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(17 Giugno 2012) Enzo Apicella

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dalla Francia

(30 Giugno 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Finanzieri di tutti i paesi e dirigenti europei tirano un sospiro di sollievo alla vista del risultato delle elezioni legislative. Non le nostre, in cui la suspense si limitava all’ampiezza della vittoria della sinistra, ma quelle della Grecia. La destra conservatrice prevale a stento.

Gli attacchi raddoppiati contro la coalizione di sinistra Syriza – non solo da parte d’Angela Merkel, campionessa dell’austerità, ma anche di colui che ci mette più cosmetico, François Hollande – mostrano in questi ultimi giorni fino a che punto temevano la reazione della popolazione. Non tanto che Syriza al potere (si contentava d’annunciare che avrebbe rinegoziato il piano di « aiuti », cioè di strangolamento della Grecia) avrebbe minacciato realmente il capitale finanziario dell’Unione Europea. Ma perché la sua vittoria avrebbe rafforzato l’esasperazione del popolo greco, sullo sfondo di manifestazioni, scioperi e proteste di ogni tipo.

Fine dei « regali » elettorali

Qui, le elezioni non erano ancora vinte che François Hollande già annunciava le proprie intenzioni per il periodo successivo: « nessuna spesa pubblica supplementare » ma « serietà del bilancio ». Il colpetto allo Smic o la pensione a 60 anni per alcuni, rischiano di essere le sole briciole concesse ai lavoratori per molto tempo.

Hollande, che pretende di essere il campione del « dialogo sociale », ha riaffermato la settimana scorsa la volontà di discutere ogni misura con i sindacati... e soprattutto col padronato, nella « grande conferenza sociale » che si terrà 9 e 10 luglio prossimi. Far praticare la collaborazione di classe ai sindacati resta il modo migliore di far passare le pozioni amare che stanno cucinando fin da ora nei ministeri.

Gli attacchi aspetteranno dunque, in linea di massima, il rientro dalle vacanze, e persino l’inverno. Anche se il ministro del bilancio Moscovici annuncia una riduzione degli introiti. E la Corte dei Conti non fa mistero delle raccomandazioni di rigore che invierà a fine mese.

Nessuna barriera ai licenziamenti

Frattanto, il ministro del riassetto produttivo, Arnaud Montebourg, continua il suo giro delle imprese che licenziano. Non per proporre ai lavoratori minacciati di difendersi tutti insieme. Al contrario, si tratta di vedere caso per caso, posto di lavoro per posto di lavoro, come « unire le nostre forze »… con i padroni e con i banchieri, intorno a « progetti industriali ». Progetti che non offrono alcuna garanzia per l’occupazione e i salari, solo la promessa di aiutare i capitalisti a continuare a fare profitti, in nome della difesa del « made in France ».

Come difendersi ?

Il Partito Socialista dispone all'Assemblea Nazionale della maggioranza assoluta. Dunque ha le mani libere, ma per quale politica ? Di fronte a lui, l'UMP e il Fronte Nazionale competeranno in demagogia reazionaria. Non c’è niente di buono da aspettarsi da questo lato, per noi lavoratori.

La vera opposizione all’austerità di sinistra che si profila, non verrà dal teatro parlamentare, di cui il grande padronato e i banchieri s’infischiano alla grande. I soli timori vengono da un’altra parte. Dalle nostre reazioni, nelle fabbriche, nelle piazze. Come spiegava questo week-end un editoriale del giornale Le Monde, riferimento della sinistra rispettosa e responsabile, il governo« dovrà spegnere gli incendi provocati dai piani sociali ». Spegnere ? Si vedrà.

Eh sì, i capitalisti non hanno finito di farsi prendere dal panico di fronte alla collera della popolazione, in Francia come in Grecia. Come in Spagna, dove in questo momento si diffonde pure la resistenza alle espulsioni dalle abitazioni, dove gli scioperi esplodono qua e là, nella sanità, nella pubblica istruzione o tra i minatori. Tutti i nostri nemici temono soprattutto questo incendio sociale. E’ la nostra speranza, perché è ciò che potrebbe finalmente cambiare le carte in tavola.

Editoriale del bollettino di fabbrica "l’Etincelle" pubblicato dalla frazione di minoranza di Lutte Ouvrière - 18 giugno 2012

http://www.convergencesrevolutionnaires.org

traduzione di Michele Basso

Convergences Révolutionnaires

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