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(Lotte operaie nella crisi)

La truffa del « dialogo sociale

dalla Francia

(11 Luglio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Arnaud Montebourg parte dunque in guerra contro l’amministratore delegato della PSA, Philippe Varin, con... una gentile lettera . E che lettera! Il ministro del Risanamento produttivo gli chiede timidamente di « far conoscere le sue intenzioni al più presto » ! Sarebbe il solo a non avere ancora capito che il gruppo Peugeot-Citroën vuole chiudere lo stabilimento d'Aulnay ? Poi, consiglia rispettosamente a Varin « il dialogo sociale » per « farne un’arma collettiva ». Ma a servizio di chi ? Termina la lettera con una promessa di un « piano d’azione per il futuro della filiera auto francese». Traduzione : per il futuro degli azionisti, non dei salariati ! Perché si conosce questo genere di « piano d’azione» : in continuità col precedente governo, si tratta di aiutare le imprese a forza di denaro pubblico, perché sopprimano ancora migliaia di posti di lavoro.

Il dialogo sociale, alla maniera di Montebourg, significa rimettersi totalmente alle “intenzioni”, in realtà alle decisioni, padronali. Il governo c’è per smussare gli angoli e tentare di disinnescare la collera dei lavoratori, i cui posti sono minacciati, con una serie di negoziati, come questo prossimo “vertice sociale”, il cui risultato sarà sempre a favore del padronato. Tanto più che ci si annuncia già il rigore “di sinistra”, non più tenero del rigore della destra verso il mondo del lavoro.

Come a Air France, General Motors e altrove…

Il piano annunciato recentemente da Air France è un esempio, che non può essere più chiaro, di questo « dialogo sociale ». La direzione annuncia la soppressione di 5 122 posti e intende ricuperare da dieci a dodici giorni di lavoro per ogni salariato, imporre il congelamento dei salari, delle assunzioni, degli avanzamenti, la flessibilità accresciuta col prolungamento degli orari… senza tuttavia impegnarsi a evitare i licenziamenti in tronco.

Il ricatto sull’occupazione diventa una moda nel mondo padronale : sempre più padroni promettono di non chiudere in cambio di sacrifici da parte dei salariati, promesse il cui carattere menzognero non tarda a rivelarsi.

Così General Motors, che aveva imposto ai salariati di Strasburgo il congelamento dei salari e la soppressione dei giorni di congedo in cambio della promessa di mantenere la produzione, ha appena annunciato la decisione di chiudere il sito.

Tocca ai lavoratori imporsi

I lavoratori della PSA, per fortuna, non hanno atteso i consigli di Montebourg per prendere in mano i loro affari : giovedì scorso, erano più di mille, radunati di fronte alla sede della PSA, avenue della Grande Armée a Parigi, per gridare la loro rabbia e il loro rifiuto di ogni chiusura di fabbrica. I più numerosi, molte centinaia, erano venuti da Aulnay, ma erano presenti anche delegazioni di tutti gli stabilimenti PSA , come pure lavoratori di Renault, d'Air France e persino di Opel Bochum in Germania e di PSA Madrid, oggi minacciati di chiusura proprio come Aulnay. Riunirsi, prendere contatto con tutti questi, così numerosi oggi in tutti i settori minacciati della perdita del posto, è ciò che dovremo fare nel periodo che si apre. E’ la sola via, la sola arma collettiva a nostra disposizione.

Le soppressioni di posti di lavoro prendono molti aspetti. Ci sono le « separazioni contrattuali», al momento da 15.000 a 20 000 al mese, cioè circa 200 000 all’anno. Un gigantesco piano di licenziamenti invisibile. Allo stesso modo, i piani di dimissioni falsamente “volontarie “ risparmiano alle imprese le procedure legali di un piano di licenziamenti ei ricorsi di fronte ai tribunali del lavoro. E, nella funzione pubblica, due statali su tre che vanno in pensione non potranno essere rimpiazzati.

Quale che sia la forma dei licenziamenti, il problema è lo stesso per tutti. Ma non dobbiamo ridurci a reagire separatamente con le spalle al muro. Dovremo coordinare le lotte per essere più forti di fronte ai padroni e un governo sempre presente per aiutarli a compiere i loro sporchi colpi.

Note

PSA: L'attuale denominazione deriva dalla fusione di Peugeot SA con Citroën SA.

Editoriale del bollettino di fabbrica "l’Etincelle" pubblicato dalla frazione di minoranza di Lutte Ouvrière - 2 luglio 2012

http://www.convergencesrevolutionnaires.org

traduzione di Michele Basso

Convergences Révolutionnaires

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