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Brindisi: Lo “staff” del presidente Errico ed il “cambiamento di rotta”

(6 Agosto 2004)

Il movimento A Sinistra che ha sostenuto fattivamente la candidatura a Presidente della Provincia del notaio Errico e che intende fornire alla sua Amministrazione una disinteressata collaborazione mantenendo ovviamente piena libertà di giudizio, ha appreso nei giorni scorsi che egli si avvarrà di uno “staff” di quattro professionisti attraverso la sottoscrizione di contratti di consulenza che dureranno quanto il mandato presidenziale e che prevedono sorprendentemente una spesa complessiva, per gli ultimi 5 mesi del 2004, di circa 200mila euro. Si tratta quindi di una retribuzione, per ciascuno di questi professionisti, che ammonta a 10 mila euro mensili pari a circa venti milioni delle vecchie lire.

Non siamo d’accordo e sentiamo il dovere di dirlo pubblicamente rilevando – e lo facciamo prendendo lo spunto dall’episodio in questione ma in termini generali - che le Amministrazioni pubbliche nel far ricorso a contratti (certamente legittimi) per collaborazioni esterne aventi ad oggetto sia prestazioni di natura intellettuale che opere e servizi di altro genere, devono adottare criteri di massimo rigore per limitare questi contratti al minimo indispensabile e per contenere gli esborsi relativi ai compensi. Vanno invero contrastate, specialmente in tempi di falcidia dei fondi destinati alle amministrazioni locali con conseguente taglio dei servizi sociali, le tendenze a largheggiare nella conclusione di convenzioni che di fatto assumono il contenuto di assunzioni, sia pure a tempo determinato, operate peraltro al di fuori delle garanzie di concorso e sulla base di rapporti fiduciari. Tendenze queste che possono portare alla non piena valorizzazione di preziose professionalità interne alle amministrazioni determinando peraltro, in alcuni casi, una vistosa disparità di trattamento retributivo fra dipendenti dell’amministrazione medesima e collaboratori esterni, gli uni e gli altri spesso chiamati a svolgere attività analoghe nell’interesse dell’ente.

Concordiamo perciò con le riserve e con le critiche manifestate in ordine all’entità delle retribuzioni stabilite per lo “staff” del Presidente della provincia il quale – ne siamo sicuri – non mancherà di adoperarsi per apportare al relativo provvedimento le opportune modifiche. Così come concordiamo anche con la proposta avanzata da Rifondazione Comunista di ridurre le indennità agli assessori e di eliminare lo stipendio ai consiglieri provinciali prevedendo per essi solo l’indennità di partecipazione ai lavori del Consiglio e delle Commissioni. Sarebbero questi segni concreti, non populistici e non demagogici, di un “cambiamento di rotta” che partendo da scelte personali esemplari degli amministratori pubblici può credibilmente avviarsi verso la costruzione di una nuova politica locale sui grandi temi che attendono risposte coraggiose e innovative. E sarebbero inoltre segni della tanto auspicata scelta di ridurre la distanza tra ceto politico e società civile con l’abbattimento di qualsiasi privilegio sulla strada di una moralizzazione non solo predicata ma anche praticata.

Mesagne, 05 agosto 2004

Per il coordinamento di A SINISTRA
Giancarlo CANUTO

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