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“Il nuovo governo egiziano rischia di perdere il consenso”

(12 Settembre 2012)

12/9/2012

PressTv. Un analista ha affermato che il governo egiziano rischia di perdere il consenso della maggioranza del popolo egiziano se dovesse fare dei passi in avanti nella sua relazione con Israele.

In un’intervista rilasciata a Press Tv domenica 9 settembre, Abayomi Azikiwe, direttore della Pan-African News Wire, ha dichiarato che ”il popolo egiziano ha voluto un cambiamento, ed è per questo che ha riempito le piazze. La gente non ha chiesto solo la destituzione di Hosni Mubarak e di alcuni alti funzionari nell’apparato amministrativo e militare. Il popolo aspirava ad un cambiamento radicale, che doveva riguardare l’intera struttura economica del paese, i suoi rapporti con Israele, ed il supporto egiziano alla causa del popolo palestinese.

L’analista ha aggiunto: “Questi temi devono essere affrontati dal nuovo governo egiziano, altrimenti quest’ultimo perderà una parte consistente del suo consenso tra la classe operaia”.

D’altro canto, l’esercito egiziano ha annunciato di aver demolito 31 tunnel sotto il confine con la Striscia di Gaza nella sua recente operazione nel Sinai. I tunnel in questione venivano utilizzati dai palestinesi per portare cibo, carburante, medicine, e altri generi di prima necessità nella Striscia di Gaza sotto assedio.

In una conferenza stampa tenutasi al Cairo sabato 8 settembre, il colonnello Ahmed Mohamed Ali, portavoce dell’esercito egiziano, ha dichiarato che 31 tunnel usati per contrabbandare merci nella Striscia di Gaza sono stati distrutti.

Azikiwe ha commentato l’accaduto affermando che “si tratta di uno sviluppo molto interessante. Crediamo che sia correlato in qualche modo con le mosse di politica estera che il governo egiziano ha intrapreso nelle ultime due settimane”.

Egli ha spiegato che la maggior parte dei gazawi utilizza i tunnel per approvvigionarsi di beni e servizi considerati indispensabili in quella zona – che viene definita oggi la più grande prigione a cielo aperto nel mondo.

L’analista ha concluso che le mosse dell’esercito egiziano sono “direttamente legate all’annuncio del Fondo monetario internazionale, l’Fmi, di voler sostenere il governo egiziano con un prestito di circa un miliardo di dollari.

InfoPal

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