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Videla e il bosone di Higgs

(13 Luglio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in ciptagarelli.jimdo.com

Videla l'assassino e i "bambini rubati"

foto: ciptagarelli.jimdo.com

Argentina, 50 anni all'ex dittatore Videla per i "bambini rubati"

La Corte: "Piano sistematico di sequestri a danno degli attivisti di sinistra uccisi tra il 1976 e il 1983"

di Josè Manuel Rambla(*); da: rebelion.org; 9/7/2012

In questi giorni la comunità scientifica è entusiasta, e non per niente. Il motivo è la scoperta del bosone di Higgs, la particella di Dio, come l’hanno battezzata i giornalisti scientifici, che ci svela l’enigma del primo istante. E’ l’impercettibile entità capace di generare l’apparizione della massa, origine di tutte le cose quali le conosciamo. E’ – in sintesi, come segnala il fisico Brian Green – in primo bang di quel remoto Big Bang da cui sarebbe nato l’universo in cui galleggiamo nella nostra deriva “tragicosmica”.

Ciò che sta nascendo risveglia sempre una strana illusione nel momento in cui incarna l’attimo zero del futuro, con la sua apparente capacità di rendere reale ciò che ancora è impensabile, improbabile o, anche, impossibile. Per questo l’eccitazione mediatica generata da questa particella che ci porta la vertigine del primo istante è stata tanto contagiosa. La stessa vertigine che sentiamo al primo bacio, al primo passo e alla prima boccata d‘aria del visino umido e rugoso che lascia l’utero materno.

Anche nel pianto originario che aprì alla vita i polmoni di Victoria si presentiva l’ombra di un bang. Ma, nel suo caso, era l’onomatopeica sinistra e premonitoria che, alcune settimane dopo, sarebbe entrata come una pallottola nei corpi di Hilda Ramona e Roque Orlando,i suoi genitori, trasformati da quell’istante in ricordi omessi. I tre furono sequestrati nei primi giorni del golpe in Argentina, strappati via dalla loro casa, dal loro stesso nome. Victoria fu così costretta a sperimentare un secondo Big Bang creatore che l’avrebbe trasformata, tra camere di tortura e odore di sangue, in Maria Sol, figlia del colonnello Hernàn Antonio Tetzlaff, l’assassino dei suoi genitori.

Molti anni prima, in Spagna, lo psichiatra Antonio Vallejo-Nàjera aveva già teorizzato la necessità di strappare ai vinti i figli per ripulire il loro sangue dalla degenerazione marxista. Teorizzò e mise anche in pratica. Era la eugenetica della Vittoria che portò decine di bambini verso calde e pie famiglie bene e di provata fede nazional-cattolica, mentre i genitori che li avevano generati marcivano nelle celle, alimentavano i muri della fucilazione e le loro ossa, sepolte in fosse, si consumavano.

Col passare degli anni questa selezione razzial-ideologica avrebbe guadagnato in pragmatismo fino a trasformare in un lucroso affare il traffico di figli nati dal peccato o dalla povertà oppure, molto semplicemente, ottenuti con il furto. Per decenni medici senza scrupoli e religiose con la pietà nascosta nelle tasche, come suor Maria Gòmez Valbuena si spartirono i profitti di queste pratiche selettive.

Questa settimana a Buenos Aires, dopo 15 mesi di dibattimento, il Tribunale Orale Federale 6 condannava a 50 e 30 anni, rispettivamente, gli ex dittatori argentini Jorge Rafael Videla e Reynaldo Benito Bignone, oltre a comminare la prigione ad altri collaboratori e beneficiari dei sequestri durante il regime militare.

Con questa sentenza per Victoria culminava un altro processo creatore, cominciato nel 1988 quando le Nonne di Plaza de Mayo scoprirono l’identità reale di Maria Sol. Fu il terzo Big Bang. Per lei rimaneva così definitivamente indietro il tempo della paura, un’esperienza che, tuttavia, è ancora lontana per molti altri. Per questo, alle porte dell’aula, le madri dei desaparecidos continuavano ad enumerare la loro triste lista di nipoti annullati. Una lista che si fonde ad altri nomi che continuano ad essere silenziati in Spagna.

Purtroppo il loro enigma risveglia meno passioni del bosone di Higgs. E’ comprensibile. In fin dei conti la particella di Dio ci mette di fronte all’origine del tutto, mentre i loro nomi ignorati, al contrario, ci ricordano solo la facilità con cui possiamo essere fatti sparire nel nulla.

(*) Giornalista spagnolo

(traduzione di Daniela Trollio Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

Centro di Iniziativa Proletaria G. Tagarelli - Milano

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