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(2 Maggio 2012) Enzo Apicella
A Torino contestato Piero Fassino al corteo del primo maggio. La polizia interviene con una carica pesante e immotivata.

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Gli attivisti operai devono essere liberati immediatamente ed incondizionatamente dalle prigioni della Repubblica Islamica dell'Iran!

(13 Luglio 2012)

Traduzione a cura di Piattaforma Comunista, 11/07/2012

Lo scorso 15 giugno, nella città di Karaj, agenti dei servizi segreti del regime iraniano hanno assaltato un luogo di riunione di sindacalisti. Circa sessanta attivisti sono stati arrestati, malmenati e portati in prigione per essere interrogati. La riunione era stata convocata per discutere e trovare un'adeguata risposta al mancato pagamento dei salari, alla mancanza di sicurezza sul lavoro, ai licenziamenti di massa e per rispondere alla repressione che soffrono i lavoratori che cercano di formare sindacati indipendenti. Benché la maggior parte di essi sono stati liberati in ventiquattro ore, nove lavoratori rimangono in prigione. Da allora, non hanno avuto contatto alcuno con l'esterno.
Il Partito del Lavoro d'Iran (Toufan), condanna l'arresto e l’incarceramento dei sindacalisti che lottano per i giusti diritti di base. Una volta di più, esprimiamo la nostra assoluta ripugnanza ed indignazione per il regime capitalista ed antipopolare dell'Iran. I lavoratori hanno diritto a lottare per la mancanza di diritti e per formare organizzazioni indipendenti. Qualunque tentativo di restringere le attività legittime della classe operaia dev’essere condannato da tutti i salariati e tutte le forze progressiste di tutto il mondo. La repressione delle masse da parte del regime reazionario della Repubblica Islamica dell'Iran interessa tanto gli sfruttatori e saccheggiatori capitalisti dell'Iran, quanto gli imperialisti e militaristi che hanno peggiorato le condizioni di vita del paese a causa delle sanzioni economiche e delle minacce di invasione militare.
Il regime della Repubblica Islamica si trova in una profonda crisi politica, economica e sociale. Le condizioni di vita dei lavoratori sono peggiorate un anno dopo l’altro. L'insieme delle circostanze nel quale si districa la sopravvivenza delle masse non ha lasciato loro altra opzione che opporsi ai governanti e dichiarare guerra contro l’insieme dell'antipopolare regime della Repubblica Islamica. Per cambiare la situazione, la classe operaia, le cui spalle sopportano il fardello più pesante della crisi economica, tenta di rafforzare le sue posizioni e di stabilire organizzazioni operaie combattive e stabili, così come di aprire alla società il cammino di una battaglia generalizzata e su tutti i fronti contro i poteri dominanti.
Le autorità della Repubblica Islamica temono l'unità e la solidarietà tra i lavoratori. Non hanno trovato alcuna soluzione alle intollerabili condizioni di vita dei lavoratori, salvo la detenzione, la repressione e l'incarceramento degli attivisti. Il regime ha portato avanti queste azioni reazionarie molte volte nel passato, ma non è stato capace di schiacciare le lotte dei lavoratori. Il fuoco del movimento di protesta operaio e popolare è inestinguibile. Centinaia di scioperi, concentrazioni, manifestazioni, boicotaggi e perfino il confronto diretto con le forze repressive del regime dimostrano ciò. La solidarietà e l'unità delle organizzazioni indipendenti è la chiave affinché i lavoratori abbiano successo nelle lotte per una vita migliore. Quando questa unità e solidarietà si espande agli altri settori dei lavoratori, quando si eleva ad un livello più alto, dotandosi della coscienza socialista portata dal partito della classe operaio, si trasforma in una forza tanto potente che è capace di polverizzare il reazionario apparato repressivo del regime, di trasferire la proprietà dei mezzi di produzione nelle mani della collettività e di stabilire il socialismo per tutti i lavoratori.
Il Partito del Lavoro d'Iran (Toufan), appoggia le giuste lotte degli attivisti operai per ottenere migliori e più umane condizioni di vita. Plaudiamo ai tentativi di formare sindacati indipendenti. Condanniamo il loro arresto, incarceramento e maltrattamento. Chiamiamo i nostri Partiti e Organizzazioni MarxistiLeninisti fratelli, tutte le forze operaie e tutte le persone progressiste del mondo ad alzare la loro voce, in ogni modo possibile, contro il regime della Repubblica Islamica dell'Iran per i recenti arresti nella città di Karaj, e contro la prigionia in cui si trovano i principali dirigenti dei sindacati operai.
Chiediamo ai nostri compagni di esprimere la solidarietà con le lotte dei militanti operai iraniani e che esigano la libertà immediata ed incondizionata di tutti gli attivisti recentemente detenuti, di tutti i militanti operai imprigionati e di tutti i prigionieri politici.
Solo l'intensificazione della lotta delle masse iraniane ed il sincero appoggio internazionalista al popolo iraniano possono costringere il regime della Repubblica Islamica ad arretrare ed a fermare la repressione contro il popolo d'Iran.
Libertà immediata ed incondizionata per tutti gli attivisti operai!
Viva la lotta della classe operaia iraniana!
Abbasso il regime capitalista della Repubblica Islamica, con l'azione del popolo iraniano!
Viva la libertà ed il socialismo!

Partito del Lavoro d'Iran (Toufan)

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