7 previsti dalla finanziaria). Agevolazioni, invece, per i fondi d'investimento immobiliare.

Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, ha così commentato: "il presidente del consiglio, a questo punto, deve assumere l'interim anche di tutti i comuni italiani con più di 5.000 abitanti, che si troveranno ad affrontare una situazione esplosiva".

Ettore Artioli, vice presidente di Confindustria: «I contenuti della manovra sono peggiori delle aspettative per quanto riguarda le imprese".

Ci pare che queste misure confermino il giudizio da noi espresso nel post Governo, partiti e classi in Italia, sul governo Berlusconi come un governo della borghesia commerciale-immobiliare-professionale, legata alla frazione commerciale del capitale finanziario: nessuno dei suoi principali interessi (Mediaset e Telecom in testa) è scalfito, anzi (v. condono edilizio, agevolazioni ai fondi immobiliari, svendita degli immobili pubblici). Un governo che, pertanto, lascia a bocca amara le altre due frazioni (industriale e bancaria), e scarica i suoi debiti sulle masse popolari; ma che, così facendo, si scava sempre di più la fossa.

Queste le misure più in dettaglio.

Imprese. Dal taglio agli incentivi alle imprese il governo spera di recuperare 1,25 miliardi di euro. La manovra rimodula gli incentivi per le imprese e per le aree depresse. In particolare, vengono ridotti di 150 milioni lo stanziamento per il bonus occupazione; di 750 milioni il fondo per la legge 488 e per la programmazione negoziata; di 250 milioni dai contratti di programma. Viene poi posto un tetto di 1.700 milioni di euro per gli incentivi di alcune altre leggi.

Banche, assicurazioni ed enti non commerciali. Sul fronte delle entrate l'esecutivo punta a incassare 1,3 miliardi da banche, assicurazioni e enti non commerciali. Per le assicurazioni il decreto stabilisce l'aumento dell'imposta annua sulle riserve delle polizze vita e dei fondi pensione che passa dallo 0,20% allo 0,30%, una misura che dovrebbe garantire all'erario circa 700 milioni di entrate. Per le banche è previsto un allargamento della base imponibile Irap che garantirà incassi per 370 milioni nel 2004. Infine, per gli enti non commerciali, tra cui le Fondazioni bancarie, è prevista la cancellazione di alcune agevolazioni fiscali e l'allargamento della base imponibile che produrrà un innalzamento della presssione fiscale per circa 230 milioni.

Enti locali. Forti risparmi sulle consulenze che saranno tagliate del 15%, oltre che per le amministrazioni pubbliche anche per le Regioni e gli enti locali. Batosta anche sugli enti previdenziali: tagli del 30%.

Proroga del condono edilizio. Elemento portante della finanziaria 2004 è rimasto impantanato nella maglie della legge. La Corte Costituzionale lo ha dichiarato "legittimo", ma ha invitato il governo a riscriverne il testo per rispettare l'autonomia regionale. Il governo ha così deciso di prororgare il pagamento della prima rata del condono edilizio al 10 dicembre 2004 invece che il 31 luglio. E' anche possibile rateizzare, ma i versamenti dovranno essere fatti in rapida successione: il 20 e il 30 dicembre. Un altre termine è riservato alle Regioni: avranno quattro mesi di tempo per emanare le leggi che, in base a quanto stabilito dalla Consulta, possono regolamentare la sanatoria.

Tagli a ministeri. Nel provvedimento si afferma che la parte preponderante dei tagli arriverà dai ministeri che dovranno fare a meno di 2,6 miliardi di euro. Sotto la scure dovrebbe essere l'acquisto di beni e servizi, le missioni all'estero, le spese di consulenza. Le forbici vengono poi usate anche su altre poste, per ridurre del 50% i fondi della presidenza del Consiglio e degli Interni per la cooperazione allo sviluppo, le calamità nazionali, il federalismo amministrativo, l'informatica e gli accordi internazionali. L'esperienza insegna che i tagli di un anno vengono poi recuperati, con gli interessi, l'anno dopo!

Pubblica amministrazione. Per ottenere risparmi le amministrazioni pubbliche vengono inviate ad acquistare i beni tramite le aste on line della Consip, oppure ad adeguarsi agli stessi standard prezzo-qualità. Gli acquisti in modo autonomo, comunque, vanno motivati e nel caso contrario il dipendente che non ha rispettato questa norme risponde in solido di eventuali violazioni.

Caro sigarette. Aumenti in vista per le sigarette più economiche. Il decreto prevede infatti una rimodulazione delle accise, "con riferimento alle sigarette della classe di prezzo più richiesto in base ai dati rilevati al primo luglio". In pratica, si tratta di un rialilineamento della tassazione che finirà per penalizzare i prodotti finora meno costosi.

Il decreto, preparato dal vice ministro Mauro Baldassarri insieme ai sottosegretari Giuseppe Vegas e Gianluigi Magri, dovrebbe approdare alle Camere per l'approvazione prima della pausa estiva.

Ad ogni modo, i conti non tornano (fate un po' di stime e di somme e vedrete) e, soprattutto, non si vede nessuna linea di politica economica, che non sia la salvaguardia a oltranza di ogni forma di rendita parassitaria. E' caduto Tremonti, ma la sua "finanza creativa" è ancora in piedi, forse con un po' meno di smalto.

s.b.

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