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Acqua!

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(20 Marzo 2010)
Manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua a Roma. Partecipa anche il movimento di solidarietà con il Popolo Palestinese

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MILANO, 18 settembre:
NON DIMENTICHIAMO IL MASSACRO DI SABRA E CHATILA

(18 Settembre 2012)

INIZIATIVA

18 settembre a Milano piazza Mercanti ore 18.00


Per quaranta ore non fu mai notte: Sabra e Chatila, silenzi e ombre su una strage.


L’odore della morte, della carne in putrefazione in quel caldo settembre di trent’anni fa accolse la Croce Rossa e i primi giornalisti che entrarono nei campi di Sabra e Chatila il giorno dopo, a eccidio avvenuto: chi pianse ininterrottamente, chi svenne, chi vomitò, chi, ripresosi, tra i fotoreporter, cominciò a scattare foto, gli occhi fissi e impietriti e l’obiettivo a fermare un orrore che mente umana non poteva concepire, ma era lì, vero e presente, di fronte a loro.

Entrarono i miliziani libanesi alle cinque del pomeriggio del 16 settembre nei campi, appositamente circondati e inaccessibili per tutti, presidiati dalle truppe israeliane di Ariel Sharon, che al settimo piano di un palazzo poteva godere di tutta la scena. Gli israeliani spararono razzi illuminanti alla frequenza di due al minuto: dalle cinque del pomeriggio del 16 fino alle 10 del mattino del 18 settembre a Sabra e Chatila non fu mai buio. Entrarono i miliziani, prima silenziosamente e coltelli e asce e pugnali e baionette tagliarono lembi di carne e mutilarono corpi: decapitarono, sgozzarono, sventrarono, aprirono il ventre alle donne incinte per estrarne il feto - «dalle donne incinte nasceranno dei terroristi» - facendone scempio. Tagliarono membra, mani amputate per sottrarre velocemente bracciali nei loro saccheggi. Stuprarono donne e bambine. Impalarono uomini e bambini. Uccisero neonati schiacciandone la testa contro i muri. Infierirono sui cadaveri: teste, gambe, braccia tagliate dai corpi morti che giacevano a terra, uomini uccisi e poi castrati. Nelle ultime ore, le milizie avevano fretta: le voci di quel che stava accadendo cominciavano a circolare. Tutt’intorno erano solo cadaveri e i miliziani sparavano a tutto ciò che vedevano muoversi. Velocemente di nuovo gli ingressi dei campi videro entrare e uscire infiniti camion carichi di cadaveri e feriti, gettati poi tutti insieme in fosse comuni. Si stima che il numero delle vittime del massacro sia stato di circa 3.000 persone.

Trent’anni sono passati e le stragi di Sabra e Chatila non hanno nessun colpevole condannato. Trent’anni sono passati e molti hanno dimenticato o non hanno mai saputo. Per questo è importante continuare a narrare la terribile e tragica storia di Sabra e Chatila, perché la memoria resti e tormenti l’umanità.

ALLE 19.00 CI SARA' UN COLLEGAMENTO AUDIO CON I COMPAGNI PRESENTI IN LIBANO ALLA COMMEMORAZIONE.

www.forumpalestina.org

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