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    Dichiarazione finale del XXIII Campeggio Internazionale della Gioventù Antimperialista e Antifascista

    (17 Agosto 2012)

    Traduzione a cura di Piattaforma Comunista

    Noi giovani di diversi paesi del mondo (Argentina, Austria, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Francia, Germania, Inghilterra, Libano, Messico, Paesi Baschi, Perù, Repubblica Dominicana, Turchia e Venezuela), motivati dalle lotte dei giovani i quali, assieme ai lavoratori ed ai popoli, uniscono le loro forze in diverse parti del pianeta per fare fronte all'imperialismo e alle sue misure, ci siamo riuniti con l’intento di realizzare il XXIII Campeggio Internazionale Antifascista e Antimperialista, nelle strutture dell'Università Bolivariana del Venezuela, UBV, nei giorni dal 4 all’11 agosto del presente anno. Delegati nazionali ed internazionali hanno sviluppato il dibattito politico e ideologico ed esposto, da un punto di vista rivoluzionario, le loro opinioni sulla situazione mondiale in generale e sui propri i paesi in particolare.



    Durante i giorni di dibattito abbiamo affrontato differenti questioni in campo politico, economico, sociale, educativo, ambientale, svolto attività culturali e sportive, che hanno permesso uno scambio fraterno tra le diverse delegazioni. I punti di vista che i delegati nazionali ed internazionali hanno espresso hanno aiutato a rafforzare la discussione e a serrare le file davanti alle problematiche che affrontiamo come giovani a livello mondiale.



    Durante questi giorni abbiamo potuto constatare le diverse realtà che vivono i giovani lavoratori, contadini, artigiani, studenti nei diversi paesi del mondo. Queste realtà confermano la necessità che le nostre lotte trascendano dal terreno puramente rivendicativo alla lotta rivoluzionaria per la costruzione del socialismo quale unica via per affrontare le conseguenze del capitalismo.



    Nello sviluppo dell'evento abbiamo rafforzato la nostra coscienza antifascista ed antimperialista, abbiamo fissato gli impegni da seguire nella lotta rivoluzionaria, unificando gli sforzi tra le nostre organizzazioni come viva espressione dell'internazionalismo proletario.



    La guerra, un mezzo degli imperialisti per la nuova spartizione del mondo



    La crisi generale del capitalismo ha messo a nudo la limitatezza del sistema capitalista che non riesce a superare l'attuale situazione, per cui le potenze imperialista cercano di gettare sulle spalle del proletariato tutto il peso della crisi, e pertanto aumentano lo sfruttamento della classe operaia, si organizzano per la guerra di rapina contro differenti paesi per appropriarsi delle loro risorse, specialmente l'acqua, il petrolio ed i minerali, ampliando la devastazione dell'ecosistema.



    Gli imperialisti sviluppano azioni belliche contro i popoli, come dimostrano le aggressioni militari contro la Libia e la Siria, che si sono sviluppate sotto lo sguardo compiacente dagli organismi internazionali, i quali una volta di più hanno dimostrato il loro ruolo nefasto di fantocci dell'imperialismo. Col silenzio complice di questi organismi si sono relaizzati interventi, massacri, bombardamenti, tra le altre azioni che portano avanti gli imperialisti per saccheggiare le ricchezze dei popoli ed utilizzarle a favore dei loro interessi.



    Con la guerra crescono i profitti per l'industria bellica che appartiene ai più potenti gruppi economici del pianeta, ubicati negli USA e in Europa Occidentale. Queste imprese hanno incrementato le vendite di armi più del 50% tra il 2000 e il 2010 per sostenere le aggressioni, sottomettendo i popoli a terribili situazioni.



    Le misure degli imperialisti davanti alla crisi



    I capitalisti hanno preso diverse misure con la decisa intenzione di intensificare lo sfruttamento dei lavoratori e dei popoli, per garantire i loro introiti, facendo sì che la crisi ricada sulla classe operaia. Per questo riducono i salari, allungano la giornata lavorativa, applicano tagli alle spese per la salute e l’educazione, eliminano le conquiste sociali e lasciano milioni di lavoratori nella disoccupazione, i quali sperimentano giorno dopo giorno il peggioramento delle proprie condizioni.



    Le misure applicate dalle classi dominanti significano fame e miseria per le maggioranze oppresse. Di fronte a ciò i giovani del mondo si organizzano per respingere con forza le misure imperialiste, aggregandosi alle manifestazioni di rifiuto di esse, scendono nelle strade delle principali città del mondo, affrontando le forze di sicurezza che reprimono con violenza, ma nonostante questo non si arrendono, al contrario, ogni giorno si aggiungono più giovani a queste espressioni di organizzazione e di resistenza popolare, contro il fascismo e l'imperialismo, come dimostra questo XXIII Campeggio.



    Vedendo la situazione che si sviluppa nel mondo, noi giovani antifascisti, antimperialisti, rivoluzionari e democratici presenti a Caracas dichiariamo:



    Rifiutiamo le guerre promosse dagli imperialisti che sottopongono i popoli a terribili sofferenze per soddisfare gli interessi della borghesia.



    Respingiamo le politiche di privatizzazione dell'educazione che sviluppano vari governi, negando così nella realtà concreta il diritto all'educazione dei popoli. Davanti a ciò solleviamo la proposta di un'educazione per l'emancipazione, che sia uno strumento per i popoli nella loro lotta rivoluzionaria contro l'imperialismo.



    Respingiamo la criminalizzazione della lotta popolare come misura adottata dai governi imperialisti, demagoghi e pro-imperialisti, che reprimono i popoli per imporre politiche di sfruttamento e cercare di farli retrocedere nella loro lotta rivoluzionaria.



    Solidarizziamo con le compagne e i compagni imprigionati per aver sostenuto la lotta rivoluzionaria a favore dei loro popoli, affrontando misure di stampo neoliberista come quelle che promuovono le miniere a cielo aperto, l'estrazione a tutti i costi e lo sfruttamento più crudele dei lavoratori.



    Solidarizziamo coi popoli che danno vita alla lotta rivoluzionaria, utilizzando tutte le forme di lotta, contro l'oppressione dell'imperialismo.



    Appoggiamo la lotta portata avanti dal popolo venezuelano in difesa dei propri interessi, avanzando contro la destra interna e contro l'imperialismo, salutiamo le misure popolari e democratiche adottate dal presidente Hugo Chavez a favore della gioventù e della maggioranza del popolo. Ci esprimiamo affinchè il popolo venezuelano approfondisca e irrobustisca i cambiamenti sociali a favore della maggioranza sfruttata ed oppressa, sconfiggendo le pretese della destra più recalcitrante di tornare a dirigere il destino di tale paese.



    Ci dichiariamo in vigilanza permanente di fronte alla nascita di gruppi violenti di estrema destra, come è il caso dei neofascisti in Europa e dei gruppi paramilitari in America, poiché questi gruppi sono uno strumento dell'imperialismo per affrontare la lotta rivoluzionaria dei popoli.



    Rivendichiamo il socialismo come risposta realmente rivoluzionaria che i popoli hanno di fronte al capitalismo, unica possibilità reale di superare definitivamente le crisi e garantire il soddisfacimento delle necessità alle maggioranze.



    Fin da ora lanciamo l’appello a tutti i giovani per mobilitarsi e partecipare al prossimo campeggio antifascista ed antimperialista da realizzarsi nel 2014; ciò pone il compito di rafforzare il nostro lavoro in seno alla gioventù per continuare a lottare per conquiste democratiche, popolari ed antimperialiste e affinchè il prossimo accampamento sia uno spazio per condividere e rafforzarci con le esperienze combattive e vittoriose compiute col calore dei nostri popoli.

    Caracas, Venezuela, agosto 2012

    XXIII Campeggio Internazionale della Gioventù Antimperialista ed Antifascista

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