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(30 Luglio 2011) Enzo Apicella

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Bonanni vuol dire fiducia

(16 Settembre 2012)

All'indomani della comunicazione di Fiat su Fabbrica Italia (uno stringato comunicato: «Marameo! Ahahah! Ci siete cascati!»), rendiamo omaggio a un'enorme figura del sindacalismo italiano attraverso le sue più geniali e storiche dichiarazioni. Bonanni e l'attentato di Sarajevo. «Solo chi vuole dividere il sindacato insiste con il più nero pessimismo. Domani non succederà nulla e il nostro amato arciduca Francesco Ferdinando attraverserà indenne Sarajevo tra ali di lavoratori festanti!» (27 giugno 1914). Bonanni e Matteotti. «L'onorevole Matteotti si è soltanto preso una meritata vacanza e ricomparirà presto in piena salute. Demonizzare il governo ha senso solo per quelle componenti del sindacato ancora legate ad antiche ideologie rivendicative» (11 giugno 1924) Bonanni e la Grande Depressione. «La Borsa di Wall Street è solida e garantisce prosperità a tutti i lavoratori d'America, con buona pace di chi vuole dividere il sindacato!» (28 ottobre 1929). Bonanni e Hiroshima. «I lavoratori di Hiroshima possono stare tranquilli, noi della Cisl li difenderemo come sempre alla faccia di chi semina pessimismo» (5 agosto 1945) Bonanni e Allende. «Pur nel suo massimalismo, che non condividiamo, siamo certi che il presidente Allende governerà ancora a lungo. Vagheggiare di potenze straniere che lo odiano è solo astio di componenti sindacali estremiste» (10 settembre 1973) Bonanni e la Fiat. «La cosa che mi fa stare così sereno e tranquillo è che la Fiat conferma la parola data. Imparino tutti gli altri che hanno ciarlato come le cicale a fare invece come hanno fatto le formiche, imparino che l'Italia di domani sarà un'Italia positiva se ciascuno si prende le sue responsabilità» (23 giugno 2010) Siamo certi che tanta cristallina lungimiranza verrà premiata, nella prossima legislatura, con una carica istituzionale di alto prestigio. È il minimo, per un così sincero impegno in difesa dei lavoratori. Grazie, Raffaele Bonanni!

Alessandro Robecchi - Il Manifesto

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